Il passo del granchio

Per chi se lo fosse perso, sono impegnato da circa 4 mesi, cioè da quando sono tornato dal Guatemala, nello studio della programmazione informatica (linguaggio PHP, MySQL, CSS, Jquery, Ajax ecc..) e come ai tempi londinesi mi viene da riflettere sul mio ruolo in questo mondo, la funzione lavorativa nella vita, l’uso del mio tempo ecc..

E’ facile farsi tentare dal credere che la programmazione web possa avere un’utilità sociale, specialmente nei giorni in cui si blatera che la protesta libertaria dei paesi arabi sia nata su Facebook. Poi guardo alla mia vita e ricordo che NULLA di importante mi è arrivato tramite internet. Persino Couchsurfing mi era stato consigliato da un amico in carne ed ossa. Lo stesso vale il WWOOF e le esperienze epiche che portarono alla nascita di questo blog.

E’ facile farsi tentare e trovare pretesti per non partecipare alle riunioni delle associazioni, inventando scuse (buone solo per se stessi) sulla loro inutilità, inefficacia o disorganizzazione, mentre pian piano ci si allontana dal mondo impegnato per aderire un po’ di più al “sistema”, mentre cresce la sensazione di prostituzione: sacrificarsi, trasformarsi in una bambola piacente che non seduce con la prosperosità dei propri seni ma con un CV ricco e ben curato. Quando si analizza il fenomeno della prostituzione mediatica nella televisione italiana degli ultimi 30 anni (per intenderci: le vallette, la mercificazione del corpo della donna, il cui apice è Berlusconi e la sua cricca) quello che più risalta è l’interiorizzazione da parte di tante giovani ragazze delle logiche “maschiliste” dei capi e del pubblico. Tante ragazze oggi *desiderano* “spogliarsi” in televisione perchè lo considerano un momento di successo, un obbligo praticamente implicito, l’obbedienza ad una legge naturale come la legge di gravità. Come entrare in ascensore e dover premere “quel” pulsante per salire, nell’universo delle celebrità o nella soddisfazione del necessario bisogno dell’onnipresente lavorare.

Studio l’informatica, aumento le mie conoscenze tecniche non perchè lo consideri una fonte di crescita interiore, ma perchè spero che mi permetta di trovare un lavoro. E con coscienza so che per quanto possa perfezionare le mie abilità nella costruzione di applicazioni perfettissime non sto avanzando di un millimetro nella mia Vita, quella che si scrive con la V maiuscola, quella che è fatta di crescita e maturazione, dell’osservare il mondo con gli occhi di un bambino e trovare vie migliori nel segno del rispetto, della felicità e dell’amore.
Mi sto muovendo lungo una lunghissima linea orizzontale, uno spostamento neutro, come una forza che sposta il suo punto di applicazione perpendicolarmente alla direzione e così facendo non compie lavoro, insomma con la stessa sensazione con cui si afferma “la tecnologia non è nè un bene nè un male, è solo uno strumento”. E’ questo il passo del granchio.

Curiosamente guardo i miei ultimi 7 anni riflessi nel mio CV: le esplorazioni epiche di cui parlavo prima corrispondono a dei buchi, dei vuoti. Chiaramente nel CV non ci sono le traversate in autostop dal Veneto alla Turchia, il fango delle zappe elfiche, i materassi dei couchsurfers, le loro padelle calde ed unte mentre si parlava dei governi e della vita, i boschi della Bosnia, i cardi del Portogallo, i campi di colza della Danimarca, le guacamayas del Venezuela, i machetes del Chiapas e la guanabana della Colombia. Quando la mia vita avanzava il mio CV faceva un posto bianco. Ora invece che dedico le mie giornate ad arrays e funzioni esso diventa più ricco e succoso. Il passo del granchio.

L’unica cosa che mi dà ancora speranza è ricordare ogni giorno ciò per cui sto lavorando; il cammino che ho tracciato sulla mappa che come in tutte le storie che si rispettano conduce al tesoro: fare soldi, poi mandare tutto affanculo, comprare la terra e vivere in una comune agricola.

Annunci
Published in: on 25 febbraio 2011 at 16:06  Comments (2)  
Tags: ,

Sei Giorni

Sei giorni al ritorno in Italia, sei giorni al ritorno al mio vecchio mondo, al mio vecchio paese.

