Contro ogni idea di “genero”

Vaffanculo!
.. alla cultura maschilista, ugualmente oppressiva degli uomini come delle donne!
.. a quelli che “gli uomini non piangono”!
.. al sommo concetto di Virilità!
.. agli uomini da copertina, all’ostentazione degli oggetti, al pavoneggiare il tenore di vita per attrarre più figa, come tacchini pettoruti o rospi in calore!
.. al modello del cacciatore-sempre-in-tiro e delle bambole-in-vetrina, volgarmente materialista e riduzionisticamente offensivo degli uni e delle altre!
.. alla paura che non ti fa ammettere di avere una sana voglia di cazzo!
.. al caro e temuto obbligo: di SoddisfarLa!
.. a quelli che “prima le donne, gli anziani e i bambini”!
.. a chi parla di repressione femminile, senza toccare la conseguente e inevitabile frustrazione maschile!

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Published in: on 10 luglio 2010 at 20:09  Lascia un commento  
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dalla mail di un amico

empaticamente condivido, ergo copincollo:

“negli ultimi mesi si è rafforzata in me la sensazione che nessun lavoro in questa società potrà mai gratificarmi, a parte forse un lavoro nel sociale, perchè qualunque cosa andrò a fare, dall’umile facchino al mega-fisico-stellare starò comunque alimentando un sistema che non mi piace; quindi non si tratta più di trovare un lavoro che mi gratifichi come persona in questa società ma trovare qualcosa da fare che mi dia almeno l’impressione di stare facendo qualcosa di concreto per cambiare il sistema o perlomeno di non alimentarlo.
topo_campagna_citta2E’ proprio il fatto di abitare in città che non mi va giù; cioè da una parte mi piace, hai un sacco di comodità ed è anche bello andare in giro per stradine, guardare gli edifici,i monumenti e tutto il resto, però contemporaneamente so che solo per il fatto che sono qui, sto alimentando il capitalismo e il consumismo, posso stare attento quanto voglio ai prodotti che compro ma alla fine i soldi vanno nelle tasche dei soliti pochi, sto inquinando a bestia solo per il fatto di cagare e pisciare in un sistema fognario che si limita a sprecare acqua potabile,a inquinare i mari e a consumare petrolio a non finire per ridepurare quell’acqua, senza contare la spazzatura che produco, l’inquinamento e le guerre necessarie a darmi il cibo e l’energia per farmi una lavatrice e guardare i simpson in televisione; poi ci sono altre migliaia di cose, il discorso del denaro, il continuo martellare mediatico che ti rincoglionisce e ti indottrina senza che te ne accorgi,etc.etc.”

mo’ che faccio un figlio gli racconto sta storia. (link)

Published in: on 15 gennaio 2009 at 14:58  Lascia un commento  
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la cicala e’ la formica 3.0

La formica da vecchia

Un giorno la formica invecchio’. Si risveglio’ all’improvviso che aveva sessant’anni, e nell’intimo delle sue lenzuola fece una riflessione.

guardo’ al tempo passato e si dispiacque di non aver fatto nulla che lavorare. la sua unica vita a questo mondo, passata ad accumulare e accumulare e accumulare.
insomma spostare oggetti, averne sempre di piu’.. ora poteva darli ai suoi formichini.. ma cio’ non toglieva il senso di inutilita’ della propria vita.

e poi i formichini cosa avrebbero dovuto farne di tutti questi beni?
si’, avrebbero avuto una vita piu’ agiata.. ma che farne se questa era stata svuotata? che senso aveva tutto cio’? avrebbero dovuto anche loro accumulare per trasmettere ai figli? solo questo? tutto qui la vita? una rincorsa continua?

La formichina vuole fare volontariato

Una formichina ando’ un giorno a fare volontariato. Ando’ ad accarezzare i piccoli afidi negri che le facevano tanta tenerezza e che aveva visto un giorno in tv. Porto’ loro anche un po’ di succo dolce.

Ora, dovete sapere che -anche nella realta’- gli afidi producono un succo dolce, detto “melata”. Le formiche “allevano” gli afidi e prelevano la melata. Leggi cosa dice Marco a proposito!

