Pubblicato un articolo!!

😀

E’ stato appena pubblicato il mio articolo dal titolo “Miniere, un beneficio per il Guatemala?” in primissima pagina sul bollettino quadrimestrale di PBI, progetto Guatemala. Si può scaricare il pdf qui: versione spagnola, versione inglese.

Tutte le pubblicazioni del progetto Guate si possono scaricare dal sito pbi-guatemala.org.

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Published in: on 16 dicembre 2010 at 09:29  Lascia un commento  
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Repubblica delle banane a chi??

Traduzione: Intercettazioni telefoniche. "Cosí abbiamo catturato i Valdés Paiz" (due fratelli incastrati per omicidio). Prensa Libre 15.6.2010

Ironia della sorte mentre in Italia si parla di assicurare l’impunità ai criminali mediante la legge sulle intercettazioni, dall’altra parte del mondo, in Guatemala, repubblica delle banane “per davvero”, è grazie alle intercettazioni che si sventa un piano destinato a prendere il controllo del Pubblico ministero, l’organo dello Stato che esercita l’azione penale.
La notizia è sulle prime pagine dei principali quotidiani nazionali, e a darne l’annuncio è Carlos Castresana, ex-direttore della Commissione contro l’Impunità, organo della ONU che opera in Guatemala con potere giuridico penale per sradicare la corruzione dalle istituzioni statali.
Stiamo parlando del Guatemala, paese centroamericano con alle spalle un colpo di stato nel ’54, dettato dagli interessi dei “bananeros”, 36 anni di guerra civile, un genocidio che portò sottoterra 200mila indigeni in centinaia di fosse comuni ed oggi con il più basso indice di sviluppo umano (HDI) di tutta l’America latina, dopo Haiti.
Se un tempo l’espressione “repubblica delle banane” significava un governo corrotto al servizio degli interessi agroindustriali privati, in un paese come l’Italia dove l’élite economica SIEDE al governo e produce leggi salva-criminali, tale espressione si trasforma oggi in uno splendido complimento che allude al trovarsi in un paese che nonostante tutto quello che ha passato sta migliorando, sogna un futuro più democratico, si sta guadagnando la sua trasparenza e ogni giorno combatte la sua storia, assestando un colpo all’oligarchia imprenditoriale e mafiosa che fu causa del suo male e che – affezionata al potere – tenta disperatamente di mantenere il controllo di ogni settore della vita pubblica.

La prima pagina del quotidiano Prensa Libre, 15 giugno 2010

Seconda pagina di Prensa Libre, 15 giugno 2010

In un posto qualunque del Sud del mondo..

(sottotitolo: “I LOVE my job!!”)

Un posto qualunque nel Sud del mondo, 8 e 15 del mattino. Una ragazza in una mensa mastica distrattamente il suo paté di fagioli avvolto in una profumata tortilla mentre un venditore ambulante passa con il suo carretto al di là della strada. La radio passa reggaeton, e un pizzico di peperoncino in più dà quel gusto piccante che tanto piace da queste parti. Un sorso al succo di frutta e poi l’ultimo boccone.

Nello stesso istante, a pochi isolati di distanza, il governo indigeno si riunisce per discutere l’azione comune da intraprendere contro l’industria mineraria. Fortunatamente l’azienda non è ancora arrivata in zona, ma loro già lo sanno quello che succederà se la lasceranno fare: l’estrazione dell’oro si fa col cianuro, e a queste latitudini le multinazionali fanno un po’ quello che gli pare. Così dopo aver estratto il minerale pagando l’1% del suo valore come royalty scaricano il pericoloso veleno nei fiumi, o lo accumulano in vasche non isolate fino a quando penetra nelle falde acquatiche.

