la cicala e’ la formica 3.0

La formica da vecchia

Un giorno la formica invecchio’. Si risveglio’ all’improvviso che aveva sessant’anni, e nell’intimo delle sue lenzuola fece una riflessione.

guardo’ al tempo passato e si dispiacque di non aver fatto nulla che lavorare. la sua unica vita a questo mondo, passata ad accumulare e accumulare e accumulare.
insomma spostare oggetti, averne sempre di piu’.. ora poteva darli ai suoi formichini.. ma cio’ non toglieva il senso di inutilita’ della propria vita.

e poi i formichini cosa avrebbero dovuto farne di tutti questi beni?
si’, avrebbero avuto una vita piu’ agiata.. ma che farne se questa era stata svuotata? che senso aveva tutto cio’? avrebbero dovuto anche loro accumulare per trasmettere ai figli? solo questo? tutto qui la vita? una rincorsa continua?

La formichina vuole fare volontariato

Una formichina ando’ un giorno a fare volontariato. Ando’ ad accarezzare i piccoli afidi negri che le facevano tanta tenerezza e che aveva visto un giorno in tv. Porto’ loro anche un po’ di succo dolce.

Ora, dovete sapere che -anche nella realta’- gli afidi producono un succo dolce, detto “melata”. Le formiche “allevano” gli afidi e prelevano la melata. Leggi cosa dice Marco a proposito!

Mentre la formichina donava con grande soddisfazione agli afidini un po’ del succo dolce che loro stessi producevano, un afide un po’ piu’ irriverente degli altri si alzo’ e disse:
“cara formichina, grazie per quello che stai facendo, vedo che il tuo cuore e’ puro.
ma per favore di’ a quella gran baldracca della regina che e’ tutta colpa sua se siamo poveri, perche’ voi formiche ci rubate il succo dolce!!”

la formichina si senti’ offesa e subito rispose “ma come ti permetti..” quando l’afide la interruppe:

“cara amica, forse non lo sai e tu vuoi solo aiutarci. ma devi sapere che noi non avremmo bisogno del vostro ‘aiuto’ se la smetteste di vivere sulle nostre spalle!
cinque secoli fa voi formiche avete iniziato a depredarci, ‘colonialismo’ lo avete chiamato, e venti anni fa, dopo che avevamo strappato con la forza l’indipendenza, ci avete indebitato, e ora lavoriamo per pagare quel debito.
inoltre avete costruito un sistema per cui ci dividete tra noi afidi, e usate alcuni di noi per bastonare tutti gli altri. se uno vuole venire da voi, avete posto un sacco di impedimenti, cosi’ mentre suda per tirarsi fuori dalla merda, lavora per voi a buon mercato. e siccome sono in pochi quelli che ce la fanno, tutti gli altri continuano a lavorare per voi a buon mercato.. e il sistema va avanti, e voi che siete ai vertici ne traete il massimo vantaggio!”

la formichina si senti’ dapprima offesa e indispettita. poi si calmo’ un attimo e cerco’ di capire il discorso dell’afide. quindi rispose:

“ma io sono qui per aiutarvi! vi aiuto.. a svilupparvi!”

e l’afide:

“ho capito che lo fai col cuore, e ti ripeto che non sono arrabbiato con te, perche’ tu sola ci vuoi bene veramente.
sono arrabbiato con l’ipocrisia del sistema. volete ‘svilupparci’? bene, smettetela di depredarci!
noo.. voi volete donare al povero per sentirvi grandi. e non sarebbe soddisfacente se non fosse povero! volete tenerci in schiavitu’ e poi sentirvi generosi mentre ci aiutate!
volete aiutarci? bene, dateci quello che avete!

tu sei qui per aiutarci e quello che otterrai e’ farci salire un po’ piu’ su lungo la piramide.
ma finche’ non si cambia FORMA alla piramide, essa avra’ sempre una base, e se non saremo noi sara’ qualcun altro a fare il lavoro sporco per noi!”

La pena della cicala
(lavoro, non-lavoro, le pieghe del sistema)

Quando la cicala inizio’ a lavorare, senti’ una gran pena dentro di se’.
Sentiva che le giornate, le settimane scorrevano velocissime, e non viveva piu’ il tempo come prima.