Sei giorni ad un salto nel vuoto, ad una nuova esperienza, o meglio tante.

Un saluto al Guatemala, terra di sangue e d’amore; un buongiorno all’Italia, vecchia e conosciuta ed oggi ancora più in ginocchio.

Sei giorni.

Solo sei giorni.

Published in: on 8 ottobre 2010 at 19:17  Lascia un commento  

a pochi giorni dal ritorno..

già! il periodo da volontario con Peace Brigades è quasi terminato.. rimangono 10 giorni di lavoro ed una manciata di vacanze.. e poi?

poi saluterò le amicizie e gli affetti per fare un salto nel vuoto, uno dei tanti (in fondo!), ma non so perché mi spaventa un po’.. sarà il ritorno nella mia città natale, sarà che adesso si inizia a fare sul serio, sarà una serie di coincidenze però mi sento adesso di fronte ad un punto di svolta.

Published in: on 3 settembre 2010 at 23:51  Lascia un commento  

lanquin!!

reallizato il primo accompagnamento!! yuhuu!! ecco un po’ di foto, sono tutte di lanquin in alta verapaz, guatemala; l’ultima e’ di una cena a casa.

atmosfera magica alle 6 del mattino..

atmosfera magica alle 6 del mattino..

100_0954

100_0955

100_0957

100_0958

100_0959

100_0962

100_0951

Published in: on 24 ottobre 2009 at 15:26  Lascia un commento  

il lavoro soddisfacente

.. e la rivoluzione stipendiata

ieri notte mi sono fermato a pensare a quello che sto facendo, al lavoro e al tempo libero.

l’impatto PBI e’ forte: nonostante si tratti del periodo di formazione tuttavia ci sono parecchie cose da fare e il tempo libero scarseggia. soprattuto per quelli come me che fino a due settimane fa erano liberi cazzeggiatori a spasso per il mondo. a volte mi piacerebbe sentire di non avere cosi tante cose da fare (impegni in sospeso ecc..)

pero’ poi penso a quello che significava lavorare in un ristorante di londra, essere pagati una miseria per fare un lavoro da robot: lavare i piatti lasciando il cervello a casa, un insulto all’intelligenza e alla cultura, al cuore e a tutte le facolta’ umane che vanno piu’ in la’ dell’assicurarsi se il vassoio e’ ancora unto.

penso anche alla frustrazione di lavorare in un call-center e utilizzare le proprie facolta’ per impinguare il borsellino della vodafone, e sentirsi una parte della macchina capitalista: l’olio che lubrifica gli ingranaggi e fa si’ che i clienti non scappino via.

penso anche al possibile futuro lavoro nel campo dell’informatica, che mi permetterebbe di guadagnare abbastanza da poter coltivare i progetti politici e cosi’ via in una catena senza fine che si perde in un “non avere mai abbastanza tempo per fare tutto”. e il risultato e’: perche’ mai!?
se tanto esiste il fund-raising..

no, per il futuro mi oriento sicuramente nel campo dove sono: if you really want to change the world, just do it!
(ora lo so!)

io mascherato da osservatore :p !

io mascherato da osservatore :p !

e devo ammettere di essere davvero fortunato: essere pagato per lavorare per i diritti umani, cioe’ una piccola parte del grande cambio che tutti vogliamo vedere. poter usare finalmente il cervello, poter riflettere, analizzare, discutere. poter agire al fianco delle persone che davvero stanno lottando per delle condizioni migliori, o per una natura incontaminata, o per una rivoluzione culturale.
avere finalmente la possibilita’ di essere a scuola e imparare come funziona il mondo, poter ricostruire il puzzle delle cose umane pero’ questa volta da un altro punto di vista.

.. e tutto questo senza contare gli altri ragazzi del gruppo: gente buona che mi sta accogliendo davvero bene e che mi fa sentire come in una famiglia!

cos’ho di speciale per meritarmi tutto questo? assolutamente nulla! ho solamente fatto quello che tutti sono in grado di fare ma che spesso non fanno, per paura, per cultura o per mille altri motivi: rischiare il certo per l’incerto.

i sogni sono molto piu’ vicini di quanto siamo abituati ad immaginare.