Mentre la formichina donava con grande soddisfazione agli afidini un po’ del succo dolce che loro stessi producevano, un afide un po’ piu’ irriverente degli altri si alzo’ e disse:
“cara formichina, grazie per quello che stai facendo, vedo che il tuo cuore e’ puro.
ma per favore di’ a quella gran baldracca della regina che e’ tutta colpa sua se siamo poveri, perche’ voi formiche ci rubate il succo dolce!!”

la formichina si senti’ offesa e subito rispose “ma come ti permetti..” quando l’afide la interruppe:

“cara amica, forse non lo sai e tu vuoi solo aiutarci. ma devi sapere che noi non avremmo bisogno del vostro ‘aiuto’ se la smetteste di vivere sulle nostre spalle!
cinque secoli fa voi formiche avete iniziato a depredarci, ‘colonialismo’ lo avete chiamato, e venti anni fa, dopo che avevamo strappato con la forza l’indipendenza, ci avete indebitato, e ora lavoriamo per pagare quel debito.
inoltre avete costruito un sistema per cui ci dividete tra noi afidi, e usate alcuni di noi per bastonare tutti gli altri. se uno vuole venire da voi, avete posto un sacco di impedimenti, cosi’ mentre suda per tirarsi fuori dalla merda, lavora per voi a buon mercato. e siccome sono in pochi quelli che ce la fanno, tutti gli altri continuano a lavorare per voi a buon mercato.. e il sistema va avanti, e voi che siete ai vertici ne traete il massimo vantaggio!”

la formichina si senti’ dapprima offesa e indispettita. poi si calmo’ un attimo e cerco’ di capire il discorso dell’afide. quindi rispose:

“ma io sono qui per aiutarvi! vi aiuto.. a svilupparvi!”

e l’afide:

“ho capito che lo fai col cuore, e ti ripeto che non sono arrabbiato con te, perche’ tu sola ci vuoi bene veramente.
sono arrabbiato con l’ipocrisia del sistema. volete ‘svilupparci’? bene, smettetela di depredarci!
noo.. voi volete donare al povero per sentirvi grandi. e non sarebbe soddisfacente se non fosse povero! volete tenerci in schiavitu’ e poi sentirvi generosi mentre ci aiutate!
volete aiutarci? bene, dateci quello che avete!

tu sei qui per aiutarci e quello che otterrai e’ farci salire un po’ piu’ su lungo la piramide.
ma finche’ non si cambia FORMA alla piramide, essa avra’ sempre una base, e se non saremo noi sara’ qualcun altro a fare il lavoro sporco per noi!”

La pena della cicala
(lavoro, non-lavoro, le pieghe del sistema)

Quando la cicala inizio’ a lavorare, senti’ una gran pena dentro di se’.
Sentiva che le giornate, le settimane scorrevano velocissime, e non viveva piu’ il tempo come prima.

Prima sentiva ogni minuto che passava, e faceva un sacco di cose, e ne imparava di nuove, conosceva un sacco di gente, e diventava ogni giorno piu’ esperta e piu’ saggia. Eppure non le mancava niente: ne’ da mangiare, ne’ da dormire.

Ora non possedeva piu’ il suo tempo. Il lavoro era noioso e la vita non la riempiva piu’ di gioia, come un tempo.

Prima, quando non lavorava, si chiedeva come potessero gli altri affannarsi tanto, e non prendersi qualche pausa ogni tanto.
Si sentiva anche un po’ in colpa perche’ non stava facendo niente, e qualcun altro stava lavorando per produrre il cibo che lei avrebbe mangiato.

Ora pero’ sentiva che la vita, la gioia, l’energia, stavano su tutta un’altra strada.

Sapete come aveva sopravvissuto la cicala, dopo che la formica le aveva risposto picche?
Aveva notato che dal formicaio buttavano un sacco di cibo ancora buono. Si era avvicinata e aveva mangiato fino a sazieta’.

Ora la sua pena era: in un sistema che produce fino al superfluo, che spreca l’inverosimile, in cui si puo’ vivere senza lavorare, valeva proprio la pena di lavorare?
Se la gioia e la vita stavano altrove, valeva la pena di dedicare la vita alla produzione?!
Valeva la pena di aderire al sistema con le sue leggi di produzione e guadagno, quando COMUNQUE se ne poteva sopravvivere al di fuori, e il sistema avrebbe COMUNQUE prodotto, extra-prodotto, buttato, sprecato un sacco di cose?
Non sarebbe stato piu’ semplice infilarsi nelle pieghe del sistema?

