Non so se mi spiego…

Frazioni di tempo nell’arco della giornata in cui “fa freddo”, “fa caldo”, “si sta bene”… a seconda del mese.

Cluj-Napoca, Romania

Bari, Italia

Copenhagen, Danimarca

Medellin, Colombia

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Published in: on 28 luglio 2014 at 14:32  Lascia un commento  

Pubblicato un articolo!!

😀

E’ stato appena pubblicato il mio articolo dal titolo “Miniere, un beneficio per il Guatemala?” in primissima pagina sul bollettino quadrimestrale di PBI, progetto Guatemala. Si può scaricare il pdf qui: versione spagnola, versione inglese.

Tutte le pubblicazioni del progetto Guate si possono scaricare dal sito pbi-guatemala.org.

Published in: on 16 dicembre 2010 at 09:29  Lascia un commento  
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Bel video su PBI

Segnalo un bel video su Peace Brigades International:

Published in: on 14 dicembre 2010 at 05:26  Lascia un commento  
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quando tagliano gli alberi..

Le foto di una frana avvenuta pochi giorni fa nella regione orientale del Guatemala.  Si tratta di una montagna colpita dalla mano dell’uomo negli ultimi anni (deforestazione): le chiome degli alberi non proteggono più dall’erosione e le radici non trattengono più la terra. 😦

(come sempre cliccare per ingrandire)

Published in: on 4 settembre 2010 at 00:05  Comments (1)  

Repubblica delle banane a chi??

Traduzione: Intercettazioni telefoniche. "Cosí abbiamo catturato i Valdés Paiz" (due fratelli incastrati per omicidio). Prensa Libre 15.6.2010

Ironia della sorte mentre in Italia si parla di assicurare l’impunità ai criminali mediante la legge sulle intercettazioni, dall’altra parte del mondo, in Guatemala, repubblica delle banane “per davvero”, è grazie alle intercettazioni che si sventa un piano destinato a prendere il controllo del Pubblico ministero, l’organo dello Stato che esercita l’azione penale.
La notizia è sulle prime pagine dei principali quotidiani nazionali, e a darne l’annuncio è Carlos Castresana, ex-direttore della Commissione contro l’Impunità, organo della ONU che opera in Guatemala con potere giuridico penale per sradicare la corruzione dalle istituzioni statali.
Stiamo parlando del Guatemala, paese centroamericano con alle spalle un colpo di stato nel ’54, dettato dagli interessi dei “bananeros”, 36 anni di guerra civile, un genocidio che portò sottoterra 200mila indigeni in centinaia di fosse comuni ed oggi con il più basso indice di sviluppo umano (HDI) di tutta l’America latina, dopo Haiti.
Se un tempo l’espressione “repubblica delle banane” significava un governo corrotto al servizio degli interessi agroindustriali privati, in un paese come l’Italia dove l’élite economica SIEDE al governo e produce leggi salva-criminali, tale espressione si trasforma oggi in uno splendido complimento che allude al trovarsi in un paese che nonostante tutto quello che ha passato sta migliorando, sogna un futuro più democratico, si sta guadagnando la sua trasparenza e ogni giorno combatte la sua storia, assestando un colpo all’oligarchia imprenditoriale e mafiosa che fu causa del suo male e che – affezionata al potere – tenta disperatamente di mantenere il controllo di ogni settore della vita pubblica.

La prima pagina del quotidiano Prensa Libre, 15 giugno 2010

Seconda pagina di Prensa Libre, 15 giugno 2010

l’impatto di un impianto idroelettrico

L’immagine che vedete (cliccare per ingrandire) è una mappa tratta da uno studio d’impatto ambientale relativo alla costruzione di un impianto di produzione di energia elettrica per mezzo di una diga: in poche parole energia idroelettrica.

Si vede molto bene il fiume che passa la mappa da destra a sinistra. A destra in basso in azzurro chiaro c’è l’area occupata dalla diga e quello che si vede in rosso parallelo al fiume è il tunnel sotterraneo che collega la diga alle turbine.
I cerchietti color fucsia sono villaggi, ciascuno con centinaia di persone, che vivono di agricoltura e le cui terre si trovano nella regione che rimane a secco: il flusso d’acqua viene spostato all’interno del tunnel e vengono prosciugati chilometri di fiume.