 

Una consulta indigena

Una consulta indigena

Non sono nuovi, da queste parti, alle malefatte dell’uomo bianco. Sono secoli che questi viene da lontano a depredarli, maltrattarli, ucciderli. Un tempo erano i conquistadores spagnoli, ora sono multinazionali statunitensi, canadesi, spagnole, italiane..
Oggi come allora si discute della sorte di centinaia di contadini che rischiano di essere spossessati della loro terra, magari con un atto di proprietà falso firmato da qualche notaio corrotto in un lussuoso appartamento della capitale dipartimentale.

Nella sala di mattoni di cemento l’atmosfera è cupa e combattiva. Un centinaio di contadini, tutti rigorosamente uomini, discutono in uno spagnolo stentato, con i loro cappelli bianchi e la pelle corrugata dal sole.
La sfiducia è tanta, e nonostante l’azienda gli ha promesso di costruire una scuola e un campetto da calcio, loro sanno che non devono accettare, anzi resistere, costi quel che costi.
Per fortuna l’azienda -canadese- non ha ancora ottenuto la licenza di esplorazione. Questo sì almeno lo sanno, o meglio sono riusciti a saperlo per vie traverse, perché l’amministrazione locale voleva tenerli all’oscuro di tutto fino al giorno dello sfratto, come sempre.

E per fortuna anche che anni fa un manipolo di signori in giacca e cravatta ratificò nel Congresso di Città del Guatemala una legge, che si chiama “Convegno 169 dell’OIL” che in teoria vincolerebbe lo sfruttamento delle risorse naturali all’approvazione da parte delle persone che abitano queste terre da secoli. Loro questo sì lo sanno e sono decisi a far valere questo loro diritto fino in fondo, per bloccare l’installazione dell’industria.
Quello che serve è una consulta, e oggi si discute appunto di come organizzarla.
Non è facile. Non è affatto facile per dei contadini che sanno a malapena firmare col proprio nome, capire il legalese della gente di città. Oltretutto sono già arrivate le prime minacce, dell’impresa impaziente di fare profitti miliardari mentre i suoi azionisti dormono incoscienti e ignoranti in un ufficio chissà dove dall’altra parte del mondo. E del sindaco corrotto, già paramilitare negli anni ’80 e che ora siede la poltrona del potere accumulando tangenti per ogni opera pubblica e mega-progetto nel territorio di sua competenza.

Dispiegando il suo metro e sessanta di altezza, dentro i suoi jeans -quelli buoni-, la sua camicia macchiata ma pulita, gli stivali di pelle e l’immancabile machete, un contadino si alza e commenta: “Dobbiamo fare come le formiche. Se ti morde una non tardi tanto a sbarazzartene, ma prova a metterti su di un formicaio: dopo cinque minuti già non puoi resistere!” Il linguaggio dei contadini indigeni è spesso ricco di immagini tratte dalla natura.

 

"Campesinos"

L’assemblea del governo Xinka si alza d’animo mentre tutti visualizzano un uomo in fuga coperto da formiche. Gli uomini nella sala continuano a resistere…

Guatemala y globalización

[ES] Una breve lista de artículos de periódicos sobre los efectos negativos de la globalización en Guatemala en los últimos 6 meses.
(Los números se refieren a la fecha de publicación en el formato MMDD)

[IT] Una breve lista di articoli di giornale a proposito degli effetti negativi della globalizzazione in Guatemala negli ultimi 6 mesi.
La posto qui giusto per dare un assaggio della vita reale in un paese in via di sviluppo neo-colonizzato dalle imprese straniere.
(I numeri si riferiscono alla data di pubblicazione nel formato MMGG)

0810 Comunidades amenazadas por megaproyectos exigen información y participación

Minería:

0402 Obispo y organización proponen que empresas mineras paguen hasta el 50% por regalías
0423 Comisión del Congreso emite dictamen desfavorable a moratoria minera
0521 Pobladores denuncian a Montana Exploradora por estrategia de coacción y usurpación de tierras
0609 Comunidad Xinka luchará contra atentados contra la naturaleza
0615 Señalan a Montana de destruir patrimonio natural y de irresponsabilidad social
0620 Once alcaldes de San Marcos se oponen a minería
0710 Andrew McKinley de Oxfam: “Minería no implica desarrollo”
0729 Montana debe al Estado Q12.3 millones por importación de cianuro
0806 Expertos alertan sobre daños de la minería (división social, contaminación del agua y desertificación. Oro: cianuro-envenenamiento animales)
0821 Congreso, AC y CALAS verificarán proceso de autorización de licencias de explotación minera
0914 Montana Exploradora importó sin licencia más de 4 mil toneladas de cianuro de sodio en 4 años (proyecto minero Marlin)
0928 CUC denuncia desalojo extrajudicial en Izabal [Compañia Guatemalteca de Niquel]
1016 Deudas por regalías mineras sobrepasan los 4 millones de quetzales (para sanar lago Atitlan sirven 300 MQ)
1021 En San Miguel Ixtahuacán, San Marcos, vecinos denuncian que mina daña casas y medioambiente

Hidroeléctricas:

0803 Vecinos de Chuarrancho se oponen a hidroeléctrica El Sisimite
0805 Colom ofrece resarcimiento a víctimas de construcción de hidroeléctrica Chixoy
0817 Aumenta interés por los proyectos hidroeléctricos ( San Luis-Chajul, El Puente-Jocotán, Cuatro Chorros-Chicamán, El Volcán-Senahú, Cahabón-Panzós. Geotermico: Ceibillo-Amatitlán )
0819 Chuarrancho ratifica que no desea construcción de hidroeléctrica
0903 Comunitarios rechazan pretensión de construir hidroeléctrica en Lanquin
0908 Chiquimula: comunidades de Jocotán y Camotan rechazan la construcción de hidroeléctrica

Precio electricidad:

0427 Tarifas de energía eléctrica en Guatemala, entre las más caras de LA (0.17$/kWh)
0910 Organizaciones denuncian cobros excesivos por servicio de electricidad

Electricidad en general:

0609 Petén integrado al Sistema Nacional Interconectado
0725? Ejército actuaría en conflicto por distribución eléctrica
1027 Presidentes de México y Guatemala inauguran inicio de interconexión eléctrica entre los dos países (Guatemala importa electricidad, es mas barata en Mexico)

Carreteras:

0811 Diputados aprueban reformas a tres decretos entre ellos $203 millones para FTN ( 1 mil 624 millones de quetzales)
0820 Alcaldes demandan información sobre la Franja Transversal del Norte
1029 Carretera Franja Transversal del Norte, involucradas Caminos, Solel Boneh y otras guatemaltecas para la construcción

Agrocombustibles:

0427 Estados Unidos apoya programa de producción de bio-diésel en Suchitepéquez
0602 Producción de agrocombustibles amenaza la seguridad alimentaria

Hidrocarburos:

0602 Presidente brasileño reitera interés de invertir en hidrocarburos en Guatemala
0602 Colom firmará el 12 de junio un contrato con Petrocaribe

Cementera:

0714 Indígenas inician marcha contra empresa cementera, en San Juan Sacatepéquez
1103 Comunidades de San Juan Sacatepéquez critican a diputada, por dictamen

TLCs:

0402 CA y UE suspendieron ronda de negociaciones hacia acuerdo de asociación
0403 Negociación con la Unión Europea, para 24 y 25 de abril
0826 DR-CAFTA ha generado alza en precios de medicinas, según un estudio

Coyuntura economica:

0428 Centro América pide más apoyo al FMI para afrontar crisis
0528 CEPAL: en Guatemala, inversión extranjera directa creció un 56% en 2008
0828 Sube el precio de la gasolina
0902 El hambre, un problema estructural

Derechos laborales:

0611 Guatemala, país de alto riesgo para sindicalistas
1025 Asesinan a dirigente social, Víctor Gálvez [deocsa-union fenosa, electricidad]