Il sistema riesce a produrre case e poi lasciarle vuote per 20 anni, riesce a produrre cibo e poi gettarlo ancora confezionato, riesce a costruire macchine e farci viaggiare una persona sola.
E poi ti mette al lavoro per due spiccioli.

Gli altri post della stessa serie sulla Cicala e la Formica:

https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/18/la-cicala-e-la-formica/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/19/la-cicala-e-la-formica-20/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/22/la-cicala-e-la-formica-30/
https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2008/10/28/la-cicala-o-la-formica-40/

resoconto delle ultime ore

ciao a tutti e a tutte!

domani parto per l’italia, come dicevo ho un bus parigi-roma, poi devo cercare un bus o un treno..

in questi giorni ho girato un po’ la citta’, visto un po’ di pietre (ah, si’, io in genere le cose tipo notre dame o il pantheon le chiamo pietre.. niente di oggettivo, solo insensibilita’ personale, magari un giorno faccio un post su quanta simpatia mi suscitano castelli e chiese..)

ho anche letto un sacco di freud, ho quasi finito “l’interpretazione dei sogni”, fenomenale! spero di parlarne piu’ avanti, ad esempio a bari, quando avro’ tempo e computer.. non vi meravigliate di leggere post pubblicati in notturna 🙂

per cambiare un po’ argomento, stasera ho visto un film, “la gang del bosco”, e le mie antennine psicologiche-scettiche-quasicomplottiste hanno iniziato a vibrare..
ricordate quello che avevo scritto su ratatouille? (qui) beh, non per rompere le palle sugli stessi argomenti ma la dreamworks ha fatto un film d’animazione in cui gli animali sbavano per gli oggetti prodotti dal sistema e cercano di appropriarsene e goderne (tv, videogiochi, cibo in quantita’, patatine..)
il film e’ pieno di oggetti riconoscibili, con i nomi invisibili ma riconoscibili: pringles, coca cola, panini mc donald, patatine fritte, redbull..
il segno di massima gratitudine che il gruppo riesce ad esprimere verso uno dei protagonisti e’ procurargli un mucchio di “cose”, una poltrona davanti alla tv ed un telecomando in mano..

indubbiamente troppo presto per parlarne, in genere aspetto di vederli due volte i film come questo, prima di giudicare.. pero’ le antennine si attivano gia’ alla prima.
la stessa cosa vale per “across the universe” e “the dreamers”, che prima o poi vorrei rivedere, ma con carta e penna in mano 🙂 !!

che altro?
non ho idea di quando arrivo a bari, ma appena arrivo prometto una valanga di post tostissimi!
questi passati sono stati pienissimi di fermento e l’internet-astinenza ha prodotto pagine e pagine di diario! appena torno sulla tastiera di mio fratello saturo il web!!

ciauxxxxxxxxxxxx!

Published in: on 6 luglio 2008 at 22:30  Comments (1)  
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I… tanti comandamenti del perfetto consumatore

A volte al supermercato mi sembra di avere piu’ precetti di un ebreo osservante superconvinto!!

Scrivo con ironia, ma e’ davvero cosi’ che dovremmo comportarci per contrastare (o almeno non-contribuire) ad un sistema perverso, che riesce a vendere l’impossibile e l’indecente solo perche’ costa di meno, o perche’ e’ attraente.
L’economia moderna e’ la dimostrazione di come il capitalismo possa produrre danni enormi sulle persone e sull’ambiente e tutto solo per inseguire la legge del profitto.

Se Mose’ fosse ancora vivo, Dio gli avrebbe dato le “Tavole 2.0”, che qui trascrivo:

1. Non comprerai cio’ che contiene pezzi di animali o loro derivati

2. Non comprerai da multinazionali, cio’ che e’ sotto boicottaggio o comunque cio’ che e’ fatto da grosse aziende

3. Non comprerai frutta e verdura fuori stagione, i frutti tropicali o comunque cio’ che viene da troppo lontano

4. Non comprerai OGM, e cercherai di tenerti sul biologico

5. Non comprerai cio’ che e’ confezionato singolarmente, cio’ che ha troppi imballaggi e comunque troppo packaging

6. Non comprerai cio’ che ha conservanti, coloranti, glutammato monosodico e altre cazzate

7. Non comprerai cio’ che e’ fatto da lavoratori malpagati, sfruttati o comunque in pessime condizioni di lavoro

8. Non comprerai cio’ di cui non hai stretto bisogno, o comunque cio’ che fa parecchia pubblicita’

9. Preferirai lo zucchero di canna, il riso e la farina integrali a quelli raffinati. Preferirai la verdura fresca a quella surgelata; l’insalata intera a quella lavata e imbustata; la frutta fresca alla marmellata