Se l’idroelettrica si realizza, di che vivranno queste persone, in un paese in cui praticamente non ci sono maniere di risarcire dignitosamente contadini espropriati della terra?

cooperazione allo sviluppo? collettivo di avvocati!!

un paio di giorni fa mi trovavo a parlare con un leader comunitario (una forma di governo autonomo locale) sul movimento sociale guatemalteco.

mi commentava che la forma di cooperazione più efficace che si possa pensare in sostegno all’attività che stanno svolgendo sarebbe un collettivo di avvocati. nello spazio di un secondo pensai ai miliardi di buone intenzioni, associazioni “umanitarie”, ONG e così via che pensano di aiutare un paese costruendogli un paio di scuole, o ospedali, pozzi, progetti di turismo o commercio equo e solidale. insomma tutte quelle forme di “cooperazione” che si accontentano di una visione grezza e approssimativa del contesto politico e sociale di un paese e propongono soluzioni tanto superficiali che non toccano le radici dei problemi. già tempo fa mi ero occupato di qualcosa di simile, e parlare con questo signore mi ha confermato una cosa tanto banale quanto dimenticata.

quello che succede in guatemala, come in tanti altri paesi del mondo, è che la gente è già in grado di provvedere al proprio futuro -il che è anche abbastanza coerente con una visione non-paternalistica dei rapporti tra paesi. il problema è che le classi industriali e latifondiste si oppongono alle rivendicazioni degli strati più bassi, ad esempio dei contadini. se non capisci questo banalissimo dato di fatto non hai capito un cazzo di quello che sta succedendo, e delle forze che si oppongono al miglioramento di un paese.
le classi economicamente favorite (che sono anche quelle che controllano la politica, i partiti e gli affari del paese) pur di preservare il proprio dominio ricorrono a tutti gli strumenti che hanno a disposizione, incluso quelli che lo stato gli mette in mano.

in un paese corrotto come guatemala un processo ai danni di un’impresa può tardare anni e forse non sarà mai preso in considerazione. quando è invece un ricco industriale a portare in tribunale un gruppo di contadini questi possono finire in carcere per anni in quattro e quattr’otto, a volte persino in mancanza di prove.
ora, una strategia purtroppo molto di moda è la cosiddetta “criminalizzazione della protesta sociale“: accusare un leader di un movimento di furto o omicidio o qualsiasi altro delitto lo costringe a presentarsi in tribunale e se il giudice è abbastanza corrotto può anche metterlo in carcere per anni. ovviamente questo paralizza l’associazione sia perché gli manca un elemento essenziale, sia perché gli altri membri avranno molta più paura ad esporsi, con il rischio di finire in galera e lasciare la propria famiglia senza un sostegno economico e affettivo.

c’era un tempo -negli anni ’80- in cui giravano i terribili squadroni della morte a mietere centinaia o migliaia di anime che reclamavano la propria terra o un salario migliore. ora già no, non sarebbe possibile con il livello di interdipendenza tra gli stati e il lavoro delle associazioni di diritti umani. ora la tecnica si fa più sottile e si fonda sul terrorismo. non quello delle torri che vanno giù, bensì quello che ti mette paura per lottare per la tua stessa terra che apparteneva alla tua famiglia da generazioni, e che un bel giorno un grasso latifondista ha deciso di considerare come propria e piantarci canna da zucchero, intimidandoti di abbandonare immediatamente la terra.

in questo contesto il collettivo di avvocati è manna dal cielo per quei contadini citati di fronte al pubblico ministero e che hanno finito i soldi, dopo aver venduto maiali e galline per pagare un avvocato.

.. ma te l’immagini l’agenzia della cooperazione italiana a finanziare un collettivo di avvocati?!

foto!!

povero blog abbandonato!

ecco un po’ di foto..

Una cena qualsiasi en la casa de las Brigadas

Brigadista professionista :p

Guate!

Formiche in una cerimonia religiosa

Pranzo in terrazza 🙂

Ogni tanto ci vuole.. 🙂

Ci guarda da lontano..

Published in: on 25 dicembre 2009 at 13:02  Comments (2)  

In un posto qualunque del Sud del mondo..

(sottotitolo: “I LOVE my job!!”)

Un posto qualunque nel Sud del mondo, 8 e 15 del mattino. Una ragazza in una mensa mastica distrattamente il suo paté di fagioli avvolto in una profumata tortilla mentre un venditore ambulante passa con il suo carretto al di là della strada. La radio passa reggaeton, e un pizzico di peperoncino in più dà quel gusto piccante che tanto piace da queste parti. Un sorso al succo di frutta e poi l’ultimo boccone.

