l’impatto di un impianto idroelettrico

L’immagine che vedete (cliccare per ingrandire) è una mappa tratta da uno studio d’impatto ambientale relativo alla costruzione di un impianto di produzione di energia elettrica per mezzo di una diga: in poche parole energia idroelettrica.

Si vede molto bene il fiume che passa la mappa da destra a sinistra. A destra in basso in azzurro chiaro c’è l’area occupata dalla diga e quello che si vede in rosso parallelo al fiume è il tunnel sotterraneo che collega la diga alle turbine.
I cerchietti color fucsia sono villaggi, ciascuno con centinaia di persone, che vivono di agricoltura e le cui terre si trovano nella regione che rimane a secco: il flusso d’acqua viene spostato all’interno del tunnel e vengono prosciugati chilometri di fiume.

Se l’idroelettrica si realizza, di che vivranno queste persone, in un paese in cui praticamente non ci sono maniere di risarcire dignitosamente contadini espropriati della terra?

In un posto qualunque del Sud del mondo..

(sottotitolo: “I LOVE my job!!”)

Un posto qualunque nel Sud del mondo, 8 e 15 del mattino. Una ragazza in una mensa mastica distrattamente il suo paté di fagioli avvolto in una profumata tortilla mentre un venditore ambulante passa con il suo carretto al di là della strada. La radio passa reggaeton, e un pizzico di peperoncino in più dà quel gusto piccante che tanto piace da queste parti. Un sorso al succo di frutta e poi l’ultimo boccone.

Nello stesso istante, a pochi isolati di distanza, il governo indigeno si riunisce per discutere l’azione comune da intraprendere contro l’industria mineraria. Fortunatamente l’azienda non è ancora arrivata in zona, ma loro già lo sanno quello che succederà se la lasceranno fare: l’estrazione dell’oro si fa col cianuro, e a queste latitudini le multinazionali fanno un po’ quello che gli pare. Così dopo aver estratto il minerale pagando l’1% del suo valore come royalty scaricano il pericoloso veleno nei fiumi, o lo accumulano in vasche non isolate fino a quando penetra nelle falde acquatiche.

 

Una consulta indigena

Una consulta indigena

Non sono nuovi, da queste parti, alle malefatte dell’uomo bianco. Sono secoli che questi viene da lontano a depredarli, maltrattarli, ucciderli. Un tempo erano i conquistadores spagnoli, ora sono multinazionali statunitensi, canadesi, spagnole, italiane..
Oggi come allora si discute della sorte di centinaia di contadini che rischiano di essere spossessati della loro terra, magari con un atto di proprietà falso firmato da qualche notaio corrotto in un lussuoso appartamento della capitale dipartimentale.

Nella sala di mattoni di cemento l’atmosfera è cupa e combattiva. Un centinaio di contadini, tutti rigorosamente uomini, discutono in uno spagnolo stentato, con i loro cappelli bianchi e la pelle corrugata dal sole.
La sfiducia è tanta, e nonostante l’azienda gli ha promesso di costruire una scuola e un campetto da calcio, loro sanno che non devono accettare, anzi resistere, costi quel che costi.
Per fortuna l’azienda -canadese- non ha ancora ottenuto la licenza di esplorazione. Questo sì almeno lo sanno, o meglio sono riusciti a saperlo per vie traverse, perché l’amministrazione locale voleva tenerli all’oscuro di tutto fino al giorno dello sfratto, come sempre.

E per fortuna anche che anni fa un manipolo di signori in giacca e cravatta ratificò nel Congresso di Città del Guatemala una legge, che si chiama “Convegno 169 dell’OIL” che in teoria vincolerebbe lo sfruttamento delle risorse naturali all’approvazione da parte delle persone che abitano queste terre da secoli. Loro questo sì lo sanno e sono decisi a far valere questo loro diritto fino in fondo, per bloccare l’installazione dell’industria.
Quello che serve è una consulta, e oggi si discute appunto di come organizzarla.
Non è facile. Non è affatto facile per dei contadini che sanno a malapena firmare col proprio nome, capire il legalese della gente di città. Oltretutto sono già arrivate le prime minacce, dell’impresa impaziente di fare profitti miliardari mentre i suoi azionisti dormono incoscienti e ignoranti in un ufficio chissà dove dall’altra parte del mondo. E del sindaco corrotto, già paramilitare negli anni ’80 e che ora siede la poltrona del potere accumulando tangenti per ogni opera pubblica e mega-progetto nel territorio di sua competenza.