10. Non comprerai cio’ che e’ fatto con processi produttivi spreconi e inquinanti

stupidopilo e le elezioni

Arrivò il tempo delle elezioni e Stupidòpilo si trovò a dover scegliere quale candidato votare. Nonostante morisse dalla voglia di andare all’Auchan a contribuire alla spirale dell’economia, tuttavia decidette di sedersi davanti alla tv e da buon cittadino scegliere chi avrebbe contribuito di più a far crescere i fatturati di questo paese.

Per primo parlò un omino. Prometteva la privatizzazione di beni e servizi, come l’acqua ad esempio. E Stupidòpilo rifletteva: dare un prezzo all’acqua?! Mi sembra un’assurdità inconcepibile!
Ma poi pensò: così facendo, qualcuno potrà venderla, guadagnarci, fatturare, sono soldi, mercato, crescita, PIL!! i suoi occhi brillarono di commozione..
Introducendo il denaro magari i prezzi dell’acqua sarebbero aumentati, e qualcuno non avrebbe potuto permettersela, ma il mercato era avvantaggiato e Stupidòpilo se ne rallegrava.

Poi parlò l’omino delle grandi opere. Disse che erano cose importanti per stare al passo coi tempi, che incrementavano i trasporti e il commercio.
Per un attimo Stupidòpilo si chiese come queste cose potessero giovare alla sua vita quotidiana, se alla fine gli sarebbe entrato in tasca qualcosa o avrebbe ricevuto dall’affare solo più inquinamento e più rumore..
Ci pensò solo per un attimo, poi il potere ipnotico delle parole “commercio” e “sviluppo” lo fece immediatamente desistere da queste idee da disfattista e sovversivo.
A dir la verità un po’ si chiese se avesse senso un fiume di soldi per la mafia, e se servisse costruire un ponte in un’area dove la Salerno-Reggio Calabria è in costruzione da trent’anni; gli venne qualche dubbio, ma il politico dalla tv ripeteva di nuovo e a voce più alta che l’opera era importante per la crescita e questo bastò a fugare ogni dubbio, perchè finchè c’è crescita c’è speranza.

Apparve un omino a parlare di equità sociale. Diceva che non ha senso produrre se la ricchezza non arriva a tutti. Proponeva alte tasse per i ricchi e servizi sociali gratuiti per tutti.
Stiamo scherzando?! Questa cosa Stupidòpilo proprio non la concepiva!! Chissenefrega a chi va la ricchezza, l’importante è che il PIL cresca!!
Forse ci saranno i super-ricchi che andranno nelle cliniche private e manderanno i figli nelle scuole private, saranno protetti da polizia privata e avranno la loro personalissima assicurazione-che-copre-tutto; e dall’altra parte i poveracci precari sfruttati e malpagati, senza accesso agli ospedali, con i figli nelle scuole peggiori.. insomma un po’ come funziona negli USA.. ma guarda che PIL!! puoi comprare e vendere di tutto e ci sono milioni di poveri.. sono la superpotenza mondiale e gli ospedali ti sbattono la porta in faccia se non sei assicurato.

Ascoltò un po’ tutti i comizi e alla fine si sentiva un po’ confuso. Tuttavia si rallegrò che tutti i politici avessero a cuore il tema della “crescita”: ciò gli toglieva l’imbarazzo della scelta e si sentiva leggero.
Sembrava che ogni colore politico affogasse nell’utopia della crescita ogni ideologia e disputa: quando si cresce si sta bene tutti.
“Per fortuna che – almeno in questo paese – non devo temere quei pazzi della decrescita!! Per  fortuna quelli lì non hanno rappresentanza tra questi partiti!!”