Published in: on 16 ottobre 2009 at 15:13  Lascia un commento  

primi giorni (e orto botanico!!)

e’ gia’ passata la prima settimana con PBI e non ho ancora scritto nulla, come giustamente mi fa notare erica.
sono nel periodo di formazione e ho partecipato ad un paio di riunioni interne. col gruppo va tutto bene e ci sono stati anche parecchi momenti di svago (feste di commiato, lezioni a domicilio di salsa, ecc..)

si puo’ approssimatamente definire il team come “una gabbia di matti” e fa parte anche questo del gioco 🙂

a parte gli scherzi continuo a pensare che si tratta di un’esperienza unica e preziosa e che mi fara’ davvero da scuola per un sacco di cose che ho intenzione di realizzare nel futuro.
un piccolo timore e’ quello relativo all’immensa mole di dati che dovremmo studiare: la situazione in guatemala, le associazioni che accompagnamo, la loro storia, i vari attori in gioco, milioni di sigle, agenzie, istituzioni, entita’ e “cose” non meglio specificate..

staremo a vedere 😀

~*~

il dominio tk: si’, pare che sia andato a farsi benedire e quindi da oggi non si arriva piu’ al mio blog attraverso http://www.blogattilio.tk bensi’ solo con l’indirizzo diretto di wordpress: piccoloverdeelfo.wordpress.com

~*~

inutile ripetere che la premiazione di obama con il nobel per la pace mi lascia un po’ allibito.. ma il nobel lo si vince con quello che si dice o quello che si fa?!
ci vuoleva il buon riccio a ricordarmi su facebook che anche a kissinger fu dato il nobel per la pace nel ’73, cioe’ quando gli USA facevano il colpo di stato in cile.

~*~

saluto con piacere la sentenza della corte costituzionale che definisce “charta pro culo” il lodo alfano e riporta berlusconi in tribunale.
ricordo poi al popolo italiano -o almeno a quel paio di amici che ancora non si sono stancati di leggermi- che manca ancora qualche passo prima di cantar “vittoria”:

  • berlusconi viene condannato per almeno un paio di ragioni delle tante che ha ostacolato in questi anni;
  • cade il governo;
  • chi si siede sulla poltrona cancella le leggi-porcata di questi 15 anni di governo piduista e mafioso;
  • magari si fa anche qualcosa di buono, ad esempio quello che avevamo detto qualche tempo fa..

solo allora potro’ dirmi contento. la strada e’ lunga, ma almeno il primo passo e’ stato fatto.

~*~

e ora un po’ di foto!! dell’orto botanico che ho visitato oggi, primo giorno libero da quando e’ iniziata la formazione e dell’angolino dove dormo nella mia stanzetta. (come sempre cliccare per ingrandire)

al museo di storia naturale

al museo di storia naturale

no ragazzi non vi state sbagliando, quelle che vedete alla sinistra sono kitschissime palline di polistirolo

no ragazzi non vi state sbagliando, quelle che vedete alla sinistra sono kitschissime palline di polistirolo

le meraviglie della pachamama!

le meraviglie della pachamama!

foglie con poca clorofilla..

foglie con poca clorofilla..

colori!

colori!

fiiiiiiighi!

fiiiiiiighi!

vermone? no, pianta rampicante :p

vermone? no, pianta rampicante :p

la stessa foto, pero' col flash (notare la differenza, bleah!)

la stessa foto, pero' col flash (notare la differenza, bleah!)

albero-cactus!

albero-cactus!

cactus col tronco

cactus col tronco

un seme pronto e uno in formazione

un seme pronto e uno in formazione

tappetino..

tappetino..

il mio angolino..

il mio angolino..

Published in: on 10 ottobre 2009 at 17:00  Lascia un commento  

a poche ore dal guatemala

a poche ore da un viaggio di 24 ore per arrivare in guatemala..

a poche ore da un anno come volontario con peace brigades, qualcosa che non ho mai fatto prima, che un po’ mi spaventa e un po’ sono mesi che lo aspetto.
qualcosa che mi mettera’ alla prova e mi fara’ faticare, ma che comunque vada – anche nel caso piu’ disastroso – mi insegnera’ tanto.

raga, me lo fate un augurio??