Prima sentiva ogni minuto che passava, e faceva un sacco di cose, e ne imparava di nuove, conosceva un sacco di gente, e diventava ogni giorno piu’ esperta e piu’ saggia. Eppure non le mancava niente: ne’ da mangiare, ne’ da dormire.

Ora non possedeva piu’ il suo tempo. Il lavoro era noioso e la vita non la riempiva piu’ di gioia, come un tempo.

Prima, quando non lavorava, si chiedeva come potessero gli altri affannarsi tanto, e non prendersi qualche pausa ogni tanto.
Si sentiva anche un po’ in colpa perche’ non stava facendo niente, e qualcun altro stava lavorando per produrre il cibo che lei avrebbe mangiato.

Ora pero’ sentiva che la vita, la gioia, l’energia, stavano su tutta un’altra strada.

Sapete come aveva sopravvissuto la cicala, dopo che la formica le aveva risposto picche?
Aveva notato che dal formicaio buttavano un sacco di cibo ancora buono. Si era avvicinata e aveva mangiato fino a sazieta’.

Ora la sua pena era: in un sistema che produce fino al superfluo, che spreca l’inverosimile, in cui si puo’ vivere senza lavorare, valeva proprio la pena di lavorare?
Se la gioia e la vita stavano altrove, valeva la pena di dedicare la vita alla produzione?!
Valeva la pena di aderire al sistema con le sue leggi di produzione e guadagno, quando COMUNQUE se ne poteva sopravvivere al di fuori, e il sistema avrebbe COMUNQUE prodotto, extra-prodotto, buttato, sprecato un sacco di cose?
Non sarebbe stato piu’ semplice infilarsi nelle pieghe del sistema?

Il sistema riesce a produrre case e poi lasciarle vuote per 20 anni, riesce a produrre cibo e poi gettarlo ancora confezionato, riesce a costruire macchine e farci viaggiare una persona sola.
E poi ti mette al lavoro per due spiccioli.

Gli altri post della stessa serie sulla Cicala e la Formica:

https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/18/la-cicala-e-la-formica/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/19/la-cicala-e-la-formica-20/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/22/la-cicala-e-la-formica-30/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/28/la-cicala-o-la-formica-40/

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la Cicala e la formica 2.0

ok, cool! un paio di commenti interessanti al post precedente.

e ora..

La vita e le vere preoccupazioni

Percio’ io vi dico: non preoccupatevi troppo del mangiare e del bere che vi servono per vivere, o dei vestiti che vi servono per coprirvi. Non e’ forse vero che la vita e’ piu’ importante del cibo e che il corpo e’ piu’ importante del vestito?

Guardate gli uccelli che vivono in liberta’: essi non seminano, non raccolgono e non mettono il raccolto nei granai.. eppure il Padre vostro che e’ in cielo li nutre! Ebbene, voi non valete forse piu’ di loro?

E chi di voi con tutte le sue preoccupazioni puo’ vivere un giorno piu’ di quel che e’ stabilito?

Anche per i vestiti, perche’ vi preoccupate tanto?
Guardate come crescono i fiori dei campi: non lavorano, non si fanno vestiti.. eppure vi assicuro che nemmeno Salomone, con tutta la sua ricchezza, ha mai avuto un vestito cosi’ bello! Se dunque Dio rende cosi’ belli i fiori dei campi che oggi ci sono e il giorno dopo vengono bruciati, a maggior ragione procurera’ un vestito a voi, gente di poca fede!

Dunque, non state a preoccuparvi troppo, dicendo: che cosa mangeremo? che cosa berremo? come ci vestiremo? Sono gli altri, quelli che non conoscono Dio, a cercare sempre tutte queste cose. Il Padre vostro che e’ in cielo sa che voi avete bisogno di tutte queste cose.

Voi invece cercate il regno di Dio e fate la sua volonta’: tutto il resto Dio ve lo dara’ in piu’. Percio’, non preoccupatevi troppo per il domani: ci pensa lui, il domani, a portare altre pene. Per ogni giorno basta la sua pena.