Proprio mentre pensava queste parole, lo spirito della madre terra si impossessò del televisore e parlò:
“Bestia! Mi sono rotta i coglioni di sopportare quello che mi state facendo! Tagliate i miei fratelli alberi e mi immerdate di rifiuti!!
Ho disposto altri 30 anni di petrolio, poi non avrete più energia!
Smaniate per la crescita ma state impazzendo tutti, e quando smetterò di rifornirvi di rame e ferro,  quando non saprete come trasportarvi, come concimare, come arare, allora col cazzo che parlerete di crescita!”

Stupidòpilo ascoltava la scatoletta posseduta ed era esterrefatto. Non aveva parole.

Il racconto che avete appena letto appartiene alla “Saga di Stupidòpilo

In rete ho trovato un ottimo filmato che si chiama La storia delle cose. Parla di come funziona il sistema, cos’è il consumismo, l’impatto delle cose che acquistiamo, i rifiuti..
Lo trovate qui, e questo è il link diretto: download.

contro il denaro (terza parte)

Erano anni che mi chiedevo cosa volessero dire quelle parole, date a cesare quel che è di cesare..

poi ad un tratto ci sono arrivato: i soldi sono i gettoni di babilonia, date a babilonia quello che è di babilonia, restituite al gioco i suoi gettoni. I soldi fanno il mondo corrotto, malato; ridate indietro le fiches e inventatene uno nuovo senza soldi!

Il sistema mette a pulire le strade gli indiani e i magrebini; mette attrazioni allucinanti al mondo e solletica con le pubblicità; poi fa dormire i fratelli per strada, e li chiama barboni. questo è quello che sanno fare i soldi; non si può servire dio e mammona allo stesso tempo; il rispetto dell’uomo e dell’ambiente va in tutt’altra direzione!

[non aggiungo altro.. silenzio.. pensateci]

Published in: on 11 aprile 2008 at 22:00  Comments (3)  
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contro il denaro (seconda parte)

nel progettino della serie “contro il denaro” intendevo scrivere anche un post meno ideale e più concreto. ma poi ci pensavo e mi chiedevo: cosa ci metto? faccio l’enciclopedia delle devastazioni provocate dal sistema economico? gli effetti negativi del consumismo? dobbiamo scrivere che la gente quando si trova i soldi in tasca perde la testa? devo scrivere che i padroni tendono a massimizzare i profitti tagliando i costi e questo si ripercuote sui dipendenti e sull’ambiente?

dobbiamo dire che il massimo business è rappresentato dalla pubblicità, che altro non è che l’arte di vendere cose di cui non abbiamo bisogno a gente che continuerà a desiderarle oltre le proprie possibilità finanziarie?
dobbiamo dire che ci sono fior fiore di tecnici ed esperti che passano tutto il giorno ad affinare queste tecniche per penetrare proprio ovunque e che battono senza pietà proprio sui bersagli più deboli – perchè un adulto ci pensa un attimo e dice: non ne ho bisogno – ma i bambini e gli adolescenti rappresentano una categoria di consumatori eterni e sempre influenzabili con nuovi desideri?

ma insomma, c’è bisogno di dirle queste cose?!

c’è bisogno di dirlo che le nostre preoccupazioni ruotano attorno alle bollette, l’affitto, il PIL, percentuali, l’azienda, i guadagni, i profitti, i costi, e sembra che non ci siano altre cose belle nella vita?
a quanto pare sembra di sì: c’è bisogno di dirlo. sembra che non lo vediamo da noi.
Si dice che l’ultima cosa che un pesce potrebbe scoprire è l’acqua.

e pare proprio così, visto che la gente continua a vivere nel binomio lavoro-consumo.. nel senso che questo l’assorbe completamente.

quanti di noi si ammalano? quanti sono stressati? quanti hanno allergie, asma, o non riescono a dormire bene?
quanti comprano cose inutili.. non potrebbero semplicemente lavorare di meno?
quanti di noi passano le domeniche nei centri commerciali?
quanti di noi invidiano quell’altro che si è appena comprato il telefonino nuovo? o che si fa un viaggio in aereo? o che ha una bella casa?

Ma sono proprio importanti queste cose?

Published in: on 11 aprile 2008 at 13:49  Lascia un commento  
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contro il denaro (intro)

Un giorno apri il contenitore che tieni sempre in tasca e ci trovi dentro dei dischetti metallici, dal colore dorato, merlettati e luccicanti. Li vedi come mai li hai visti prima. Sono soldi, ma ti appaiono come l’elemento più estraneo che ci possa essere.