Dispiegando il suo metro e sessanta di altezza, dentro i suoi jeans -quelli buoni-, la sua camicia macchiata ma pulita, gli stivali di pelle e l’immancabile machete, un contadino si alza e commenta: “Dobbiamo fare come le formiche. Se ti morde una non tardi tanto a sbarazzartene, ma prova a metterti su di un formicaio: dopo cinque minuti già non puoi resistere!” Il linguaggio dei contadini indigeni è spesso ricco di immagini tratte dalla natura.

 

"Campesinos"

L’assemblea del governo Xinka si alza d’animo mentre tutti visualizzano un uomo in fuga coperto da formiche. Gli uomini nella sala continuano a resistere…

Guatemala y globalización

[ES] Una breve lista de artículos de periódicos sobre los efectos negativos de la globalización en Guatemala en los últimos 6 meses.
(Los números se refieren a la fecha de publicación en el formato MMDD)

[IT] Una breve lista di articoli di giornale a proposito degli effetti negativi della globalizzazione in Guatemala negli ultimi 6 mesi.
La posto qui giusto per dare un assaggio della vita reale in un paese in via di sviluppo neo-colonizzato dalle imprese straniere.
(I numeri si riferiscono alla data di pubblicazione nel formato MMGG)

0810 Comunidades amenazadas por megaproyectos exigen información y participación

Minería:

0402 Obispo y organización proponen que empresas mineras paguen hasta el 50% por regalías
0423 Comisión del Congreso emite dictamen desfavorable a moratoria minera
0521 Pobladores denuncian a Montana Exploradora por estrategia de coacción y usurpación de tierras
0609 Comunidad Xinka luchará contra atentados contra la naturaleza
0615 Señalan a Montana de destruir patrimonio natural y de irresponsabilidad social
0620 Once alcaldes de San Marcos se oponen a minería
0710 Andrew McKinley de Oxfam: “Minería no implica desarrollo”
0729 Montana debe al Estado Q12.3 millones por importación de cianuro
0806 Expertos alertan sobre daños de la minería (división social, contaminación del agua y desertificación. Oro: cianuro-envenenamiento animales)
0821 Congreso, AC y CALAS verificarán proceso de autorización de licencias de explotación minera
0914 Montana Exploradora importó sin licencia más de 4 mil toneladas de cianuro de sodio en 4 años (proyecto minero Marlin)
0928 CUC denuncia desalojo extrajudicial en Izabal [Compañia Guatemalteca de Niquel]
1016 Deudas por regalías mineras sobrepasan los 4 millones de quetzales (para sanar lago Atitlan sirven 300 MQ)
1021 En San Miguel Ixtahuacán, San Marcos, vecinos denuncian que mina daña casas y medioambiente

Hidroeléctricas:

0803 Vecinos de Chuarrancho se oponen a hidroeléctrica El Sisimite
0805 Colom ofrece resarcimiento a víctimas de construcción de hidroeléctrica Chixoy
0817 Aumenta interés por los proyectos hidroeléctricos ( San Luis-Chajul, El Puente-Jocotán, Cuatro Chorros-Chicamán, El Volcán-Senahú, Cahabón-Panzós. Geotermico: Ceibillo-Amatitlán )
0819 Chuarrancho ratifica que no desea construcción de hidroeléctrica
0903 Comunitarios rechazan pretensión de construir hidroeléctrica en Lanquin
0908 Chiquimula: comunidades de Jocotán y Camotan rechazan la construcción de hidroeléctrica

Precio electricidad:

0427 Tarifas de energía eléctrica en Guatemala, entre las más caras de LA (0.17$/kWh)
0910 Organizaciones denuncian cobros excesivos por servicio de electricidad

Electricidad en general:

0609 Petén integrado al Sistema Nacional Interconectado
0725? Ejército actuaría en conflicto por distribución eléctrica
1027 Presidentes de México y Guatemala inauguran inicio de interconexión eléctrica entre los dos países (Guatemala importa electricidad, es mas barata en Mexico)

Carreteras:

0811 Diputados aprueban reformas a tres decretos entre ellos $203 millones para FTN ( 1 mil 624 millones de quetzales)
0820 Alcaldes demandan información sobre la Franja Transversal del Norte
1029 Carretera Franja Transversal del Norte, involucradas Caminos, Solel Boneh y otras guatemaltecas para la construcción

Agrocombustibles:

0427 Estados Unidos apoya programa de producción de bio-diésel en Suchitepéquez
0602 Producción de agrocombustibles amenaza la seguridad alimentaria

Hidrocarburos:

0602 Presidente brasileño reitera interés de invertir en hidrocarburos en Guatemala
0602 Colom firmará el 12 de junio un contrato con Petrocaribe

Cementera:

0714 Indígenas inician marcha contra empresa cementera, en San Juan Sacatepéquez
1103 Comunidades de San Juan Sacatepéquez critican a diputada, por dictamen

TLCs:

0402 CA y UE suspendieron ronda de negociaciones hacia acuerdo de asociación
0403 Negociación con la Unión Europea, para 24 y 25 de abril
0826 DR-CAFTA ha generado alza en precios de medicinas, según un estudio

Coyuntura economica:

0428 Centro América pide más apoyo al FMI para afrontar crisis
0528 CEPAL: en Guatemala, inversión extranjera directa creció un 56% en 2008
0828 Sube el precio de la gasolina
0902 El hambre, un problema estructural

Derechos laborales:

0611 Guatemala, país de alto riesgo para sindicalistas
1025 Asesinan a dirigente social, Víctor Gálvez [deocsa-union fenosa, electricidad]

Migrantes:

0425 Estados Unidos deporta a 220 migrantes guatemaltecos

Narcotráfico:

0330 Istmo es disputado por narcotraficantes

Published in: on 18 novembre 2009 at 01:45  Lascia un commento  
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per ricordare ogni tanto..

un piccolo reminder su certe cose del mondo.

chissa’ un giorno ci sara’ piu’ coscienza e anche i bietoloni che oggi sguazzano nell’ignoranza sapranno un po’ di piu’ sulle conseguenze del sistema globale.
a voi:

Published in: on 29 ottobre 2009 at 18:45  Comments (1)  

di ritorno dagli zapatisti

non e’ tutt’oro quel che luccica

mentre inizio a disimparare l’italiano provo a gettare due righe sull’esperienza appena passata in una comunita’ zapatista.
con rigore scientifico non si puo’ giudicare un movimento di decine di migliaia di persone, 15 anni di lotta solo sulla base di 15 giorni di villeggiatura. pero’ un’idea me la sono fatta ed e’ abbastanza diversa da quell’alone magico che possiede l’ezln, le cui magliette sono il terzo capo piu’ indossato dai giovai speranzosi, dopo quelle del “che” e la kefia.

in principio viene il conflitto agrario e l’accesso alla terra. immensamente stupido valutare la poverta’ in base al reddito, a queste latitudini. qui sei povero quando non hai la terra. se hai la terra gia’ hai di che mangiare e dormire. e’ una necessita’ primaria, specialmente per gli indigeni che per fattori culturali e storici sono piu’ legati alla vita rurale.

poi viene il movimento zapatista, che e’ una delle possibili maniere per arrivare alla terra: da solo non fai nulla, e per ottenere qualcosa ti devi aggregare ad un gruppo. c’e’ chi lecca il culo ai partiti (il sistema politico-partitico qui in messico e’ persino piu’ clientelare dell’italia degli anni ’80, e il voto di scambio prevale su qualunque scelta ideologica, almeno nelle zone rurali), chi entra in altre organizzazioni paramilitari, chi fa occupazioni, ecc..