(Matteo 6, 25-34)

Gli altri post della stessa serie sulla Cicala e la Formica:

https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/18/la-cicala-e-la-formica/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/19/la-cicala-e-la-formica-20/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/22/la-cicala-e-la-formica-30/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/28/la-cicala-o-la-formica-40/

Published in: on 19 ottobre 2008 at 02:49  Comments (6)  
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la cicala e la formica

c’erano una volta una cicala ed una formica.

la formica lavorava e lavorava, mentre la cicala passava tutte le giornate a suonare e cantare.

la formica diceva “cosa fai tu li’? non pensi al tuo futuro? dovresti lavorare come me per mettere da parte le provviste!”

ma la cicala non le dava ascolto, anzi, continuava a suonare e cantare come se nulla fosse.

la formica era terribilmente incazzata e oppressa, perche’ avrebbe voluto anche lei suonare e cantare, e lo avrebbe fatto sicuramente se non fosse stata educata – fin da quando era piccina – a lavorare e lavorare, e mettere da parte, e risparmiare e fare carriera.
non che volesse diventare regina, ma almeno voleva un tenore di vita decente.

ma quello che la faceva irritare di piu’ era proprio che la cicala stava li’ a suonare e cantare, mentre lei doveva lottare contro se stessa per costringersi a lavorare.
non sarebbe stata cosi’ irritata se non fosse stato per questo desiderio frustrato, e per il fatto che la cicala incarnava pienamente il suo sogno abbandonato.

tutto quello che la formica aveva da fare era una SCELTA. chiara. semplice. ma decisa.
e invece si limitava a non-scegliere, cioe’ farsi guidare dagli altri.
era cosi’ facile assecondare le decisioni prese dagli altri: consigli, abitudini, routine, buon senso, gli amici, i parenti… era tutto cosi’ semplice e riposante. lasciava la coscienza in pace.
.. e intanto la cicala continuava a suonare e cantare.

poi venne l’inverno, e la cicala si trovo’ senza cibo. ando’ a bussare alla porta della formica.
questa disse “te l’avevo detto io! io non ti daro’ niente! ben ti sta!”
e lo disse quasi con un tocco di soddisfazione!
gia’, soddisfazione nel negare del cibo a chi ne aveva bisogno. pero’ aveva fatto quello che era giusto!

cari amici, non sappiamo che fine abbia fatto la cicala, ma se ogni estate le cicale sono li’ a fare musica, significa che in qualche modo quella cicala ce l’ha fatta.

e la formica?

fece una vita normale: mise su un formicaio normale, con un formico di buona famiglia e tanti formichini.
ora sta pagando la macchina a rate, l’affitto. nella vita lavora, e aspetta la pensione, fino a quando crepera’ e lascera’ al mondo i formichini, che dovranno lavorare e lavorare e lavorare..

Gli altri post della stessa serie sulla Cicala e la Formica:

https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/18/la-cicala-e-la-formica/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/19/la-cicala-e-la-formica-20/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/22/la-cicala-e-la-formica-30/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/28/la-cicala-o-la-formica-40/

Published in: on 18 ottobre 2008 at 00:51  Comments (6)  
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come ulisse..

(alias, “breve apologia del viaggio”)

ciao a tutti e a tutte!

scusate se non mi sono fatto vivo! non sono neanche riuscito a rispondere alle accuse di parassitismo di erica perche’.. ero troppo impegnato a cercare lavoro 😀 😀 😀 !!
vedi erica, all’atto pratico in qualche modo stiamo dicendo le stesse cose, cioe’ io sto facendo cosi’: finche’ i soldi ci sono si viaggia, ora che stanno finendo si cerca lavoro. poi si cerca di sopravvivere come si puo’. e ti assicuro che mangiare fagioli in scatola non e’ divertente, ma se devo fare una divisione e al numeratore ci sono 300 euro, cosa ci devo mettere al denominatore? io provo a metterci 3-5 euro, cosi’ il risultato finale e’ che ho autonomia per 3 settimane.. (perche’ qualche spesa nel frattempo c’e’ SEMPRE) (dicevi che mangiare fuori costa di piu’.. a me costa 3-5 euro al giorno.. in svezia! chiaro che avere una dispensa ti fa risparmiare ancora di piu’, ma non posso portarmi chili di riso e legumi secchi sulle spalle, ne’ tantomeno il camping gas per cucinarli..)
cos’altro dovrei fare? il lavoro lo sto gia’ cercando! MA – e qui iniziano le divergenze – per me il lavoro non e’ un dovere, non e’ un fine in se’, bensi’ un mezzo, una cosa che serve SOLO a procurarsi dei soldi, e anche sti soldi non sono un fine in se’, ma il mezzo per il cibo o per altre cose di immediata necessita’.

