La storia di Wikileaks

Il documentario “Wikirebels” tradotto da Il Fatto Quotidiano:

(poi c’è anche la seconda parte)

(e la terza)

Published in: on 30 dicembre 2010 at 07:15  Comments (1)  
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sogni d’anarchia

stanotte ho fatto un sogno, di un paese senza stato né autoritá pubblica, un paese fatto di industriali e oligarchía, boss mafiosi ed eserciti privati, famiglie che controllano tutto e lotta tra poveri, pronti a vendersi al potere e a schiacciare il proprio vicino di casa in cambio di poche monete.

poi mi sono svegliato e ho visto un paese con uno stato, ma non cosí bello come lo dipinge la costituzione. ho visto un paese in cui il potere pubblico é affine al capitale, dove la facciata delle leggi irradia giustizia e oggettivitá, ma la giustizia puó permettersela solo chi puó pagare un avvocato.
ho visto una miriade di leggi, regolamenti e convegni, agenzie e ministeri, tutti sulla carta impegnati a fare del mondo un mondo migliore, ma troppo lontani dalla gente che ha bisogno, facendo finta di non capire chi é la vittima e chi é l’oppressore.
ho visto i giochi di potere di un’oligarchia, di pochi ricchi che siedono allo stesso tavolo di poche autoritá e tutti questi – persi nell’ideologia o nell’aviditá – comandano il destino di molti.

infine ho preso un foglio bianco e ho disegnato un paese dove il popolo comanda e i coordinatori comandano obbediendo; un paese di comitati di quartiere e assemblee cittadine; un paese senza politici né partiti, ma solo assemblee, organizzatori e amministratori; e la “giustizia” esercitata da mediatori e tribunali popolari.

parole a vanvera

Ciao a tutti e a tutte!

oggi pomeriggio pensavo alle parole e al loro significato..
un gruppo anarchico, feroce minaccia per lo stato democratico, potrebbe chiamarsi proprio Movimento per la democrazia, perchè in effetti lavorerebbe solo per riportare il potere e la funzione decisionale presso la gente, sottraendola alla ristrettissima cerchia dei politici, grandi gruppi industriali, banche, ecc..

pensavo anche che anzichè chiamarci Decrescita, parola dalla connotazione negativa e un po’ lugubre, potremmo tranquillamente parlare di Sviluppo e dire che quello industriale-capitalista è solo uno dei tanti tipi di sviluppo. I tipi di sviluppo sono tanti e sono diversi, non esiste uno “avanti” e uno “indietro”, uno “moderno” e un altro “da medioevo”..
solo che quello attuale, basato sull’egoismo e sul profitto, produce catastrofi ambientali, sofferenze, solitudine; mentre l’altro è amico della natura, recupera il rapporto tra le persone, rilassa lo spirito..
con queste democratiche premesse ognuno è libero di giudicare quale sia “avanti” e quale “indietro”, ecc.. 🙂

—–

 

volevo segnalarvi questo video:

è molto indicativo della realtà barese. cambiano i nomi, cambiano i luoghi, ma penso che lo stesso discorso si possa fare per il resto dell’italia, o del mondo.

sono in molti – compreso Latouche in questo libro – a parlare di “occidentalizzazione” del mondo, forse è il più grave danno che stiamo facendo dopo il colonialismo.
non conta la tua classe sociale o la regione geografica, ma quello che hai in testa: la mentalità “borghese”, “fighetta”, “neoliberista”, o 10mila altri sinonimi è ovunque!

i valori “occidentali” (mah..) del profitto, consumo, lavoro, ricchezza materiale permeano le menti e producono “i grigi“.
non la parola “borghesi“, perchè il termine fa riferimento ad una situazione antica;
neanche “capitalisti” perchè la mentalità è anche e soprattutto tra i “proletari“.. operai che prendono 1200 euro al mese, ma anche la macchina a rate, la tv al plasma..
nè “fighetti“, perchè non riguarda solo il vestire firmato o alla moda;
nè “di destra” perchè gli stessi valori ce li hanno pure a sinistra.. eccome!
nemmeno “omologati” perchè non rende bene l’idea: omologati.. a cosa?
non “liquidi” perchè Bauman nessuno sa chi cazzo sia!

bensì Grigi! come l’amichetto alieno che vedete nella foto (grigi su wikipedia).. alieni sono i valori che la specie umana ha ad un certo punto deciso di adottare.. in un altro mondo è dove ci hanno portato..

i grigi: senza colori, senza aspirazioni (soldi, lavoro, casa, potere.. sono aspirazioni?), senza fantasia, ollivud sogna al posto nostro, senza coraggio, lontani dal terreno che tutto ha generato, persi in un mondo fatto di neon, di firme, di curricula vitae, di motorini e cellulari, di affari, acquisti, di carriera, di programmi televisivi e squadre del cuore, tabù, perversioni e luoghi comuni.. il popolo dei centri commerciali..

da oggi in poi li chiamo grigi..

—–

un nome in più per la comune: luca ha manifestato il suo interesse e la cosa sembra davvero prendere piede..

Published in: on 30 dicembre 2007 at 18:43  Comments (1)  
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