una è bio, l’altra no..

°_°

sapresti riconoscerla?

· ◊ ·

che futuro scegliamo per il nostro pianeta? e per la nostra panza?

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Published in: on 28 agosto 2010 at 16:39  Lascia un commento  

101 idee per cambiare il mondo

AGGIORNATO! v. in fondo!

Un semplice prontuario

A chi non è mai capitato di aver costituito una solida organizzazione, avere una certa quantità di persone ben determinate a fare di questo mondo un mondo migliore, una sede per riunirsi, solide risorse economiche, e poi fermarsi di fronte alla domanda “che possiamo fare?!”

Questo “prontuario” fornisce una piccola serie di spunti positivi per chi è “a corto di idee”

1. Fare teatro politico nelle strade e nelle piazze con le tecniche del teatro dell’oppresso.

2. Tradurre in inglese gli editoriali di Minzolini al tg1 e aggiungere i sottotitoli ai video in youtube.

3. Costituire una “scuola del tutto” in un quartiere disagiato e mettersi a disposizione dei ragazzi che vogliono apprendere spontaneamente ciò che più gli interessa.

4. Fondare un’ “impresa etica” con cui finanziare le attività della tua associazione. Potrebbe essere una mensa vegan a 200 mt da un’università, una cooperativa di installazione di pannelli fotovoltaici e termici, o una fattoria che produce e vende verdure biologiche.

5. Fornire alla suddetta fattoria un accesso comodo al mercato attraverso un GAS.

6. Creare dei gruppi di studio su tematiche politiche ed ecologiche e agire un po’ come un think tank che cerca di influenzare le decisioni amministrative delle istituzioni.

7. Fare un’indagine di recupero della memoria storica e della vita di una città intervistando persone di distinte generazioni, poi elaborare i contenuti in un libro o un film.

(altro…)

Published in: on 31 luglio 2010 at 01:58  Lascia un commento  

la storia dei quattro elementi

[racconto con chiave sociale]

un giorno la montagna incontrò la goccia d’acqua, e si burlò di lei perché era così piccola e duttile, quando la montagna era dura, imponente.. insomma una roccia!

l’acqua ruppe dunque in un pianto, e lo scrosciare del fiume col passare degli anni scavò un solco profondo nella montagna, ne modellò il profilo e persino la abbassò un pochino, frana dopo frana. poi si infilò nelle sue viscere e scavò delle grotte meravigliose, per kilometri e kilometri sotto terra.

poi l’acqua incontrò l’aria, e questa volta fu lei a burlarsi dell’elemento immateriale, così leggero e impalpabile.
l’aria disse: “sorella acqua è vero, la pioggia mi attraversa e tu sei molto più pesante di me. però prova a resistermi quando uso la mia forza!”

e così il vento iniziò a soffiare e soffiare, e spazzò le nuvole al di là dell’orizzonte. per far sentire la sua forza poi accarezzò i fianchi della montagna, facendo ondeggiare centinaia di alberi del bosco.

passarono i giorni e la particella d’aria, col suo peso specifico infinitesimale, si sentiva allora padrona del mondo quando incontrò il fotone della luce, al confronto del quale era grande come cento montagne!
“io comando!” disse l’aria alla luce, che non ebbe il tempo di rispondere e andò a posarsi sul fianco roccioso della montagna. la baciò col suo calore e improvvisamente l’aria circostante si scaldò così tanto che non poté fare altro che salire, creando una corrente che fece impazzire i venti.

la luce del mondo, energia pura che irradia dal Sole, che scalda il pianeta e alimenta la clorofilla, sì era la determinante di tutti gli elementi!

•♥•

un piccolo regalo:

Published in: on 9 gennaio 2010 at 16:48  Comments (2)  

l’inchino delle 19.16

signori e signore ascoltate questa e per favore fate attenzione alle parole! non ho mai ascoltato una canzone cosi’, neanche in caparezza!!!