Published in: on 29 settembre 2009 at 09:04  Comments (4)  

foto arretrate

ho passato l’ultimo mese in due soli posti (caracas e pereira), segno che sono ormai stanco di vagabondare senza sosta.
oggi e’ l’ultimo giorno in colombia. oggi finisce il viaggio, o almeno questa fase durata gia’ cinque mesi. (il viaggio della vita, quello, non finisce mai!)

finalmente riesco a caricare un po’ di foto scattate nelle ultime settimane. come sempre cliccare per ingrandire:

a pochi chilometri da caracas

a pochi chilometri da caracas

la nave su due ruote

la nave su due ruote

paesaggi tra venezuela e colombia

paesaggi tra venezuela e colombia

in autobus, colori..

in autobus, colori..

ancora autobus..

ancora autobus..

uno dei momenti piu' fighi che sono riuscito a riprodurre. nubi e atmosfera magica..

uno dei momenti piu' fighi che sono riuscito ad immortalare. nubi e atmosfera magica..

colombia!!

colombia!!

mmm.. lenticchie!!

mmm.. lenticchie! il cibo degli dei!!

santa rosa, colombia

santa rosa, colombia

palme da cui si estrae cera, vicino salento

palme da cui si estrae cera, vicino salento

confusione geografica? :) no, e' colombia!

confusione geografica? 🙂 no, e' colombia!

eucalipti come fiammiferi in scatola..

eucalipti come fiammiferi in scatola..

alla ricerca della valle incantata. mirador vicino salento

alla ricerca della valle incantata. mirador vicino salento

l'allegra compagnia :)

l'allegra compagnia 🙂

Published in: on 28 settembre 2009 at 15:40  Comments (1)  
Tags: , ,

un paio di video

un paio di video per i miei fedeli lettori 🙂

il primo ritrae alcune case popolari costruite da Chavez per famiglie che vivevano nelle baraccopoli, in case di lamiera e cartone. Sono moduli prefabbricati, delle villette unifamiliari in lotti di terra organizzati che includono centri di assistenza medica, educativa e per riunioni cittadine locali.

il secondo l’ho girato mentre facevo l’autostop, a bordo di un pickup in un estenuante viaggio da merida a barquisimeto, in venezuela.

e non vi perdete la seconda parte del racconto sul venezuela, pubblicato esattamente qui sotto!

Published in: on 1 settembre 2009 at 12:25  Lascia un commento  

il venezuela di chavez (parte seconda)

Dopo aver cantato le lodi del governo Chavez, ecco le critiche che ho potuto raccogliere in quasi tre settimane.
Lungi dal pretendere di aver fatto un lavoro troppo serio (che richiederebbe quanto meno di compiere verifiche, dati alla mano in un lavoro di ricerca dal rigore montanelliano) posso al massimo trascrivere cio’ che mi e’ stato raccontato. Relata refero, dicevano i latini.

Chavez controlla l’opinione pubblica attraverso la censura dei mezzi di comunicazione.
Ha chiuso un canale televisivo e diverse decine di emittenti radio che erano apertamente contro il governo. Dopo questi fatti i rimanenti canali hanno dovuto seguire una linea meno ostile.

La presenza del partito dappertutto. Se non sei nel PSUV non lavori (negli incarichi pubblici). Professori antichavisti ora guidano taxi, e c’e’ gente -magari ingegneri- pagati dal governo per raccogliere firme e organizzare marce, eventi, manifestazioni, propaganda per il governo.
Ah, gia’, chiaro, non c’e’ distinzione tra “partito” e “governo”, ormai si identificano. D’altro canto c’e’ da dire che l’opposizione non esiste; e non perche’ ci sia repressione o persecuzione politica: super-divisa si’ e’ annichilita da sola. E anche gli antichavisti confessano che quasi non sanno se e’ peggio Chavez o l’opposizione, ladri e corrotti come e forse peggio dell’attuale presidente.

Quando dico “presenza del partito” mi riferisco anche ad un’altra impressione che ho avuto parlando con molte persone: che Chavez preferisca il colore alla qualita’. Meglio avere persone di fiducia nei posti che contano, meglio avere dei servi che persone di qualita’. Ad esempio quando l’industria del petrolio serro’ gli impianti per due mesi nel tentativo di destabilizzare il paese e rovesciare Chavez, egli subito dopo aver dominato lo sciopero liquido’ i vertici delle suddette industrie e li rimpiazzo’ con personale non all’altezza, per cui si perdettero molti contatti commerciali internazionali, e molto know-how manageriale, il che rende ora l’industria petrolifera (cosi’ come molti apparati dello stato) parecchio inefficienti.
O si pensi al fatto che i vertici delle forze armate e di polizia (si’, a queste latitudini non c’e’ tanta distinzione..) sono pagati molto profumatamente, in modo da tenersi buoni ed evitare qualsiasi tentativo di rovesciamento.
Incarichi dirigenziali pubblici, sono tutti in mano al partito. E nel settore pubblico quasi conta piu’ l’ideologia (e l’adesione al capo) che la professionalita’. Questo chiamo “la presenza appiccicosa del paritito”.