quelli che noi, giovani manifestanti con la bandiera arcobaleno in mano, chiamiamo “zapatisti” solo in piccola parte sono consapevoli dei processi globali, del neoliberismo e del senso “movimentista” della loro lotta. in gran parte sono li’ per ottenere un accesso alla terra.

e poi c’e’ marcos, l’uomo col cappuccio che scrive i racconti del vecchio antonio. lui e il suo entourage hanno fatto il miracolo di creare l’ideologia zapatista, aggiungere un senso su scala globale a quello che stanno facendo, inquadrare le lotte locali zapatiste in un contesto mondiale anticapitalista (o “antisistemico” come si dice da queste parti). hanno messo tutto questo su internet e hanno solleticato l’immaginazione ed il sogno dei giovani -e non solo- che guardano i diari della motocicletta, sognano cuba, inneggiano a chavez e quando gli dici “porto alegre” rispondono con un palpito del loro cuore. sono i no global, quelli che “un mondo migliore e’ possibile”.

questi accorrono numerosi in chiapas per sostenere il movimento e imparare qualcosa da chi la rivoluzione la sta facendo sul serio.
prestano il loro aiuto in molti campi: medico, scolastico, tecnico, ecc.. e gli zapatisti approfittano di questa manna dal cielo per acquisire conoscenze ed esperienze che il governo messicano gli nega. l’aiuto internazionale e’ sapientemente gestito dalla comunita’ locale, che mira all’autonomia: non lasciare che gli internazionali gestiscano le loro scuole e cliniche, bensi’ imparare per insegnare, e rendersi autosufficienti, cioe’ non bisognosi dei servizi che lo stato non fornisce. questo e’ lodevole.

e poi ci sono gli “osservatori internazionali”, cioe’ gente come me che non essendo medico ne’ ingegnere mette a disposizione il proprio status di “occidentale” per fungere da deterrente contro eventuali attacchi, abusi e violazioni dei diritti umani.
bellissimo, in teoria. in realta’ questi quindici giorni passati sono stati abbastanza deludenti. piu’ che osservatori io e l’altro ragazzo ci sentivamo “telecamere a circuito chiuso”, usati come deterrente ma senza alcuna partecipazione. lo “scambio” era ridotto al minimo, non ci dicevano praticamente nulla della situazione, ne’ della storia del posto, ne’ dell’organizzazione.
in piu’ era impossibile entrare in contatto con l’altra parte del conflitto, cioe’ altri contadini aderenti ad altri gruppi e partiti. volevamo farlo per avere un’immagine piu’ completa della situazione, ascoltare entrambe le campane.. no, vietato, potevamo muoverci in uno spazio ristrettissimo e quando uscivamo eravamo accompagnati.

credo che ci sia uno stuolo di persone che arriva in chiapas carica di pregiudizi “di sinistra”. estasiati dal candore del movimento zapatista una miriade di ragazzi non si chiedono cosa sia realmente questo conflitto, non arrivano cioe’ a fare un’analisi come quella che ho fatto all’inizio di questo post.
quando la tv dice che i musulmani sono terroristi, i rom rubano e i rumeni violentano, la gente non si preoccupa di conoscerli davvero o di leggere le statistiche, perche’ gia’ lo sa.
allo stesso modo vedo tanti ragazzi abbagliati dal loro stesso entusiasmo e dalle loro proiezioni mentali (rivoluzionarie) che non si preoccupano di indagare un poco oltre i ruoli manicheisti di buoni e cattivi, di bianco e nero.

lungi dal voler rinnegare la simpatia al movimento -quello che stanno facendo qui ha del fenomenale su tanti piani, tra cui l’autogoverno dal basso, e infatti partecipero’ ad un’altra missione da osservatore tra una settimana- ora capisco un po’ meglio una barzelletta che avevo letto all’inizio degli anni ’90 e che data la mia giovane eta’ non potevo intendere.

un tale ad un comunista:
– e’ vero che gli elefanti volano?
– ma no, non dire sciocchezze!
– guarda che e’ scritto sull’ Unita’.
– beh, non e’ che volano.. fanno dei luuuuuunghi salti.