Published in: on 26 ottobre 2009 at 20:17  Lascia un commento  
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dalla mail di un amico

empaticamente condivido, ergo copincollo:

“negli ultimi mesi si è rafforzata in me la sensazione che nessun lavoro in questa società potrà mai gratificarmi, a parte forse un lavoro nel sociale, perchè qualunque cosa andrò a fare, dall’umile facchino al mega-fisico-stellare starò comunque alimentando un sistema che non mi piace; quindi non si tratta più di trovare un lavoro che mi gratifichi come persona in questa società ma trovare qualcosa da fare che mi dia almeno l’impressione di stare facendo qualcosa di concreto per cambiare il sistema o perlomeno di non alimentarlo.
topo_campagna_citta2E’ proprio il fatto di abitare in città che non mi va giù; cioè da una parte mi piace, hai un sacco di comodità ed è anche bello andare in giro per stradine, guardare gli edifici,i monumenti e tutto il resto, però contemporaneamente so che solo per il fatto che sono qui, sto alimentando il capitalismo e il consumismo, posso stare attento quanto voglio ai prodotti che compro ma alla fine i soldi vanno nelle tasche dei soliti pochi, sto inquinando a bestia solo per il fatto di cagare e pisciare in un sistema fognario che si limita a sprecare acqua potabile,a inquinare i mari e a consumare petrolio a non finire per ridepurare quell’acqua, senza contare la spazzatura che produco, l’inquinamento e le guerre necessarie a darmi il cibo e l’energia per farmi una lavatrice e guardare i simpson in televisione; poi ci sono altre migliaia di cose, il discorso del denaro, il continuo martellare mediatico che ti rincoglionisce e ti indottrina senza che te ne accorgi,etc.etc.”

mo’ che faccio un figlio gli racconto sta storia. (link)

Published in: on 15 gennaio 2009 at 14:58  Lascia un commento  
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la teoria delle bolle

in risposta al commento di erica sul cohousing,
il sito non lo conoscevo, ma il cohousing si’. e penso sia una cosa positiva! (e mi da’ spunto per lunghe e importanti riflessioni)

io la chiamo “la bolla che esplode“: nasce il concetto di Comune in risposta ai problemi del mondo (v. fenomenologia hippie), il bisogno (e la bellezza) della socialita’ e della condivisione.
e per un certo tempo l’applicazione pratica rimane in un certo senso “pura”, forte: e’ una Comune, si vive davvero a stretto contatto con gli altri abitanti. ci mangi insieme, ci compri il cibo, o lo produci, ci dividi tutto, lo spazio, i giochi dei bambini, ecc..
pero’ finche’ si e’ in questa fase in genere il fenomeno e’ riservato ad una nicchia, una minoranza ristrettissima della popolazione. ecco la bolla! (applicazione forte + minoranza)

poi effettivamente i dintorni della bolla scoprono che quell’elite ha fatto una scoperta, e vogliono appropriarsi di quel modo di vivere. ma allo stesso tempo vengono da un altro percorso, e non sempre sono disposti a mutare totalmente. non vogliono rinunciare a certe abitudini/comodita’.

allora il vivere comunitario si diffonde, ma nasce l’ibrido. il cohousing e’ la versione annacquata delle comuni. la bolla scoppia! perde “tenacia”, perde la forza originaria, pero’ ha un vantaggio: quando il gavettone di vernice scoppia macchia tutto!
il cohousing pur essendo meno radicale delle comuni ha il vantaggio di essere piu’ accettato dalle masse! si sta diffondendo, diventa moda, diventa un prodotto di massa e le masse incontrano la vita comunitaria!

per questo sono contento che si diffonda!

e la stessa analogia con “la bolla che scoppia” si puo’ fare con un sacco di movimenti che hanno cambiato/stanno cambiando qualche aspetto della realta’ in cui viviamo:

il commercio equo era un’idea con ascendenti rivoluzionari, poi si e’ esteso il mercato, ed ora e’ piu’ o meno un bollino “fair trade” che invade anche i cafe’ fighetti e semi-snob. ma ben venga! intanto ne beneficiano migliaia di produttori del sud del mondo!

la banca etica in italia e’ ancora una nicchia, con la sua quota di visioni rivoluzionarie. ma guardatela nel regno unito: fa marketing come le altre banche, il codice etico e’ finito ai margini (del sito internet, mentre non si vede neanche bene sui volantini che sparge in giro). cio’ che nella banca italiana e’ una sobria spiegazione dei principi, il cardine centrale della banca, in UK e’ piuttosto un’aggiunta, uno slogan “good with money” di un banca che a prima vista si presenta come tutte le altre, con le sue tattiche aggressive per attrarre clienti.
eppure sono convinto che il giro di soldi della cooperative bank sia ben maggiore della sorella italiana. bene: una fetta bella grossa sottratta agli usi immorali del denaro!

