non c’è stato al mondo che non proibisca la tortura

rieccomi nella gabbia, di nuovo qui dentro, non so quando mi prenderai di nuovo, non so cosa vuoi da me.. ma cosa ti ho fatto?? non so perchè sono qui dentro, mi fa solo un sacco di male. lecco le mie ferite, sento il sapore del sangue. e poi ho paura. mi hai lasciato qui dentro e te ne sei andato. sento il cuore che palpita ogni volta che ti avvicini. quelli che stanno qui accanto, che come me sono rinchiusi nelle gabbie gridano, quando entri nella stanza; spero che non tocchi di nuovo a me, perchè fa male. non so cosa mi vuoi fare, e non so perchè lo fai, ma so che ogni volta che mi porti fuori da questa gabbia fa un dolore pazzesco. e allora un po’ sono affezionato a questa gabbia, perchè almeno qui sono al sicuro. mi lecco le mie ferite e cerco di trovare un po’ di pace. quando arriverà la mia pace? come faccio a far finire tutto questo? come faccio a..
.. diamine! ci dev’essere un’uscita. è da quando mi hanno messo qui dentro che la cerco e non la trovo. avanti e dietro in questa gabbia, mi sembra di impazzire! mi sento di impazzire! tra il dolore infernale giorno e notte, le irritazioni, il pus, e questi pochi centimetri quadrati in cui mi hai messo, uomo col camice bianco. ma che ti ho fatto? quando la smetterai? mi mangerai? e allora fallo! però subito! allontanami da questo supplizio perchè io qui dentro mi sento di impazzire!!

ecco. sei entrato un’altra volta. ti avvicini.. fa che no, fa che no, fa che nooooo… NOOOO!!!! lasciami lasciami lasciami! di nuovo a me NOOO!! no ti prego no! ti prego no! lasciami! nooo!! lo so che fa male ti prego lasciami!!
cos’è questo?! …. cosa mi verserai sulle mie ferite? ehi dico a te, c’è qualcuno lì dentro?!

AAAAAAAAAAAAA!!!!!! no no basta!! no!! AAAAAAAAAAAAAA! basta ti prego. no no no. no, basta, ti prego basta! non ce la faccio più! fa male! AAA!!
perchè?! … … … perchè?!

è finita finalmente. ora prendimi, sollevami. non mi sento più.. cosa rimane di questo mio corpo..
camminiamo.. vedo la mia gabbia.. la mia “casa”.

<<tlac>>

rieccomi qui. a leccarmi le mie ferite. il sapore del sangue nella mia bocca, il sapore che non ha un perchè.

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Published in: on 5 maggio 2011 at 04:55  Lascia un commento  
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alimentazione vegetariana e incidenza del cancro

http://ecoalfabeta.blogosfere.it/2009/07/lunga-vita-ai-vegetariani.html

Published in: on 19 aprile 2010 at 21:44  Lascia un commento  
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la rivoluzione del cucchiaio

appena uscito dal “govinda”, grandi gli hare krishna!! pieno fino a scoppiare con poco piu’ di 2 euro..

gettate un’occhio a questo sito, davvero simpatico:
www.larevoluciondelacuchara.org

revolucioncuchara2

revolucioncuchara1

Published in: on 25 luglio 2009 at 15:51  Lascia un commento  

dio salvi la cicerchia

le cicerchie

le cicerchie

certi prodotti come le cicerchie quand’ero piccolo li vedevo sempre a casa, in tavola.
i supermercati purtroppo vanno sempre piu’ verso l’affermazione di poche specie di legumi, frutta, cereali..
non sono ne’ il primo ne’ l’unico a temere la massificazione della cultura alimentare. fate una ricerca in rete per “frutti antichi” e troverete pane per i vostri denti.

le prugne e le susine

le prugne e le susine

delle mele, ad esempio, sono censite diverse centinaia di varieta’. eppure nei supermercati se ne trovano solo e SEMPRE tre o quattro: stark, gala, golden, granny smith.
stesso dicasi per le pere.

le percoche

le percoche

dei legumi si vedono a malapena tre tipi: ceci, fagioli e lenticchie. una volta mi e’ capitato persino di trovare SOLO fagioli. non ci staremo perdendo qualcosa? non sara’ che il dominio dei supermercati sta distruggendo le coltivazioni marginali?

adoro tutti questi colori! (cliccare per ingrandire)

adoro tutti questi colori! (cliccare per ingrandire)

Published in: on 15 marzo 2009 at 02:27  Comments (12)  
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poesia d’amore delle 15.56

ti amo
perche’ sei dolce
ti amo
perche’ sei tenera
ti amo perche’
quando ci sei tu, tutto cambia
mi piace il tuo sapore
mi piace il tuo profumo
sulle mie dita, e sulle mie labbra
se non esistessi,
cipolla,
il mondo non sarebbe lo stesso..