PS: influenza porcina in messico?! macche’! era un pretesto per parlar d’altro mentre il governo riforma il codice delle forze armate per dare piu’ poteri ad una polizia invadente e corrotta come quella messicana.
e in italia?? il governo berlusconi dalle mille censure che cosa ha occultato sotto questa preziosa notizia-panico? provvedimenti schiatta-negri? qualche decreto “dio-salvi-la-regina (che sono io)”? qualche leggina intasca-soldi?

Published in: on 7 maggio 2009 at 15:08  Comments (4)  

comunita’ indigene

aria strana oggi a san cristobal, sara’ il cielo coperto..

c’e’ una buona possibilita’ che io partecipi come osservatore internazionale presso le comunita’ zapatiste.

cosa sono le comunita’ zapatiste? beh, e’ un po’ difficile da spiegare in breve, ma volendoci provare direi che sono un movimento indigeno in chiapas che rivendica autonomia.
con l’aiuto degli internazionali cercano di raggiungere l’autonomia intesa sia come autosufficienza, sia come autogoverno.
vivono nella selva, coltivano la terra, hanno le proprie scuole, cliniche sanitarie (che utilizzano rimedi naturali antichi di secoli, efficaci e soprattutto non brevettati dalle multinazionali farmaceutiche).

si propongono anche come alternativa al sistema. ovviamente sono critici del liberismo che distrugge l’ambiente e crea poverta’, disuguaglianza, ingiustizie, conflitti e abusi di potere.

su internet e nelle librerie c’e’ un mare di materiale! e girando un po’ si possono trovare anche dei comitati di supporto in molte citta’ italiane (purtroppo prevalentemente al centro-nord..)
poco male, rimanete sintonizzati e quando torno (tra un paio di settimane) vi aggiorno 🙂

Published in: on 20 aprile 2009 at 15:29  Comments (2)  

semplici notizie (+ report G20)

sono tornato due giorni fa dal training/selezione PBI e.. mi hanno preso!
l’anno di servizio sara’ da questo settembre a settembre 2010, in guatemala. per chi si fosse perso cos’e’ e cosa fa PBI consiglio questo articolo (link).

la partenza per il messico rimane confermata e con un po’ di fortuna dovrei farcela a fare un po’ di documenti a distanza, senza essere obbligato a tornare in italia.

tempo di G20 qui a londra. oggi sono stato alla manifestazione e quei mufloni dei poliziotti hanno bloccato la folla in una piazza senza lasciarla uscire (ne’ entrare, per quelli che erano stati tagliati fuori). probabilmente l’intento era di dividere i manifestanti in modo da poterli controllare meglio (roba che non avevo mai visto prima, specialmente nel clima tutto sommato tranquillo in cui si e’ svolta la manifestazione)
fattosta’ che la gente che aspettava da due ore in questa specie di gabbia ad un certo punto si e’ incazzata e ha sfondato il cordone, seminando il panico tra i poliziotti, che si sono trovati all’improvviso accerchiati e senza via di fuga. ho visto volti terrorizzati; ma alla fine non e’ successo niente perche’ alla gente non gliene fregava nulla, voleva solo uscire e andar via.

come sempre c’erano i “rhythms of resistance” che con la loro strategia del frivolo rosa e argento hanno inondato di samba e batukada la vivacita’ del corteo.

c’erano maschere, c’erano cartelloni, c’erano slogan e anche le signore. perche’, bisogna dirlo, la manifestazione e’ stata al 99.9% tranquilla! c’era l’anima in campo, e il desiderio di un mondo migliore. non come dicono ai telegiornali, che fanno vedere solo quando hanno rotto le vetrine di una banca.
centinaia di migliaia di persone manifestano tranquillamente per otto ore e i media raccontano solo di quei 5 minuti in cui 3 persone spaccano un paio di vetrate..