Migrantes:

0425 Estados Unidos deporta a 220 migrantes guatemaltecos

Narcotráfico:

0330 Istmo es disputado por narcotraficantes

Published in: on 18 novembre 2009 at 01:45  Lascia un commento  
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storie dal sud del mondo..

se il Guatemala fosse una cosa allegra farei un libro di storie, con tutte le cose che sto vedendo:

storie di multinazionali dell’energia idroelettrica che arrivano con i loro progetti, i loro soldi e la loro arroganza, e pretendono di costruire dighe e centrali li’ in mezzo alle montagne dove vivono contadini da secoli e secoli. e a dispetto di ogni legge internazionale non consultano la gente, corrompono i sindaci, si appropriano della terra e perfino minacciano di morte quelli che si oppongono.
racconterei la complessita’ della situazione, in cui degli ecologisti “locali” si oppongono ai mega-progetti, pero’ cosi’ facendo ostacolano l’indipendenza energetica dalle fonti fossili: oggi Guatemala ricava il 47% dell’elettricita’ che utilizza da centrali idroelettriche, significa che con un po’ di sforzi in una decina d’anni potrebbe emanciparsi dalla combustione di petrolio e carbone.
.. e invece no: perche’ c’e’ chi si oppone. racconterei la differenza antropologica tra il mondo di citta’, che ha la mentalita’ di “progresso, lavoro, industrializzazione, modernità”, e il mondo di campagna che in europa gia’ non esiste piu’, fatto di case senza elettricita’ e gente con le rughe del sole che si sveglia alle 4 del mattino per lavorare la terra. sono loro che si oppongono ai mega-progetti perche’ la loro gente ha sempre vissuto cosi’ e non gli interessa di vivere come quelli di citta’. in piu’ sanno che da una centrale idroelettrica non avrebbero niente da guadagnare, e solo la loro terra da perdere.
risorse idriche pubbliche e profitti privati. gia’, perche’ se a costruire la diga fosse lo stato almeno farebbe un po’ di quattrini da poter spendere per scuole e ospedali (o per recuperare il controllo di certe zone in mano ai narcotrafficanti, ma questa e’ un’altra storia); e invece no: chi costruisce la “grande opera” e’ un’impresa con sede in Spagna, Canada o Giappone, ed e’ li’ che si porta tutti i profitti.

.. racconterei storie di regioni intere del paese in mano ai narcotrafficanti, contro i quali lo stato non ha alcun potere perche’ la mole stessa di soldi che maneggia la mafia e’ piu’ grande del bilancio statale.
.. storie di commercio di droga, di bambini, di corruzione politica, di criminali che comprano i voti e diventano sindaci, di intrecci tra il narco, le grandi imprese e gli eserciti privati. quando negli anni ’50 comincio’ il conflitto armato i proprietari terrieri e gli industriali assoldavano dei mercenari per proteggere le loro proprieta’ e i loro interessi: erano i temibilissimi PAC, che negli anni si macchiarono di stermini, stupri etnici e fosse comuni.
ora quella sigla non esiste piu’ pero’ sono sempre le stesse persone che reggono le strutture del potere, che controllano gli affari e la politica in certe aree del paese dove lo stato non arriva. o  meglio: sono loro stessi “lo stato”, dove per diventare sindaco si comprano i voti a poco meno di 10 euro ciascuno.
e’ la stessa gente che fa soldi con le opere pubbliche, e prende soldi dalle imprese per difendere i loro interessi: intimidazioni, minacce, a volte anche di piu’.

.. racconterei la vita quotidiana di cittadini che vivono in un paese che conta una media di quindici omicidi al giorno, in cui e’ normale fare tardi nel traffico e superare l’imbottigliamento guardando un corpo a terra, con i curiosi attorno e la camionetta dell’organo giudiziale affianco.