per me il viaggio e’ un valore, una cosa a parte, non e’ semplice spostamento o turismo. e’ quello che aggiunge sapore alla vita, quello che mi fa scoprire le cose, che mi sta facendo molto piu’ da scuola rispetto a 3 anni di universita’, quello che mi sta curando dai miei problemi, che mi ha tirato fuori da un brutto stato d’animo e che ora mi porta ancora piu’ su, quello che mi da’ speranza, e mi fa capire come si possono fare le cose, che rompe la campana di vetro in cui tutti noi cresciamo, che mi fa vedere altre cose e altri mondi, che mi fa conoscere persone e imparare tanto da loro..
il viaggio e’ energia vitale!

mi ha rapito, mi ha conquistato, ti apre la mente come poche cose al mondo. e io ADORO tutto questo!

cambiare il mondo? egoismo? quello che sento e’ che facendo cosi’ divento piu’ capace, e sicuramente sono piu’ in grado di cambiare le cose di quanto non lo fossi prima.
si impara a guardare, si impara la cultura, i comportamenti umani, la varieta’ del mondo, si relativizza il posto dove si e’ nati, si impara a guardarlo con occhi esterni, illuminato da una cultura nuova e si vede “cio’ che manca, e cio’ che c’e'”.. come puo’ tutto questo non essere importante per l’impegno sociale?

e’ la cultura del viaggio. e cultura e’ anche accettare chi viaggia.
in bosnia mi hanno detto che secondo la mentalita’ comune quando finisci gli studi devi spendere tutti i tuoi sforzi per costruirti la casa, e che stai sprecando il tuo tempo se non lo fai.
nei popoli di origine anglosassone e scandinava e’ LA NORMA, finite le superiori, girare il mondo per un anno e poi iscriversi all’universita’.
in occidente c’e’ il feticcio del lavoro, dei soldi, della carriera, della famiglia e degli acquisti.
fossimo nati in una tribu’ nomade, o tra i cosiddetti “zingari” sarebbe del tutto normale spostarsi da un posto all’altro, vivere una vita diversa dalla nostra, arrangiarsi e avere valori diversi dai nostri, e anche molti meno oggetti.
sono tutte culture diverse, e stanno tutte sotto lo stesso cielo. hanno tutte dignita’? ci sono culture superiori e culture inferiori? il feticismo del lavoro deve assolutamente prevalere su tutto?

cosa si vive a fare? “che vale al pastor la sua vita” si chiedeva leopardi? arrivi [e’ un TU generico] alla pensione e guardi al passato, a come ti sei fatto il culo per costruirti e hai passato gli anni migliori ad avvitare bulloni o mandare fax, che hai vissuto a fare?
hai vissuto per lavorare, o il lavoro ti serve per vivere?
quali sono le gioie in questo mondo? cosa puo’ rendere la nostra esistenza piu’ gradevole?
che ci facciamo in questo mondo? chi ci ha messo qui? e dopo che ci ritroviamo qui, cosa dobbiamo fare?
il “sistema” ha una risposta a tutto questo, ed e’ lavora, fatti una carriera, una famiglia, poi spendi, compra, lascia ai figli e muori in santa pace.
io sono qui per scoprire cosa c’e’ di diverso rispetto a tutto cio’, perche’ se lo devo seguire mi sento in gabbia.
e vi assicuro che sto scoprendo moooolto. noi siamo solo UNA delle possibili risposte al “dilemma esistenziale”, solo UNO dei tanti possibili modelli di vita, UNA delle innumerevoli e possibili culture.

“se non questa, cosa?” non saro’ io a dirlo! che ognuno la trovi da se’, perche’ ognuno e’ differente e ha il diritto a mettersi nella vita che piu’ si attacca al suo corpo. l’importante e’ sapere che QUALCOS’ALTRO C’E’, e mettersi alla ricerca..

fatti non foste per viver come bruti..