in piazza c’era un po’ di tutto, dagli anarchici hard core ai neo-hippie, dal movimento “reclaim the streets” ai partiti socialisti, dai cospirazionisti ai clown, ma soprattutto tanta-tantissima gente cosciente e consapevole che scende in pubblico a domandare che “sia fatto qualcosa”, perche’ il sistema cosi’ com’e’ adesso non va bene e che va rivisto perche’ fa male alle persone e all’ambiente.

un altro elemento che mi ha impressionato e’ stata l’onnipresenza delle telecamere, di almeno quattro tipi: dei manifestanti ognuno con la sua macchina fotografica o telecamera, chi col computer portatile pronto a mettere al sicuro istantaneamente alcune foto giudiziariamente rilevanti. in secondo luogo della polizia: anche loro li’ appostati come tanti turisti giapponesi affannati a scattare foto nella frenesia del viaggio che riusciranno ad apprezzare solo a casa al momento dello sviluppo. ogni balconcino, ogni altura era dominata da forze dell’ordine intente a filmare cio’ che stava succedendo, per cogliere il fallo come la moviola negli stadi.
infine le telecamere della stampa, e quelle a circuito chiuso che -come e’ noto- scrutano ogni angolo di londra anche in tempi “di pace”.
l’elicottero costantemente in volo, con la sua vista aerea, coordinava le mosse sul risiko della “citta’ sotto controllo”.

intanto i 20 fresconi della compagnia festaiola (v. qui) si riunivano per trattare -ufficialmente- della crisi economica e dei problemi ambientali (v. qui)
ora, sperando che il nuovo vezzo di obama porti a qualcosa di piu’ concreto di cio’ che era stato detto a proposito dell’ambiente alla fine dell’ultimo G8 (“ce ne occuperemo entro 40 anni”), e premesso che nutro i miei dubbi sulla necessita’ di un evento tanto spettacolare quando i capi di governo gia’ intrattengono i loro contatti sia per via diretta sia attraverso le ambasciate. premettendo anche che e’ poco credibile che si incontrano per decidere le cose attorno ad un tavolo se possono invece decidere per conto proprio e poi imporre le proprie scelte agli altri (v. USA e iraq, o attraverso il FMI ), lancio il seguente sondaggio:

Published in: on 2 aprile 2009 at 00:21  Comments (1)  
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poi li chiamano “anti-americani”…

Cascavano le torri e in risposta ad un bambino che chiedeva spiegazioni, Bush affermava “E’ successo questo perche’ gli altri sono invidiosi della nostra liberta’”.

Sara’ che non sta bene rispondere al presidente “Sei un idiota”; sara’ che le nuove generazioni risultano stordite dall’uso di psicofarmaci e sedativi a merenda; fatto sta che il silenzio del bambino non mi dispenso’ dal ritenere che la risposta di Bush fosse poco soddisfacente.

Breve storia del Guatemala

Conquistata l’indipendenza dalla Spagna nel lontano 1821, in Guatemala si avvicendarono per oltre un secolo governi autoritari, spesso militari.
map_guatemala_350Questi convertirono l’economia del paese verso l’esportazione di un solo prodotto: il caffe’. Privatizzarono le terre che in passato erano coltivate in forma collettiva dagli indigeni. Approvarono leggi che costringevano, di fatto, gli indigeni e le fasce piu’ povere della popolazione latina al lavoro forzato nelle piantagioni. Instaurarono veri e propri governi del terrore, di stampo totalitario e repressivo.