il biologico erano avanguardie di coltivatori stra-incazzati contro il sistema e l’agricoltura industriale, la “rivoluzione verde” che ci ha dato extra-kili di prodotto, ma ha aggiunto malattie e ha abbassato la qualita’.
questi coltivatori si sono ritagliati un mercato, una fiducia di chi comprava che era disposto a spendere parecchio di piu’. era un’audacia “attivistica”.
poi qualcun altro ha sentito l’odore dell’affare, e ha iniziato a fare il biologico per il semplice fatto che poteva venderlo.
il mercato si e’ allargato, e’ arrivata la certificazione, il “bollino” (da alcuni considerato piuttosto blando) e il fenomeno e’ ora di massa e in ascesa. bene o male?
come vedreste una grossa multinazionale -diciamo tipo carrefour- che facesse una linea biologica? (qui in UK uno dei piu’ grossi ipermercati ha una serie di prodotti bio) allora, e’ bene o male?
chiaro che si e’ perso lo spirito, sono mutati gli attori in scena, dai piccoli produttori idealisti al concepire il bio come un’altra fetta di mercato come tutte le altre. come leggere il dato?
ben venga che ci sia bio per le masse. e cio’ nn impedisce alle “avanguardie” di andare ancora oltre, ora che la massa si e’ portata su un livello leggermente superiore. creare altre bolle per far esplodere anche queste..

di esempi ce ne sarebbero ancora tanti, e non mi preoccupo di fare una trattazione completa. se saro’ riuscito a dare almeno l’idea di come si possono raggiungere dei risultati avro’ esaurito il mio compito.

Sacco… pieno!!

(ma che razza di titolo ho scelto?! vabè dai, mi sembra carino.. ricorda l’infanzia.. e poi rende parecchio bene l’idea che voglio raccontare)

[questo post è la diretta continuazione del precendente: coltivare la forza]

Voglio cominciare con un’immagine, di uno scoglio. Proprio come quelli che qui a Bari si usano per arr’zzà l pul’p (arricciare i polipi 🙂 ).
Vorremmo passare oltre e ce lo troviamo sul nostro cammino (e infatti “scoglio” ha anche il significato esteso di “ostacolo”).
Quello di cui parlo in questo post è “imparare a fare come l’acqua”. Arriva un rigagnolo e finisce con lo sbattere contro lo scoglio, deve arrestarsi. Ma cosa succederà se si aggiunge ancora acqua, e ancora e ancora? Si forma una massa, liquida, inarrestabile, che passa oltre lo scoglio da destra e da sinistra.
E anche se ci sono altri scogli, per quanti possano essere, per quanti qualcuno ne possa aggiungere, il mare è lì IN ABBONDANZA, oltre ogni capacità contenitiva di una barriera di scogli, e passa oltre, passa in mezzo, passa sopra, passa da tutte le parti..
“Perseveranti come l’acqua con lo scoglio”

Nel post precedente ho parlato di diversi spunti, e il modo in cui volevo intenderli non era solo nella vita personale, ma anche e soprattutto nella strategia del Movimento. Dobbiamo tenerli a mente ogni volta che usciamo da una sala cinematografica che proiettava Michael Moore, ogni volta che chiudiamo un libro di Chomsky o di Travaglio, ogni volta che guardiamo un telegiornale, ogni volta – insomma – che ci sentiamo schiacciati da una cappa di impotenza, a volte unita a rabbia di stomaco, e ci chiediamo l’iper-domanda “cosa posso fare?”

Credo che le risposte siano tante, e per trovarle occorre cambiare il modo di pensare. (se proprio hai fretta alla fine del post ti do la soluzione) “cambiare la forma mentis”, che significa?

Oltre a quello che ho detto l’altra volta:

“Non fermarti ai problemi esterni e lontani, ma edìfica la soluzione, che non è contrastare gli altri, ma promuovere la tua parte, l’alternativa, la soluzione.” “guarda quello che c’è e non quello che manca” Piangersi addosso VS coraggio e fiducia. “emancipate yourself from mental slavery, ‘cos none but ourselves can free our minds” (lìberati, lìberati tu stesso dalla schiavitù mentale, perchè non c’è nessuno se non noi stessi che può liberare le nostre menti) Siamo vittime della nostra debolezza. “Andare avanti nonostante tutto“. Mi incaglio a pensare SE è possibile fare una cosa, o m’ingengo a pensare COME è possibile farla? Non “piangere” sugli ostacoli, ma pensare a quello che si può fare NONOSTANTE questi. E’ un guardare a quello che c’è e non quello che manca. O anche guardare a quello che posso costruire e non quello che vorrei distruggere.

.. qui voglio aggiungere qualche altra idea.