– “ulisse, vai a lavorare! all’inferno devi finire!”

fenomenologia hippie

L’hippie (talvolta chiamato anche hippy) non e’ sempre esistito, l’hippie e’ una derivazione, l’hippie e’ post-moderno.

Lo spirito inquieto e amante guarda il mondo e vede la guerra, l’egoismo, il maschilismo, l’attaccamento ai soldi, il feticismo del lavoro, il grigiume, la noia, la routine, la separazione degli individui..

Crea cosi’ una cultura nuova, stabilisce un ponte tra antichi valori e esigenze di rinnovamento contemporaneo.
Sa di recuperare qualcosa di antico, qualcosa che si e’ perso – spazzato via dalla “civilta’” industriale – ma allo stesso tempo sa che sta iniziando un discorso tutto nuovo (“new age”)

Di tutto cio’ fanno parte: la poverta’, la vita semplice, la fratellanza, la condivisione, l’incontro col diverso, con le persone che non si conoscono, il rispetto anzi l’amore per la natura, l’allegria, la spensieratezza, la gioia del momento, i colori, la musica, lo stare insieme, anche fare l’amore; viaggiare verso terre che non conosci; cercare, la felicita’, la spiritualita’, l’armonia.

le dimensioni del mio caos

(alias, “grazie caparezza per quest’ulteriore splendido album“)

gia’ qualche giorno fa avevo parlato dell’ultimo album di caparezza, ma forse occorre citarlo di nuovo perche’ piu’ lo ascolto piu’ mi rendo conto di quanto sia un piccolo capolavoro. (gia’ la foto fa venire la pelle d’oca)

creativo nei testi, altissimo il livello della musica, straordinario a livello dei contenuti.

caparezza e’ riuscito ad infilare nei 14 brani dell’album una quantita’ sorprendente di temi, tutti non certo abituali per la musica italiana, tutti molto importanti, e soprattutto mi piace il taglio che ne da, la prospettiva.

ragazzi non e’ mica un testo di sociologia, o una conferenza, “sono solo canzonette”, eppure quanta roba ci ha messo dentro:

sessantotto, movimenti studenteschi, movimento hippie

mercificazione della sessualita’, pornografia, repressione sessuale

bigottismo

programmi demenziali della tv, spegnimento dei cervelli

revisionismo storico

ipocrisie nel Movimento

grandi opere, mafia, massoneria, impatto sull’ambiente, inganno dei politici, sudditanza delle masse

sfruttamento della manovalanza nell’agricoltura in puglia, sicurezza sul lavoro, turismo di massa incosciente, morti sul lavoro, impianti industriali velenosi, emigrazione

videogiochi

progresso tecnologico e ingiustizie sociali, privatizzazione dell’acqua

falsita’ dei parchi divertimenti, esternalita’ sui lavoratori

maschilismo, violenza, omosessualita’, consumismo, parita’ tra i sessi

me generation e narcisismo

precarieta’, poverta’ quotidiana e vita delle famiglie operaie

zoologia: la societa’ perfetta dei bonobo 🙂

l’avanguardia hippie

che titolo che ho scelto! oggi c’è da vergognarsi a parlare di hippie, o si sorride con bonarietà

..eppure..

riflettendo un po’ su ciò che sono stati gli anni ’60, la contestazione, i cambiamenti sociali, le energie messe in campo e la scossa che hanno dato alla società, devo dire che la zona hippie è stata una delle maggiori fucine degli ultimi tempi, apportatrice di enormi cambiamenti del tutto sottovalutati dall’ “immaginario collettivo”.
chi ha fatto di più? i fricchettoni, gli studenti, la FGCI o gli operai? cos’è una gara?! o non sarà che le idee e le energie rimbalzavano tra i gruppi e si amplificavano?

ad ogni modo ecco gli effetti del terremoto-hippie:

–> PACIFISMO, non era più impensabile dichiararsi contro la guerra. smantellate le idee di patriottismo, la guerra in Vietnam e l’idea di leva obbligatoria

–> CONCILIO VATICANO II. persino la chiesa si è dovuta muovere per rimanere al passo coi tempi (cazzo la messa era ancora in latino!!). è stata la chiesa ad inseguire le tendenze, e non il papa ad indire per sua bontà il concilio.