Guatemala e’ un paese difficile,  e comunque la vita va avanti. tutto questo e’ piu’ che altro uno scenario, un sottofondo sopra il quale si sviluppano le vite quotidiane della gente, che sono uguali in tutti i posti del mondo.
sono contento di poter fare quest’esperienza, e poterla anche scrivere su questo blog, per instillare almeno una volta ogni tanto il dubbio che il mondo non e’ solo occidente, la bella, ricca e sicura europa, ricca sulle spalle degli altri.

Published in: on 8 novembre 2009 at 22:41  Lascia un commento  
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Il Guatemala oggi

scritta per PBI, desideravo pubblicare qui questa brevissima analisi della situazione attuale del guatemala. il taglio scelto -quello statistico- e’ chiaramente ristretto, ma riesce ad impressionare ugualmente.

Dopo una breve carrellata sui dati macroeconomici, si parla di sviluppo umano, disuguaglianza sociale, le sue ragioni storiche e alcuni dati demografici.

I dati macroeconomici indicano un paese in crescita (crescita pil 2007 4.8%), con un’inflazione relativamente bassa (circa 6% prima del rialzo dei prezzi del petrolio), un debito pubblico sotto controllo (21% rapporto debito/PIL) e un debito estero tra i piu’ bassi dell’America Latina (31.4% del PIL). Tuttavia gli indici di sviluppo umano posizionano il Guatemala tra i paesi piu’ arretrati del continente.

Piu’ nel dettaglio, con un Indice di Sviluppo Umano pari a 0.696, il Guatemala si situa al 121° posto su 179 paesi. Il 56% della popolazione vive sotto la soglia di poverta’. La mortalita’ infantile e’ di 43 su 1000 entro i primi 5 anni. Il tasso di alfabetizzazione adulta e’ del 72% (107°).
La distribuzione della popolazione e’ tipica dei paesi “sottosviluppati”, in cui abbondano i giovani. Il 43% della popolazione ha meno di 15 anni e quelli che ne hanno piu’ di 65 sono solo il 4.3%.

Le ragioni di uno sviluppo umano cosi’ basso vanno ricercate nelle forti disuguaglianze sociali all’interno del paese: l’economia sta crescendo ma non produce vantaggio per tutti. La ricchezza –come la terra- e’ fortemente mal distribuita.
L’indice che misura le disuguaglianze dei guadagni (e salari), quello di Gini (wiki), e’ per il Guatemala di 55.1.
I paesi con un regime di welfar state, nei quali lo stato si sforza di garantire una certa equita’ sociale, raggiungono risultati simili a quelli di Svezia (25) e Germania (28.3).
Risultera’ interessante dare un’occhiata anche ai valori degli Stati Uniti (40.8), di altri paesi dell’america latina come –ad esempio-  Messico (46.1) e Brasile (57.0), e al paese con l’indice peggiore riportato: la Sierra Leone con 62.9.

Un altro dato sconcertante relativo alla disuguaglianza economica e’ quello relativo alle differenze dei guadagni del quintile (wiki:quintile) piu’ ricco e di quello piu’ povero della popolazione. Al primo corrisponde il 59.5% del reddito totale; mentre all’altro solo il 2.9%.
Inoltre, il 10% piu’ ricco guadagna 48.2 volte quello che guadagna il decile piu’ povero.

Quali sono le ragioni storiche di tale disuguaglianza? Le ipotesi sono varie.
Prima di tutto una causa e’ la guerra civile: dopo il golpe (1954) si sono succeduti governanti reazionari e solidali con i ceti ricchi, con i proprietari e gli industriali. Il golpe e’ stato attuato PER bloccare le riforme sociali del precedente governo. Inoltre il clima di conflitto non ha permesso ai gruppi sociali (lavoratori, ceti poveri) di attuare le rivendicazioni che avrebbero potuto portare a dei miglioramenti.