Tutto cio’ non manco’ di provocare malcontenti presso la popolazione, che provo’ piu’ volte a ribellarsi. Dapprima nel decennio 1920-31; ma fu solo nel 1944 – anche in forza delle speranze sollevate dalla rivoluzione messicana – che si arrivo’ ad un significativo passo in avanti col governo di Juan Jose’ Arevalo. Questi favori’ la piccola industria; inizio’ una riforma bancaria e monetaria; approvo’ il riconoscimento di organizzazioni di impresari e lavoratori; emano’ la nuova costituzione, nella quale non solo si aboliva il lavoro obbligatorio degli indigeni nelle piantagioni, veniva loro riconosciuto -persino- il diritto alla inalienabilita’ delle terre comuni.
guatemala_bananeIl cambiamento piu’ significativo fu l’avvio della riforma agraria, che prevedeva l’espropriazione del latifondo e l’assegnazione alle famiglie piu’ povere. A quel tempo lo 0.1% delle famiglie piu’ ricche possedeva il 41% delle terre.
Insomma sembrava avviata una nuova fase che nutriva le speranze di milioni di contadini e “senza terra”; dopo secoli di violenza per la prima volta un governo stava approvando delle iniziative a loro favore.

ciaNel 1954 un colpo di stato organizzato dalla CIA e dalla classe imprenditoriale e proprietaria terriera pone al governo il colonnello Carlos Castillo Armas.
La riforma agraria subisce una battuta d’arresto. Comincia la repressione di tutti i sindacati, partiti politici e gruppi culturali. Fu rafforzato lo sfruttamento, il lavoro forzato e l’alienazione delle terre a svantaggio degli indigeni e a vantaggio dei grossi propretari terrieri. Si rafforza l’ideologia razzista e di oppressione nei confronti degli indigeni.

Nel 1960 circa un terzo dei militari si ribella, indignato per l’alto livello di corruzione all’interno dell’esercito. Riuscirono a conquistare alcune basi militari.
Col sostegno militare degli Stati Uniti le truppe del governo sconfissero i ribelli, dei quali alcuni fuggirono in Honduras e formarono un gruppo armato rivoluzionario. Inizia la guerriglia.

L’ex presidente Arevalo si trovava in esilio fuori dal paese, e i militari al governo con l’aiuto degli Stati Uniti cercavano di impedirne il rientro.

guatemala_esecuzioniA partire dal ’66 si verificano le prime “sparizioni” selettive: rapimenti di leader sindacali, partiti politici, organizzazioni di resistenza, organizzazioni studentesche. I sopravvissuti racconteranno di torture ed esecuzioni sommarie.

Nel corso della guerra civile appaiono anche i primi “squadroni della morte“: reprimettero il movimento anti-governativo e furono responsabili dell’uccisione di migliaia di persone, molte delle quali semplici cittadini.
Nel frattempo due nuove organizzazioni guerrigliere, e poi una quarta, nascevano nel paese.

Reagan riesce a convincere il Congresso a intraprendere un aiuto militare diretto nel paese. Nel frattempo vanno avanti le cosiddette “campagne di terra bruciata”:  centinaia di villaggi indigeni vengono cancellati dalla faccia della terra.

guatemala_firma_paceLa guerra civile, nel complesso e’ durata 36 anni, e solo nel 1996 ne e’ stata dichiarata la cessazione, mediante dei negoziati tra il fronte guerrigliero ed il governo. Gli accordi di pace sancivano alcune importanti misure sul fronte sociale, agricolo, dei diritti umani e della ricostruzione storica.

Da allora parecchi fatti concernenti le violazioni dei diritti umani sono stati accertati e consegnati alla memoria storica. Le violenze sono andate avanti in maniera molto sporadica (sparizioni, uccisione di attivisti, vescovi impegnati..)
Parecchi sfratti sono stati compiuti ai danni di popolazioni indigene.

guatemala_oggiIl governo attuale (Alvaro Colom) sembra incapace di far fronte alle necessita’ rinnovatrici del popolo guatemalteco, e dopo un iniziale periodo di sforzi in campo sociale e assistenziale sembra aver dissolto parte della propria efficacia.
A cio’ si aggiunge che parecchie sedi istituzionali (autorita’ locali, rami della polizia) sono infiltrate dalla mafia, dalla criminalita’ organizzata, dai narcotrafficanti e da altre “forze reazionarie”.