Eccolì lì, i tuoi euri, le tessere del sistema, i gettoni di Babilonia, le fiches di questo gioco.
Sono gettoni, perchè come nelle sale giochi si usano per le varie attrazioni, ma qui non hai il biliardino, il flipper, qui hai la macchina nuova, la macchina fotografica digitale, la cena al ristorante, il viaggio vacanze, tutti i tuoi desideri hanno un prezzo, e con i gettoni li puoi comprare.
Compri il sesso, compri il potere, compri i vestiti e la bellezza, compri la casa, compri anche il cibo e tutte le comodità. Vivere nel nostro mondo oggi significa comprare, significa dar via i gettoni per avere le cose.

E la cosa più buffa è che non tutti lo possono fare allo stesso modo: esistono i ricchi, che hanno molti più gettoni degli altri (e quindi possono mettere le mani su più attrazioni luccicanti), e ci stanno i poveri, che quelle cose non se le possono permettere, anzi, a volte neanche riescono a soddisfare i bisogni primari.
Perchè dovete sapere, anzi lo sapete già meglio di me, che dentro Babilonia non solo i lussi si pagano con i gettoni, ma anche le cose necessarie ed importanti, e dentro lo stesso parco divertimenti dove c’è abbondanza di ogni cosa c’è chi non ha ciò che gli serve per vivere perchè gli altri non glielo vogliono dare, perchè non ha i gettoni dorati ovviamente.

In più a Babilonia i gettoni stanno ovunque, anche nella testa delle persone. Anzi, si può dire che quasi non pensano ad altro. Affari, soldi, progetti, sogni, politici che parlano solo di economia, bimbi che pensano alla loro carriera, studenti che pensano ai loro sbocchi, tutto è un comprare e vendere, da quando ti svegli la mattina a quando passi le tue notti fuori, e anche la domenica si va in un posto con le vetrine e gli oggetti, un posto che è stato creato per dare i gettoni e prendere gli oggetti, solo che avrai sempre meno gettoni delle cose che vorresti prendere. La tv non parla di altro, e anche i giornali sono pieni di una cosa chiamata pubblicità, che è un invito a prendere oggetti di cui non hai bisogno con i gettoni che non hai.

Le cose da mangiare, per abitare, per fare le faccende quotidiane -insomma cose di cui tutti avremmo bisogno- finiscono nelle mani di chi ha più gettoni, e non di tutti.. che strano modo di far muovere le cose!!

Ho detto Babilonia?

[puoi leggere il seguito nella categoria “sul denaro“]

Published in: on 10 aprile 2008 at 16:24  Comments (2)  
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Sobrietà

sobrietàCiao a tutti e a tutte!

Sto leggendo un libro fantastico! Sobrietà, di Gesualdi (sì, lo stesso della Guida al consumo critico)
A confronto No logo di Naomi Klein gli fa un baffo..

Peccato soltanto che abbia un titolo così.. sobrio! Il guaio è che suona male, ma il libro in sè è potentissimo. Come sintesi, ampiezza e vigore degli argomenti è paragonabile al Manifesto del partito comunista di Marx ed Hengels.
Consumismo, ricchezza, spreco, divario Nord-Sud, problemi ambientali, problemi sociali delle nostre città atomistiche, proposte alternative, distretti solidali, economia partecipata, banche del tempo, comitati di quartiere.. questi ed altri sono i temi trattati nel libro.
Racconta davvero di un “nuovo modello di sviluppo”. Propone alternative, iniziative..

Mi piace soprattutto perchè mentre lo leggo mi ispira, mi fa pensare, mi fa immaginare a cosa si potrebbe fare per..
Dà idee, spunti, racconta fatti e problemi. E poi mette dentro davvero tante cose!

L’ho quasi finito.. a chi lo passo dopo? E’ da un po’ di tempo che ho deciso che non voglio conservare i libri che leggo: non mi è mai capitato di rileggere un libro.
Da ora in poi preferisco passarli, per farli leggere, perchè è meglio che le idee cìrcolino. Chi lo riceve può o tenerselo o darlo a sua volta a qualcun altro..
allora, chi lo vuole?

Published in: on 11 febbraio 2008 at 19:27  Comments (5)  
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