Prima di tutto che ciò che ci blocca è la paura. L’ho già detto altre volte e ne sono convinto a lettere cubitali: la paura blocca tutto!
La paura viene da fuori (dai media, dai film, dalla famiglia, dall’ambiente circostante..), ma possiamo combatterla. Anzi, a ben guardare, è tutta dentro di noi e, sempre a ben guardare, abbiamo tutto il potere su noi stessi (in potenza). Cioè possiamo liberarcene, ma non con la forza (decido che sono coraggioso!) perchè tanto non funziona, bensì sviluppando la fiducia. Il coraggio è la chiave di tutto, ma purtroppo svilupparlo costa fatica.
Intendo “paura” quando pensiamo che la persona che incontriamo può essere un pericoloso criminale, può ammazzarci, farci del male, o comunque tentare di fregarci.
E’ paura il timore del futuro, il rimanere ancorati ai binari precostituiti e mai tentare di allontanarvisi, alla ricerca di qualcosa di meglio, per paura di precipitare in basso, di non trovare lavoro, o che succeda qualcosa di brutto.
Per un’occhiata alle conseguenze sociali della paura c’è questo post: la paura e il controllo sociale.

Quindi due valori da coltivare sono la fiducia e il coraggio.
Altri valori eccezionalmente importanti, su cui non so con quale grassetto o carattere tipografico attirare l’attenzione, sono la libertà (in tutti i suoi 8mila significati), la gioia di vivere, la coscienza (studio di ciò che succede nel mondo), il benessere (prendersi cura di se stessi).. tutto ciò è energia pura!!
Tutto ciò costituisce il vero e proprio basamento, il primissimo punto di partenza per ogni azione sociale e sviluppo individuale, credo.

Solo su cosa significhi libertà ci si potrebbe interrogare per ore, e si trarrebbero 10mila “definizioni” o àmbiti in cui si ha o non si ha libertà.
La gioia di vivere è il vero motore, quella che ti dà l’energia per sollevare un mondo! (o cambiarlo 😀 ! )
La coscienza serve ad indirizzare l’azione, a capire in verità le cose come stanno. Non possiamo permetterci ignoranza.
In benessere fa bene a noi, e ci dà più gioia, equilibrio e serenità, senza i quali è difficile fare qualcosa di costruttivo..

Quello che occorre poi è anche Determinazione (l’idea del mare con lo scoglio, no?). Dobbiamo “alzare la testa”, e la cosa che più ci sorprenderà è che non sapevamo di averla bassa!
Siamo noi che diamo il potere. Di qualsiasi tipo. La nostra servitù è volontaria. I mali sociali càmpano tutti e solo con il nostro appoggio.

“ma io che ci posso fare?” Perseveranti! come l’acqua con lo scoglio, è la risposta. Cerca qui, cerca lì, questo no, questa via no, questa via è chiusa.. alla fine qualcosa si trova!

Devo ringraziare “chi di dovere” per avermi fatto incontrare tempo fa, alla Scuola per la pace di Lucca, Majid Rahnema, ex-ministro degli esteri iraniano. Un uomo saggio che ha scritto parecchio sulle differenze tra povertà e miseria, e del cui pensiero un’immagine mi è rimasta particolarmente impressa.
Egli parlava del “sistema” come di un muro, fatto dai potenti e ben studiato; all’apparenza sembra compatto ed impenetrabile, ma a ben guardarlo (“perseveranti!”) si possono intravedere delle crepe. Quello che dobbiamo fare noi è entrare nelle crepe del sistema.
La soluzione da qualche parte ci deve essere.. bisogna solo cercare, e la troveremo, perchè ciò che è fatto dagli umani, per quanto ben studiato, non può mai essere indistruttibile!

*

Facciamo un salto col pensiero e passiamo al concetto di “lavoro contro” e “lavoro pro“. Il primo è nero, il secondo sono i colori. Il primo cerca di DISTRUGGERE (lo stato – vedi una certa zona anarchica, l’alimentazione carnea – vedi una certa zona veg*, ecc..); il secondo cerca di EDIFICARE (formare gruppi, creare scambi, auto-aiuto.. lo so, sono esempi del cazzo, ma questo blog è pieno di esempi di quello che intendo con lavoro pro.. spulciare per credere)

Procurarsi risultati concreti è ottimo per il morale. Inutile cercare di svuotare le bottiglie del potere altrui, su quelle non abbiamo accesso perchè dipendono dal “proprietario”. Meglio riempire la nostra!
L’idea è “almeno questo, per quanto piccolo, l’ho fatto! c’è! esiste! lo posso toccare! non sarà l’unione planetaria del proletariato, ma è un orto bio, un laboratorio nonviolento, una verità detta.. ecc. ecc…”