Altra cosa che si nota e’ l’uso di una propaganda (in piazza, in tv, sui muri..ovunque!) scevra di contenuti politici, ricca di slogan tipo “uh, ah, si va!“. L’organizzazione di apparizioni pubbliche, concerti, raduni col solo scopo di fare pubblicita’ al partito e rafforzare il consenso.

La presenza del partito (ad esempio sotto forma di manifesti propagandistici) nei luoghi che in un regime “democratico” dovrebbero essere neutrali, come prefetture, caserme di polizia, ecc..

Ha ampliato l’accesso all’universita’, pero’ al prezzo di introdurre contenuti “politici” (cioe’ indottrinamento) anche in corsi tipo medicina o biologia.

L’elevato tasso di corruzione all’interno del governo e dell’apparato pubblico: polizia, uffici pubblici. Occorre pagare per avere un passaporto, perche’ se non paghi te lo rilasciano dopo mesi. Per l’ospedale bisogna attendere, pero’ se “conosci” passi prima, ecc..

La politica del “dare il pesce senza insegnare a pescare” ha fatto si’ che la gente si sieda ad aspettare cio’ che il governo da’. Ci sono borse di studio per chi si iscrive all’universita’, pero’ occorre solo la firma, e ora molta gente si trova con soldi in mano senza aver fatto nulla.
Mi pare di capire che c’e’ anche un sussidio di disoccupazione che e’ di poco inferiore ad uno stipendio minimo, e per questo molta gente preferisce non lavorare piuttosto che faticare ore e guadagnare solo un pochino di piu’.

Molta gente e’ arrabbiata col sistema del cambio con le valute esterne. Dopo le nazionalizzazioni (di alcune industrie come quella petrolifera) il governo si trovo’ indotto ad approvare alcune riforme per evitare la fuga di capitali dal paese. L’acquisizione di dollari e’ fortemente controllata, cosi’ come l’esportazione di capitali.
Ora il tasso di cambio non e’ libero bensi’ fissato a poco piu’ di 2 bolivares per dollaro, e soprattutto la gente non e’ libera di cambiare quanti dollari desidera bensi’ e’ soggetta ad una limitazione di 2500 dollari annuali.
Si e’ sviluppato un mercato nero dei dollari, che si possono comprare pagandoli fino a 6 bolivares.
Una conseguenza negativa di avere il bolivar cosi’ sopravalutato (a 2 invece che a 6) e’ che deprime le esportazioni, e quindi l’industria nazionale non trova sbocchi sui mercati internazionali e non si sviluppa.
Occorre dire che l’unico prodotto esportato dal Venezuela e’ il petrolio, mentre in campo alimentare e’ un fortissimo importatore (sia per scarsa produzione interna, sia per abbondanza di petrodollari che rendono piu’ comodo comprare cereali e formaggi piuttosto che faticare per produrli). Cio’ ovviamente produce dipendenza alimentare, e soprattutto dipendenza dal petrolio che e’ una risorsa non rinnovabile, nonostante il governo continui a dire che il Venezuela dispone della piu’ grande riserva mondiale.
Inoltre, restringere l’accesso ai dollari e ai capitali internazionali debilita le importazioni (che ovviamente vanno pagate in dollari): cosi’ che molti prodotti che prima erano di facile accesso (indumenti colombiani, marche, prodotti di moda, ma anche tecnologia straniera) ora si fanno piu’ difficili da conseguire.
Resta quindi da chiedersi a che serve un cambio cosi’ sopravalutato. Dopo aver rivolto la risposta a parecchie persone, tra cui studenti o professionisti dell’economia, la risposta piu’ valida che ho ottenuto e’: per mostrare che il Venezuela e’ un paese forte, che il governo funziona e che il bolivar e’ forte, che e’ come dire che non serve svalutarlo, perche’ non e’ vero che gli investitori esteri stanno scappando dal paese perche’ non c’e’ fiducia nella redditivita’ degli investimenti.