–> COSTUMI SESSUALI. non è stato più impensabile essere single, essere omosessuali, essere una coppia non sposata. schiodato il fatto che il sesso è un tabù. la donna acquista un po’ più di libertà.

–> COSTUMI IN SOCIETA’. sminuito il lavoro. dismessi gli abiti formali, la cravatta, accettazione di capelli lunghi per gli uomini, barba. cambiamento nei confronti di reggiseni e depilazione. si apre la strada al casual degli anni 80 e 90.

–> ECOLOGISMO. si inizia a parlare di questione ambientale, contestazione del nucleare e valorizzazione delle energie alternative

–> CIBI BIOLOGICI E MEDICINE ALTERNATIVE. attenzione al recupero di un’alimentazione sana, e scoperta di metodi medici diversi dal dogma scientifico occidentale, approccio olistico

–> DISCIPLINE ORIENTALI. es. yoga, meditazione

–> CONTESTAZIONE DELL’AUTORITA’, scuola di francoforte, rapporti nella famiglia, fine del padre-padrone (e non è da sottovalutare!)

–> CONTESTAZIONE DEL CAPITALISMO, CONSUMISMO, NAZIONALISMO. sotto nuova luce, diversa dall’ottica marxista-comunista

–> MUSICA: nascita dell’hard rock, acid rock, radici del punk, del metal e di innumerevoli altri generi

–> INFLUENZE MINORI (cioè rimaste marginali): ritorno alla campagna, uso di droghe per ampliare le percezioni, viaggi, semplicità volontaria povertà sobrietà, filosofie orientali

E la cosa più impressionante è l’ASSENZA DI LEADERS (alla maniera di gandhi). c’erano sì ispiratori: mao, il che, i libri di marcuse.. ma non erano i capi del movimento. Il movimento era popolare, decentrato, spontaneo.

allora: era o non era un’avanguardia?

movimenti popolari e chomsky

Negli USA di solito le manifestazioni politiche sono trattate molto negativamente dalla stampa, a prescindere dalle loro motivazioni, perchè dimostrano alla gente che è possibile fare qualcosa, che non è obbligatorio essere passivi e isolati: una lezione del genere non è prevista, tutti devono essere convinti della proprioa impotenza e dell’impossibilità di fare qualunque cosa.

Per le istituzioni di potere è fondamentale mantenere le persone isolate in modo che siano indifese dall’indottrinamento e incapaci di elaborare il proprio pensiero.

La cultura del narcisismo (anni 70), la Me generation, .. messa in piedi dall’industria delle pubbliche relazioni, che cercava di dire ai giovani: Ecco, è così che sei.. a te non interessano tutte queste sciocchezze sulla solidarietà, sulla partecipazione, sull’aiuto del prossimo. Questo era ciò che volevano ottenere. D’altra parte, non avrebbero preso lo stipendio se non avessero fatto qualcosa di simile. E dobbiamo aspettarci che lo facciano, dobbiamo aspettarci che ci dicano: Voi non potete fare niente, siete soli, disuniti; non avete mai ottenuto nulla e non otterrete mai nulla. E’ naturale che ce lo dicano, e che ci dicano anche: Voi non volete ottenere nulla, volete solo consumare di più. Finchè il potere è concentrato in poche mani, ci sentiremo dire: Non serve darsi da fare per aiutare gli altri, non farti carico del prossimo, pensa a te stesso.

Una delle tecniche per limitare il potere del popolo è quella di cancellare dalla storia i veri agenti del cambiamento, di fare in modo che non siano riconosciuti. Per far questo è necessario distorcere la storia e far credere che siano stati i grandi uomini a fare tutto. In questo modo la gente impara che non è in grado di fare alcunchè, che è senza speranza, che deve attendere che appaia qualche grande uomo a risolvere tutti i problemi.