In secondo luogo la diffusione del modello liberista e dell’ideologia del PIL ha portato a ricercare l’ingresso di valuta estera e di conseguenza l’aumento delle esportazioni, del caffe’ in particolare. Cio’ ha favorito il modello delle grandi aziende produttrici ed esportatrici di tale prodotto, il modello del latifondo, il lavoro dipendente con basse retribuzioni.

Infine una forte rigidita’ fiscale nei conti pubblici, intesa come attenzione al contenimento della spesa pubblica e del deficit, accentuata dall’adesione del Guatemala al trattato di libero commercio con gli Stati Uniti, ha portato piu’ a tenere i conti in ordine che non a favorire la spesa sociale.
Infatti i livelli di spesa per l’educazione e la sanita’ (percentuali rispetto al PIL) sono i piu’ bassi di tutta l’America Latina.

Queste tre ragioni mettono in mostra come la poverta’ della gente del Guatemala sia frutto di scelte. Storiche o politiche, ma pur sempre scelte.

Per contro, almeno in campo economico, occorre fare una precisazione.
Il dato secondo il quale il reddito annuo medio a parita’ di potere d’acquisto e’ di 4333 dollari deve essere accostato ad altre due cifre notevoli della situazione del Guatemala.
La prima e’ che la popolazione urbana e’ solo il 47.2% del totale. Questo significa che molte famiglie sono impiegate nella produzione agricola finalizzata all’autoconsumo, quindi una parte della ricchezza (in questo caso vitale per il sostentamento della popolazione) viene prodotta e consumata senza essere conteggiata nelle statistiche ufficiali del PIL.
La seconda cifra e’ che secondo alcune stime nel settore informale sarebbe impiegato il 75% della popolazione attiva. Cio’ significa che un’enorme parte dei redditi non sarebbe conteggiata nelle statistiche, alterando quindi le valutazioni sulla poverta’ la quale, seppur rappresenta un grave problema sociale, risulta sovrastimata nell’analisi delle cifre ufficialmente dichiarate.


Per una breve storia del guatemala clicca qui.


PS: vedo che fioccano i commenti. bene 🙂 continuiamo!
su: https://piccoloverdeelfo.wordpress.com/2009/03/04/e-tu-che-faresti/

poi li chiamano “anti-americani”…

Cascavano le torri e in risposta ad un bambino che chiedeva spiegazioni, Bush affermava “E’ successo questo perche’ gli altri sono invidiosi della nostra liberta’”.

Sara’ che non sta bene rispondere al presidente “Sei un idiota”; sara’ che le nuove generazioni risultano stordite dall’uso di psicofarmaci e sedativi a merenda; fatto sta che il silenzio del bambino non mi dispenso’ dal ritenere che la risposta di Bush fosse poco soddisfacente.

Breve storia del Guatemala

Conquistata l’indipendenza dalla Spagna nel lontano 1821, in Guatemala si avvicendarono per oltre un secolo governi autoritari, spesso militari.
map_guatemala_350Questi convertirono l’economia del paese verso l’esportazione di un solo prodotto: il caffe’. Privatizzarono le terre che in passato erano coltivate in forma collettiva dagli indigeni. Approvarono leggi che costringevano, di fatto, gli indigeni e le fasce piu’ povere della popolazione latina al lavoro forzato nelle piantagioni. Instaurarono veri e propri governi del terrore, di stampo totalitario e repressivo.