eluana e’ morta presto

(alias “percorsi di rincoglionimento globale“)

venuto meno il caso che ha monopolizzato l’attenzione nazionale per giorni e giorni, il governo si trova costretto ad elaborare un altro tema-distrattore per distogliere l’opinione pubblica dal tentativo di riforma costituzionale.

a quanto pare ci riesce benone:

repubblica_home_stupri

o_O

ma cosa sta succedendo in italia??

facciamo una piccola premessa e poi analizziamo due grafici.
la Paura e’ uno dei principali mezzi di controllo sociale, usato per terrorizzare la gente e ridurla all’immobilita’.
nell’era post 11 settembre “terrorismo”, “sicurezza”, ecc.. sono parole di uso comune nel linguaggio dei politici e dei media.
nell’ultimo pacchetto “sicurezza” (passato al senato e in discussione alla camera) sono previste norme che inaspriscono le pene a carico dei clandestini.
l’idea di Sicurezza viene piu’ volte richiamata dai media DOPO campagne diffamatorie ai danni di rom, rumeni, bulgari, polacchi, albanesi, musulmani e PER PROMUOVERE svariati “pacchetti sicurezza” (un altro era nel 2007) e misure di controllo sociale.
il governo sta tentando di attuare due importanti riforme: quella della giustizia e quella sulle intercettazioni. – ne parla oggi travaglio su http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/?r=135020

ora passiamo ai grafici. quello che mi colpisce di piu’ e’ la loro forma ondulatoria: si parla di “sicurezza” ad intervalli regolari!!
mi colpisce anche molto che i due grafici, seppur differenti, tuttavia coincidono!!

il primo e’ tratto da technorati ( http://technorati.com/chart/sicurezza ), e rappresenta l’uso del termine “sicurezza” nei blog e nelle fonti di informazione. quindi cio’ che la gente scrive.
(cliccare sull’immagine per ingrandire)

sicurezza_blogs

il secondo e’ tratto da Google Insights for Search ( http://www.google.com/insights/search/#q=sicurezza&geo=IT&date=today%201-m&cmpt=q ), e rappresenta la quantita’ delle ricerche con la parola chiave “sicurezza”. quindi cio’ che la gente cerca. (cliccare sull’immagine per ingrandire)

sicurezza_ricerche

quello che mi sorprende e’ che i due grafici coincidano perfettamente e con oscillazioni periodiche!
in altre parole ad intervalli regolari la gente scrive E si informa a proposito di “sicurezza”. in perfetta sincronia.. com’e’ possibile??

manipolazione dell’informazione a fini politici/controllo sociale??
occhi aperti!!

Cos’e’ la School of the Americas?

soaLa School of the Americas (SOA), il cui nome e’ stato cambiato nel 2001 in “Istituto dell’emisfero occidentale per la sicurezza e cooperazione” e’ una scuola di addestramento militare per soldati dell’America Latina, e si trova a Fort Benning, in Georgia.

Inizialmente istituita nel Panama nel 1946, e’ stata cacciata dal paese nel 1984. L’ex presidente del Panama, Jorge Illueca, dichiaro’ che la School of the Americas era “la piu’ grande base per la destabilizzazione in America Latina“. La SOA, anche detta “scuola degli assassini”, ha lasciato una traccia di sangue e sofferenza in ogni paese in cui sono andati i suoi laureati.

Nell’arco di 59 anni, la SOA ha addestrato oltre 60mila soldati latinoamericani in: tecniche di controinsorgenza, cecchini, reparti speciali, psicologia militare, intelligence militare e tecniche di interrogazione. Questi professionisti hanno costantemente usato le loro abilita’ per fare guerra contro la loro stessa gente. Tra gli obiettivi ci sono stati educatori, sindacalisti, religiosi, leader studenteschi, e altri che lavorano per i diritti dei poveri. Centinaia di migliaia di Latinoamericani sono stati torturati, stuprati, assassinati, rapiti, massacrati e costretti all’esilio da quelli che sono stati addestrati alla Scuola degli Assassini.

(tradotto da: http://www.soaw.org/type.php?type=8)

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