La cultura dominante non riconoscerà mai i nostri successi, dirà sempre che abbiamo fallito. La versione ufficiale, infatti, su quanto è successo negli anni sessanta dice che c’era in giro un branco di pazzi schiamazzanti che davano fuoco alle università per pura isteria, o perchè avevano paura di essere mandati a combattere in Vietnam o altre sciocchezze del genere..
Quei movimenti hanno perso, dovevano perdere, erano solo un branco di pazzi.
La gente non deve capire che può cambiare le cose. Se ci sono stati cambiamenti è solo perchè “noi, che siamo l’èlite, siamo tanto magnanimi da concederli”.
Quando devono cedere a qualche pressione, lo presentano come effetto della loro benevolenza: abbiamo abolito la schiavitù perchè la nostra alta statura morale ci ha fatto decidere che la schiavitù non ci piace, mentre la causa furono le rivolte degli schiavi e il movimento abolizionista.

La reticenza a impegnarsi in attività politiche nasce dall’idea che la natura umana è corrotta, egoista, egocentrica, antisociale e così via, quindi, come risultato, nella società ci saranno sempre oppressori e oppressi, ci saranno sempre una gerarchia, lo sfruttamenteo dell’altro, la spinta dell’interesse personale.. la gente non è disposta a partecipare attivamente perchè si sente impotente, data la sua opinione della natura umana.

Perchè non porsi un’altra domanda? perchè non chiedersi innanzi tutto che diritto abbiano di esistere le organizzazioni assolutiste? perchè una grande impresa – che tecnicamente è un’organizzazione fascista dal potere enorme – ha il diritto di dirvi quale tipo di lavoro dovete svolgere? Se un re vi dicesse di quale lavoro dovete occuparvi non sarebbe fare lo stesso?

Quelli trascritti qui sopra sono sette estratti dal libro “Capire il potere” di Noam Chomsky, un libro ILLUMINANTE che consiglio a tutti (cazzo costa solo 10 euro!!). Si tratta di conferenze tenute durante gli anni 90 su diversi argomenti di attualità: la guerra del golfo, il conflitto tra israele e palestina, il terrorismo libico, il sistema di controllo dell’informazione negli stati uniti, i movimenti popolari, le tendenze moderne sul consumismo, l’imperialismo americano, i meccanismi del sistema, del potere..

Ora un paio di domande: a che servono i telegiornali pieni di notizie “alla cogne”? alla “novi ligure”? che effetto hanno sulla coscienza popolare?
marco travaglio dice che servono a distogliere l’attenzione da “altri fatti” politicamente rilevanti (es. processi a berlusconi)
chomsky dice che servono ad infondere senso di insicurezza, paura e sfiducia nel prossimo che serve a tenere separata e disunita la popolazione, così non rompe le palle
in effetti che senso ha gonfiare notizie statisticamente irrilevanti? ci sono decine di morti in italia ogni giorno, un sacco di omicidi. perchè prenderne alcuni, parlare solo di quelli? fare le ricostruzioni, le interviste, i plastici della scena del delitto a porta a porta?

Altra domanda: che effetto hanno i temi ed i modelli comportamentali del cinema? guardare decine di film che ripropongono egoismo, violenza, interesse personale influenza la mente, a lungo andare?
se telegiornali, cinema e programmi televisivi propongono le stesse idee, da dove dobbiamo prenderle quelle diverse?

Infine (poi non rompo più): milioni di adolescenti guardano i programmi pomeridiani tipo amici di maria de filippi, ecc.. che sotto la veste del “talent show” sono in realtà dei “talk show” in cui i ragazzi a mò di vipere cercano di prevalere attaccando gli altri. che modelli comportamentali vengono trasmessi? che effetti hanno sulle relazioni sociali, dalla vita quotidiana in classe all’associazione politica?

questione di onde

oggi mi piacciono le cose che ti fanno guardare il mondo come se fosse la prima volta

vedere il pianeta verde ti fa guardare il mondo per la prima volta
leggere tolstoj ti fa guardare il mondo per la prima volta
leggere il piccolo principe ti fa guardare il mondo per la prima volta
tornare dalla valle degli elfi ti fa guardare il mondo come fosse la prima volta

ho rivisto il pianeta verde e ho pianto dall’inizio alla fine. se un giorno lo vedremo insieme non so se vi sconvolgerà di più il film o la mia reazione.. 🙂

oggi ho capito che voglio dormire sotto un tetto di stelle
oggi ho capito che meglio dei ragionamenti c’è l’emozione, devo vibrare..

Dal film \

(una scena del film, lui ha visto il mondo per la prima volta)

Published in: on 19 aprile 2008 at 01:22  Comments (2)  
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