Published in: on 9 marzo 2009 at 17:02  Comments (1)  

l’attivismo che funziona

il caso di AIP

aip

ho avuto contatti oggi con la campagna AIP (Attacca l’Industria della Pelliccia) e ho scoperto con piacere la storia di un gruppo che funziona.
vegani e vegetariani, anno dopo anno a colpi di presìdi davanti ai negozi, sono riusciti a convincere intere catene commerciali a ritirare dalla vendita i prodotti contenenti pelliccia.

aip_baby_volpe

un cucciolo di volpe. un pezzo di una giacca ancora nella sua fase biotica. ("bastardi")

la Rinascente, Zara, Upim, Diesel.. sono solo alcuni dei nomi che sotto l’insistenza dei megafoni hanno dovuto piegarsi e abbandonare la vendita di prodotti che implicavano l’uccisione di animali per sola vanita’.

la lista completa si trova qui:
http://www.campagnaaip.net/risultati.html

mi ricorda l’immagine biblica delle mura di gerico che crollano dopo sette giorni di assedio col suono delle trombe. (deh, per far vedere quanto so’ figo cito pure il passo. giosue’ 6, 1)

incredibile come cosi’ tante catene commerciali, in genere votate solo al profitto, abbiano mutato la loro condotta.
aip_scuoiamentocatarsi divina o costrizione per sfinimento, il risultato finale e’ che DI FATTO quegli articoli non vengono venduti, quindi quelle pelli non vengono acquistate e quegli animali non vengono ammazzati.

Published in: on 21 febbraio 2009 at 04:33  Comments (3)  
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omaggio al cavolfiore

il riso bolliva, l’acqua stava ormai diventando un ricordo del passato, i broccoli e i cavolfiori iniziavano a sciogliersi, e la cipolla aveva gia’ da tempo accolto il tutto tra le sue braccia di soffritto.
insomma questione di minuti e sarebbe stato pronto.

“ma lo lasciamo cosi’?! sembra troppo bianco”

“potremmo aggiungere qualcosa.. lenticchie.. qualche spezia”

“mettici del curry!” disse il fricchettone appena tornato dall’india

“NO! per carita’ di Dio!” interruppe il grande maestro “lasciate tutto cosi’, e andate leggeri di sale!” e continuo’:

“in nome di tutto quello che ha valore su questa terra, non metteteci nulla in quel riso e lasciatelo cosi’ com’e’. il cavolfiore ha un sapore dolce e delicato, e qualsiasi aggiunta o spezia che non sia il mite riso rischierebbe di sommergerlo!

cavolfioreil cavolfiore e’.. mmm.. – pensava tra se e se ad un’immagine degna della situazione – mm.. ecco il cavolfiore e’ come..

immaginate la famiglia raccolta a cena insieme il ventiquattro di dicembre, satolli di cibo, deliziati e inebriati dal vino buono, i commensali chiacchierano animatamente.
ad un tratto un bimbo di 5 anni, il nipotino piu’ piccolo, l’ultimo nato entra nella sala con un bigliettino colorato in mano.

tutto contento e orgoglioso fa finta di leggere, mentre in realta’ recita a memoria la poesia che ha imparato all’asilo.
si sforza di ricordare mentre ancora gli invitati li’ in fondo proseguono con le loro chiacchiere.

la mamma lo cinge col braccio e due zie lo stanno a sentire, ma ancora c’e’ chi disturba.
la voce del piccolo esce appena appena dalla sua bocca e il suo nonno lo sta a guardare quasi con le lacrime agli occhi. la sua vocina e’ tenera, dolce e delicata. sottile, minima.. ma quanto ha voglia il suo nonno di sentire il suo nipotino!

‘per favore! silenzio!’ -tuona il nonno- ‘fate silenzio! che la creatura deve dire la poesia!’

tutti tacciono e una vocina candida, tenera, orgogliosa e decisa parla:
‘cari mamma e papa’.. e’ nato gesu’ bambino..’ eccetera eccetera

ecco, questo e’ il motivo per cui il cavolfiore va lasciato cosi’, semplice, al naturale.” concluse il sommo maestro

“hai ragione grande maestro” aggiunsero tutti, e si inchinarono in cerchio davanti ai fornelli; tributando onore al cavolfiore dolce e delicato che si inteneriva nella pentola.