Nello stesso istante, a pochi isolati di distanza, il governo indigeno si riunisce per discutere l’azione comune da intraprendere contro l’industria mineraria. Fortunatamente l’azienda non è ancora arrivata in zona, ma loro già lo sanno quello che succederà se la lasceranno fare: l’estrazione dell’oro si fa col cianuro, e a queste latitudini le multinazionali fanno un po’ quello che gli pare. Così dopo aver estratto il minerale pagando l’1% del suo valore come royalty scaricano il pericoloso veleno nei fiumi, o lo accumulano in vasche non isolate fino a quando penetra nelle falde acquatiche.

 

Una consulta indigena

Una consulta indigena

Non sono nuovi, da queste parti, alle malefatte dell’uomo bianco. Sono secoli che questi viene da lontano a depredarli, maltrattarli, ucciderli. Un tempo erano i conquistadores spagnoli, ora sono multinazionali statunitensi, canadesi, spagnole, italiane..
Oggi come allora si discute della sorte di centinaia di contadini che rischiano di essere spossessati della loro terra, magari con un atto di proprietà falso firmato da qualche notaio corrotto in un lussuoso appartamento della capitale dipartimentale.

Nella sala di mattoni di cemento l’atmosfera è cupa e combattiva. Un centinaio di contadini, tutti rigorosamente uomini, discutono in uno spagnolo stentato, con i loro cappelli bianchi e la pelle corrugata dal sole.
La sfiducia è tanta, e nonostante l’azienda gli ha promesso di costruire una scuola e un campetto da calcio, loro sanno che non devono accettare, anzi resistere, costi quel che costi.
Per fortuna l’azienda -canadese- non ha ancora ottenuto la licenza di esplorazione. Questo sì almeno lo sanno, o meglio sono riusciti a saperlo per vie traverse, perché l’amministrazione locale voleva tenerli all’oscuro di tutto fino al giorno dello sfratto, come sempre.

E per fortuna anche che anni fa un manipolo di signori in giacca e cravatta ratificò nel Congresso di Città del Guatemala una legge, che si chiama “Convegno 169 dell’OIL” che in teoria vincolerebbe lo sfruttamento delle risorse naturali all’approvazione da parte delle persone che abitano queste terre da secoli. Loro questo sì lo sanno e sono decisi a far valere questo loro diritto fino in fondo, per bloccare l’installazione dell’industria.
Quello che serve è una consulta, e oggi si discute appunto di come organizzarla.
Non è facile. Non è affatto facile per dei contadini che sanno a malapena firmare col proprio nome, capire il legalese della gente di città. Oltretutto sono già arrivate le prime minacce, dell’impresa impaziente di fare profitti miliardari mentre i suoi azionisti dormono incoscienti e ignoranti in un ufficio chissà dove dall’altra parte del mondo. E del sindaco corrotto, già paramilitare negli anni ’80 e che ora siede la poltrona del potere accumulando tangenti per ogni opera pubblica e mega-progetto nel territorio di sua competenza.

Dispiegando il suo metro e sessanta di altezza, dentro i suoi jeans -quelli buoni-, la sua camicia macchiata ma pulita, gli stivali di pelle e l’immancabile machete, un contadino si alza e commenta: “Dobbiamo fare come le formiche. Se ti morde una non tardi tanto a sbarazzartene, ma prova a metterti su di un formicaio: dopo cinque minuti già non puoi resistere!” Il linguaggio dei contadini indigeni è spesso ricco di immagini tratte dalla natura.

 

"Campesinos"

L’assemblea del governo Xinka si alza d’animo mentre tutti visualizzano un uomo in fuga coperto da formiche. Gli uomini nella sala continuano a resistere…

Guatemala y globalización

[ES] Una breve lista de artículos de periódicos sobre los efectos negativos de la globalización en Guatemala en los últimos 6 meses.
(Los números se refieren a la fecha de publicación en el formato MMDD)

[IT] Una breve lista di articoli di giornale a proposito degli effetti negativi della globalizzazione in Guatemala negli ultimi 6 mesi.
La posto qui giusto per dare un assaggio della vita reale in un paese in via di sviluppo neo-colonizzato dalle imprese straniere.
(I numeri si riferiscono alla data di pubblicazione nel formato MMGG)

0810 Comunidades amenazadas por megaproyectos exigen información y participación

Minería:

0402 Obispo y organización proponen que empresas mineras paguen hasta el 50% por regalías
0423 Comisión del Congreso emite dictamen desfavorable a moratoria minera
0521 Pobladores denuncian a Montana Exploradora por estrategia de coacción y usurpación de tierras
0609 Comunidad Xinka luchará contra atentados contra la naturaleza
0615 Señalan a Montana de destruir patrimonio natural y de irresponsabilidad social
0620 Once alcaldes de San Marcos se oponen a minería
0710 Andrew McKinley de Oxfam: “Minería no implica desarrollo”
0729 Montana debe al Estado Q12.3 millones por importación de cianuro
0806 Expertos alertan sobre daños de la minería (división social, contaminación del agua y desertificación. Oro: cianuro-envenenamiento animales)
0821 Congreso, AC y CALAS verificarán proceso de autorización de licencias de explotación minera
0914 Montana Exploradora importó sin licencia más de 4 mil toneladas de cianuro de sodio en 4 años (proyecto minero Marlin)
0928 CUC denuncia desalojo extrajudicial en Izabal [Compañia Guatemalteca de Niquel]
1016 Deudas por regalías mineras sobrepasan los 4 millones de quetzales (para sanar lago Atitlan sirven 300 MQ)
1021 En San Miguel Ixtahuacán, San Marcos, vecinos denuncian que mina daña casas y medioambiente

Hidroeléctricas:

0803 Vecinos de Chuarrancho se oponen a hidroeléctrica El Sisimite
0805 Colom ofrece resarcimiento a víctimas de construcción de hidroeléctrica Chixoy
0817 Aumenta interés por los proyectos hidroeléctricos ( San Luis-Chajul, El Puente-Jocotán, Cuatro Chorros-Chicamán, El Volcán-Senahú, Cahabón-Panzós. Geotermico: Ceibillo-Amatitlán )
0819 Chuarrancho ratifica que no desea construcción de hidroeléctrica
0903 Comunitarios rechazan pretensión de construir hidroeléctrica en Lanquin
0908 Chiquimula: comunidades de Jocotán y Camotan rechazan la construcción de hidroeléctrica

Precio electricidad:

0427 Tarifas de energía eléctrica en Guatemala, entre las más caras de LA (0.17$/kWh)
0910 Organizaciones denuncian cobros excesivos por servicio de electricidad

Electricidad en general:

0609 Petén integrado al Sistema Nacional Interconectado
0725? Ejército actuaría en conflicto por distribución eléctrica
1027 Presidentes de México y Guatemala inauguran inicio de interconexión eléctrica entre los dos países (Guatemala importa electricidad, es mas barata en Mexico)

Carreteras:

0811 Diputados aprueban reformas a tres decretos entre ellos $203 millones para FTN ( 1 mil 624 millones de quetzales)
0820 Alcaldes demandan información sobre la Franja Transversal del Norte
1029 Carretera Franja Transversal del Norte, involucradas Caminos, Solel Boneh y otras guatemaltecas para la construcción

Agrocombustibles:

0427 Estados Unidos apoya programa de producción de bio-diésel en Suchitepéquez
0602 Producción de agrocombustibles amenaza la seguridad alimentaria

Hidrocarburos:

0602 Presidente brasileño reitera interés de invertir en hidrocarburos en Guatemala
0602 Colom firmará el 12 de junio un contrato con Petrocaribe

Cementera:

0714 Indígenas inician marcha contra empresa cementera, en San Juan Sacatepéquez
1103 Comunidades de San Juan Sacatepéquez critican a diputada, por dictamen

TLCs:

0402 CA y UE suspendieron ronda de negociaciones hacia acuerdo de asociación
0403 Negociación con la Unión Europea, para 24 y 25 de abril
0826 DR-CAFTA ha generado alza en precios de medicinas, según un estudio

Coyuntura economica:

0428 Centro América pide más apoyo al FMI para afrontar crisis
0528 CEPAL: en Guatemala, inversión extranjera directa creció un 56% en 2008
0828 Sube el precio de la gasolina
0902 El hambre, un problema estructural

Derechos laborales:

0611 Guatemala, país de alto riesgo para sindicalistas
1025 Asesinan a dirigente social, Víctor Gálvez [deocsa-union fenosa, electricidad]

Migrantes:

0425 Estados Unidos deporta a 220 migrantes guatemaltecos

Narcotráfico:

0330 Istmo es disputado por narcotraficantes

Published in: on 18 novembre 2009 at 01:45  Lascia un commento  
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