Tutto cio’ non manco’ di provocare malcontenti presso la popolazione, che provo’ piu’ volte a ribellarsi. Dapprima nel decennio 1920-31; ma fu solo nel 1944 – anche in forza delle speranze sollevate dalla rivoluzione messicana – che si arrivo’ ad un significativo passo in avanti col governo di Juan Jose’ Arevalo. Questi favori’ la piccola industria; inizio’ una riforma bancaria e monetaria; approvo’ il riconoscimento di organizzazioni di impresari e lavoratori; emano’ la nuova costituzione, nella quale non solo si aboliva il lavoro obbligatorio degli indigeni nelle piantagioni, veniva loro riconosciuto -persino- il diritto alla inalienabilita’ delle terre comuni.
guatemala_bananeIl cambiamento piu’ significativo fu l’avvio della riforma agraria, che prevedeva l’espropriazione del latifondo e l’assegnazione alle famiglie piu’ povere. A quel tempo lo 0.1% delle famiglie piu’ ricche possedeva il 41% delle terre.
Insomma sembrava avviata una nuova fase che nutriva le speranze di milioni di contadini e “senza terra”; dopo secoli di violenza per la prima volta un governo stava approvando delle iniziative a loro favore.

ciaNel 1954 un colpo di stato organizzato dalla CIA e dalla classe imprenditoriale e proprietaria terriera pone al governo il colonnello Carlos Castillo Armas.
La riforma agraria subisce una battuta d’arresto. Comincia la repressione di tutti i sindacati, partiti politici e gruppi culturali. Fu rafforzato lo sfruttamento, il lavoro forzato e l’alienazione delle terre a svantaggio degli indigeni e a vantaggio dei grossi propretari terrieri. Si rafforza l’ideologia razzista e di oppressione nei confronti degli indigeni.

Nel 1960 circa un terzo dei militari si ribella, indignato per l’alto livello di corruzione all’interno dell’esercito. Riuscirono a conquistare alcune basi militari.
Col sostegno militare degli Stati Uniti le truppe del governo sconfissero i ribelli, dei quali alcuni fuggirono in Honduras e formarono un gruppo armato rivoluzionario. Inizia la guerriglia.

L’ex presidente Arevalo si trovava in esilio fuori dal paese, e i militari al governo con l’aiuto degli Stati Uniti cercavano di impedirne il rientro.

guatemala_esecuzioniA partire dal ’66 si verificano le prime “sparizioni” selettive: rapimenti di leader sindacali, partiti politici, organizzazioni di resistenza, organizzazioni studentesche. I sopravvissuti racconteranno di torture ed esecuzioni sommarie.

Nel corso della guerra civile appaiono anche i primi “squadroni della morte“: reprimettero il movimento anti-governativo e furono responsabili dell’uccisione di migliaia di persone, molte delle quali semplici cittadini.
Nel frattempo due nuove organizzazioni guerrigliere, e poi una quarta, nascevano nel paese.

Reagan riesce a convincere il Congresso a intraprendere un aiuto militare diretto nel paese. Nel frattempo vanno avanti le cosiddette “campagne di terra bruciata”:  centinaia di villaggi indigeni vengono cancellati dalla faccia della terra.

guatemala_firma_paceLa guerra civile, nel complesso e’ durata 36 anni, e solo nel 1996 ne e’ stata dichiarata la cessazione, mediante dei negoziati tra il fronte guerrigliero ed il governo. Gli accordi di pace sancivano alcune importanti misure sul fronte sociale, agricolo, dei diritti umani e della ricostruzione storica.

Da allora parecchi fatti concernenti le violazioni dei diritti umani sono stati accertati e consegnati alla memoria storica. Le violenze sono andate avanti in maniera molto sporadica (sparizioni, uccisione di attivisti, vescovi impegnati..)
Parecchi sfratti sono stati compiuti ai danni di popolazioni indigene.

guatemala_oggiIl governo attuale (Alvaro Colom) sembra incapace di far fronte alle necessita’ rinnovatrici del popolo guatemalteco, e dopo un iniziale periodo di sforzi in campo sociale e assistenziale sembra aver dissolto parte della propria efficacia.
A cio’ si aggiunge che parecchie sedi istituzionali (autorita’ locali, rami della polizia) sono infiltrate dalla mafia, dalla criminalita’ organizzata, dai narcotrafficanti e da altre “forze reazionarie”.

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