Published in: on 22 gennaio 2009 at 19:15  Comments (10)  
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I… tanti comandamenti del perfetto consumatore

A volte al supermercato mi sembra di avere piu’ precetti di un ebreo osservante superconvinto!!

Scrivo con ironia, ma e’ davvero cosi’ che dovremmo comportarci per contrastare (o almeno non-contribuire) ad un sistema perverso, che riesce a vendere l’impossibile e l’indecente solo perche’ costa di meno, o perche’ e’ attraente.
L’economia moderna e’ la dimostrazione di come il capitalismo possa produrre danni enormi sulle persone e sull’ambiente e tutto solo per inseguire la legge del profitto.

Se Mose’ fosse ancora vivo, Dio gli avrebbe dato le “Tavole 2.0”, che qui trascrivo:

1. Non comprerai cio’ che contiene pezzi di animali o loro derivati

2. Non comprerai da multinazionali, cio’ che e’ sotto boicottaggio o comunque cio’ che e’ fatto da grosse aziende

3. Non comprerai frutta e verdura fuori stagione, i frutti tropicali o comunque cio’ che viene da troppo lontano

4. Non comprerai OGM, e cercherai di tenerti sul biologico

5. Non comprerai cio’ che e’ confezionato singolarmente, cio’ che ha troppi imballaggi e comunque troppo packaging

6. Non comprerai cio’ che ha conservanti, coloranti, glutammato monosodico e altre cazzate

7. Non comprerai cio’ che e’ fatto da lavoratori malpagati, sfruttati o comunque in pessime condizioni di lavoro

8. Non comprerai cio’ di cui non hai stretto bisogno, o comunque cio’ che fa parecchia pubblicita’

9. Preferirai lo zucchero di canna, il riso e la farina integrali a quelli raffinati. Preferirai la verdura fresca a quella surgelata; l’insalata intera a quella lavata e imbustata; la frutta fresca alla marmellata

10. Non comprerai cio’ che e’ fatto con processi produttivi spreconi e inquinanti

“ma fa parte della natura mangiare carne..”

e giu’ con altre frasi tipo “e’ la legge della natura, e’ il cerchio della natura, tu mangi e vieni mangiato..”

mo’, a parte che vorrei sapere da quale predatore siamo mangiati, ma oltre a cio’ vorrei sapere cosa significa “naturale“.. ora, che cazzo ci e’ rimasto di naturale nel 2008??

e il bello e’ che queste frasi escono da persone che vivono in citta’, comprano cibo inscatolato, giocano su second life, fanno l’amore via chat, e non toccano un filo d’erba durante le 24 ore.

ora vorrei chiederti, a te che fai il purista del “naturale” e scotenni gli animali, cosa c’e’ di naturale oggi? la specie umana e’ l’unica in cui piu’ del 60% degli individui nascono, crescono e muoiono in cattivita’.
ci siamo inventati un sistema che ci fa vivere ingabbiati nel cemento e nell’asfalto, che ci mette al lavoro 8 ore al giorno per produrre cose che non fanno parte della nostra vita, ma che andranno ad altri attraverso complessi circuiti commerciali, del marketing e della pubblicita’.
ci siamo inventati un sistema che differenzia il “povero” e il “rispettabile”, il “barbone” e l’ “onorevole” in base a quanti pezzettini dorati chiamati monete si trova in tasca. abbiamo inventato l’emarginazione e il disprezzo per le classi piu’ deboli.
viviamo nel triangolo lavoratore-acquirente-consumatore (frustrato) e tutto questo, invece, sarebbe naturale?

se viviamo in un ambiente cosi’ distante dalla foresta, perche’ attaccarci al pretesto del “naturale” per giustificare le nostre violenze e appropriazioni indebite sugli animali?

naturale e’ lanciare un bastone contro una marmotta – ammesso che se ne abbia il cuore di farlo – per cercare di catturarla e mangiarsela.
non e’ naturale fare un capannone grosso quanto otto campi da calcio, metterci dentro un milione di polli e farli vivere nelle gabbie d’acciaio grosse quanto una scatola di scarpe, con la luce accesa anche di notte per farli ingrassare, dopo averli mutilati al becco perche’ senno’ si ammazzavano!

cari filosofi del “naturale”, andate a dirlo a questi mostri, questi uomini senza scrupoli cos’e’ naturale e cosa no!!

*

buon appetito a tutti!
la rivoluzione si fa (anche) a tavola!
ricordatevi il ricettario vegan!

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