Una frase trovata tempo fa su un libro a proposito delle comuni agricole diceva: “Quella che mi pare si senta oggi in modo più forte è l’esigenza di liberare delle piccole isole di mondo nelle quali sperimentare, nella sua interezza, il nostro sogno.” (Jacopo Fo)

*

La storia ci mostra che CHI SI E’ MOSSO HA OTTENUTO. Questo è valido sia a livello di individui, sia come gruppi che rivendicavano diritti (es. lavoratori, omosessuali, donne..)
La natura fa conti separati e non c’è competizione. Nel senso di: non aspettiamo di demolire il Berlusconi di turno, che a demolire se stesso ci pensa lui, ma lottiamo direttamente per quello che ci serve! ora! ecovillaggi, trasporti pubblici, centri di assistenza, protezione sociale, reti, gruppi e cooperazione! ecc..
non siamo come piatti di una bilancia, non occorre abbassare il piatto altrui per veder alzato il nostro!

*

azz! quanta roba ci ho messo in questo post, chissà se si capisce!!

PS: ah, già, avevo promesso una soluzione.. quanta fretta! ecco: costruire l’alternativa
in città (comitati di quartiere, centri servizi – sui quali è in preparazione il post Idee per la città)
in campagna (ecovillaggi e comuni agricole, v. Cenere e fiori e Un fiume in piena)
nello spirito (v. anche Nosce temet, Facciamo.. Movimento!, e il sopra citato Coltivare la forza)

fenomenologia hippie

L’hippie (talvolta chiamato anche hippy) non e’ sempre esistito, l’hippie e’ una derivazione, l’hippie e’ post-moderno.

Lo spirito inquieto e amante guarda il mondo e vede la guerra, l’egoismo, il maschilismo, l’attaccamento ai soldi, il feticismo del lavoro, il grigiume, la noia, la routine, la separazione degli individui..

Crea cosi’ una cultura nuova, stabilisce un ponte tra antichi valori e esigenze di rinnovamento contemporaneo.
Sa di recuperare qualcosa di antico, qualcosa che si e’ perso – spazzato via dalla “civilta’” industriale – ma allo stesso tempo sa che sta iniziando un discorso tutto nuovo (“new age”)

Di tutto cio’ fanno parte: la poverta’, la vita semplice, la fratellanza, la condivisione, l’incontro col diverso, con le persone che non si conoscono, il rispetto anzi l’amore per la natura, l’allegria, la spensieratezza, la gioia del momento, i colori, la musica, lo stare insieme, anche fare l’amore; viaggiare verso terre che non conosci; cercare, la felicita’, la spiritualita’, l’armonia.

I… tanti comandamenti del perfetto consumatore

A volte al supermercato mi sembra di avere piu’ precetti di un ebreo osservante superconvinto!!

Scrivo con ironia, ma e’ davvero cosi’ che dovremmo comportarci per contrastare (o almeno non-contribuire) ad un sistema perverso, che riesce a vendere l’impossibile e l’indecente solo perche’ costa di meno, o perche’ e’ attraente.
L’economia moderna e’ la dimostrazione di come il capitalismo possa produrre danni enormi sulle persone e sull’ambiente e tutto solo per inseguire la legge del profitto.

Se Mose’ fosse ancora vivo, Dio gli avrebbe dato le “Tavole 2.0”, che qui trascrivo:

1. Non comprerai cio’ che contiene pezzi di animali o loro derivati

2. Non comprerai da multinazionali, cio’ che e’ sotto boicottaggio o comunque cio’ che e’ fatto da grosse aziende

3. Non comprerai frutta e verdura fuori stagione, i frutti tropicali o comunque cio’ che viene da troppo lontano

4. Non comprerai OGM, e cercherai di tenerti sul biologico

5. Non comprerai cio’ che e’ confezionato singolarmente, cio’ che ha troppi imballaggi e comunque troppo packaging

6. Non comprerai cio’ che ha conservanti, coloranti, glutammato monosodico e altre cazzate

7. Non comprerai cio’ che e’ fatto da lavoratori malpagati, sfruttati o comunque in pessime condizioni di lavoro

8. Non comprerai cio’ di cui non hai stretto bisogno, o comunque cio’ che fa parecchia pubblicita’

9. Preferirai lo zucchero di canna, il riso e la farina integrali a quelli raffinati. Preferirai la verdura fresca a quella surgelata; l’insalata intera a quella lavata e imbustata; la frutta fresca alla marmellata

10. Non comprerai cio’ che e’ fatto con processi produttivi spreconi e inquinanti

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