Lo stato di “quasi guerra civile” in cui versa la popolazione, troppo polarizzata tra i sostenitori e l’opposizione; e tra i due gruppi c’e’ parecchia tensione.

Ho incontrato parecchia gente tanto alienata dal conflitto (che si fa mediatico, sociale -gia’ perche’ ci sono manifestazioni e scontri-, e poi la presenza ossessionante del dittatore, che ha pure un carattere forte e una certa maniera di presentarsi in pubblico) che preferisce ignorare il problema: spegnere il televisore, dichiararsi neutrale, o non interessata, odiare Chavez senza essere parte dell’opposizione, essere esasperata dal suo potere crescente e dalla sua onnipresenza: nella tv, nella gestione della cosa pubblica, nella vita quotidiana, fino a considerare di lasciare il paese.

Negli ultimi anni sono migliaia le persone che hanno lasciato il paese: verso gli Stati Uniti (Miami e’ l’idolo delle folle, specie quelle che quotidianamente invadono i centri commerciali), l’Europa, o qualunque angolo del mondo.
Sono molti giovani, laureati, fuga di cervelli insomma.
E l’unica ragione per cui spesso ritornano -disillusi- e’ l’attaccamento alla famiglia e il fatto che nei posti dove vanno le distanze sociali sono troppo grandi e la gente che li circonda e’ troppo fredda, troppo rigida e organizzata. La nostalgia li ricaccia nel loro vecchio paese.

Si mormora (ma non ho ancora nessuna conferma ufficiale) che sia in preparazione una legge per cui i figli saranno potesta’ dello Stato. Probabilmente e’ una voce di corridoio messa in giro dai media (in gran parte schierati con l’opposizione, cioe’ l’elite economica e vecchia padrona del Venezuela) per terrorizzare la gente e fomentare il malcontento.

Altro fenomeno preoccupante e impressionante e’ l’aumento dei crimini negli ultimissimi anni. Nei paesini dove fino a cinque o dieci anni fa la gente si sedeva per strada ad approfittare della frescura serale, ora la gente ha paura, e vive rinchiusa in casa a partire da una certa ora.
Furti, omicidi, gente armata: cose che prima non c’erano.
E nella capitale e’ ancora peggio: se prima camminavi “con gli occhi aperti” ora cammini “con paura”.
Quello che prima era uno scontro verbale, o al massimo fisico, ora si risolve a colpi di pistola. E la gente ammazza come nulla fosse, e non c’e’ punizione. Chiaro, non sto parlando della gente comune, quella e’ buona in tutto il mondo; mi riferisco a “quei pochi” per colpa dei quali tutto il resto ha paura.

Ho cercato spiegazioni e non ne ho trovato nessuna soddisfacente, cioe’ che colleghi il cambio di governo con l’aumento della criminalita’ non organizzata.
C’e’ chi dice che ora la gente si e’ trovata soldi in mano e ne vuole di piu’. C’e’ chi dice che regna l’impunita’ e che dopo aver ammazzato impunemente la prima volta, ora ci provano gusto e tornano a farlo per estorcere denaro o per il desiderio di dominare. C’e’ chi dice che e’ aumentata la corruzione nelle forze dell’ordine, che sono loro stessi i ladroni, o magari parenti dei criminali. C’e’ chi adduce spiegazioni ancora piu’ fantasiose.

Insomma una situazione davvero pesante, in un paese che mi sembra in declino. I successi di cui parlava Keegan nella sua lettera appaiono come deboli spiragli di luce in un contesto di mala gestione del paese.
Non so se l’ALBA portera’ a qualcosa (di certo me lo auguro), ne’ so se questa forma di educazione popolare e’ piu’ capace di elevare il popolo o di indottrinarlo. Di sicuro l’asfissia berlusconiana e la rabbia che porto dentro non mi fanno tollerare che si metta il bavaglio sui mezzi di comunicazione. Infine, la fallimentare gestione economica e’ un errore che prima o poi si paghera’.
Non e’ facile costruire la prosperita’ di un paese, ma in un paese ricco di risorse come il Venezuela questa dovrebbe trattarsi di un obiettivo di non difficile portata, per una classe dirigenziale rivoluzionaria che ambisca a chiamarsi tale.

Published in: on 1 settembre 2009 at 00:47  Comments (3)  
Tags: , ,
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: