dov’e’ finita la magia??

oggi pome ho fatto un giro per pub, ristoranti e altri posti qui nel quartiere in cerca di lavoro. un tour della speranza a lasciare CV..

sto attraversando un periodo particolare, in cui mi accorgo che la magia e’ andata via.

prima, in questo anno e mezzo che ho passato in viaggio, ogni giorno era una scoperta, gente nuova, posti nuovi, vita semplice, povera.. autostop, couchsurfing, le comuni agricole, la gente come me..

tempesta2ora mi trovo in una citta’ a cercare qualcuno che mi dia lo sterco del demonio, i soldi.

prima esploravo il mondo, e riuscivo ad incantarmi; perche’ succedevano cose belle.
ora mi sforzo di rincorrere una banalita’ ed una routine, e pure in questo rincorrere un lavoro di merda, fallisco.

prima vivevo in un atteggiamento mentale diverso, di scoperta su altri orizzonti.
viaggiavo con Samira, ed era bello, scoprivamo le cose insieme.
viaggiavo da solo, e sulle strade incontravo altri angeli, altri gnomi, qualche fata, troll e folletti.. 🙂

eppure mi sentivo lontano dalla gente comune, i grigi (v. qui), che pur volevo aiutare. capivo meglio il loro mondo, ma allo stesso tempo ero fuori dalla loro routine.
per questo scelsi di fermarmi nella solare e gaia londra. desiderio di radici..

ora mi sento spento, alienato, costretto a prostituirmi per chi piu’ fotte il mondo.
prostituirmi? si’, ecco la definizione giusta! vendere il mio tempo, le mie energie, il mio contributo e la mia attivita’ a chi puo’ darmi del denaro. (!)
oggi cercavo lavoro nei bar, cioe’ posti in cui muratori polacchi sporchi di calce vanno ad ubriacarsi il venerdi’ sera.
oppure nei pub, dove giovani incoscienti si sottopongono ad una tassazione volontaria dettata da mode. [sono anni che detesto andare nei pub. mi piace la serata a casa, “VHS e se non bastasse su’ le casse” dice il profeta]

ho cercato lavoro anche nei negozi, quelli grandi. e piu’ erano grandi piu’ sapevo che avevo maggiori chances di trovarlo. ma i negozi grandi sono anche quelli che piu’ fottono la gente: strangolano i piccoli negozi con i loro prezzi convenienti, sfruttano i lavoratori, essendo multinazionali portano i capitali altrove, ecc..

per non parlare del bistro’ dove lavoro: servono carne.
io, da vegano (o quasi), sto lavorando per degli stronzi che indirettamente contribuiscono alla mattanza di milioni di animali.
io col mio lavoro sostengo il negozio. il negozio compra carne e da’ soldi al macello. sto sostenendo il mercato della carneficina.

insieme al consumo critico (evitare di comprare da aziende dannose) bisognerebbe fare anche il lavoro critico.. ma porca miseria quanto e’ difficile!!!
sembra che tutti i soldi ce li abbiano i peggio stronzi! perche’ dev’essere tutto cosi’ difficile??

torniamo un attimo in dietro. cosa ci faccio qui? cerco soldi per andare in sud america.
sembra che a questo mondo chi mi puo’ portare in sud america cerchi da me del denaro.
si da’ il caso che mi devo procurare questa cosa, e cio’ si fa lavorando.
pero’ quello che voglio io e’ un lavoro pulito! ma questo mondo non sembra darmelo. e allora piano piano sto cedendo ai compromessi, gia’ lavorando in un “grocery” carnazzaro, e poi cercando nei negozi, nei magazzini, nei ristoranti..

ma cosa sono tutti questi? avvoltoi che strumentalizzeranno il natale per fare piu’ soldi, e che mi prenderanno solo perche’ hanno extra-business in quel periodo, e gli serve qualcuno che sposti i pacchi in magazzino. arpie che hanno fatto del cibo una merce e sulle spalle dei sottoposti (camerieri, lavapiatti…) si fanno ricchi. e si permettono anche di buttare un sacco di roba da mangiare, perche’ tanto, alla fine, sono comunque in guadagno..

il lavoro critico..
a norimberga il dato piu’ agghiacciante fu che gli ufficiali nazisti, quando gli fu chiesto “perche’ lo hai fatto?” rispondevano “obbedivo. me lo hanno detto..”
oggi nel 2008 la gigantesca macchina della nostra societa’ avanza devastando e distruggendo tutto quello che riesce a succhiare da una terra sfruttata e violentata.
quando avremo finito tutto, e troveremo atomi radioattivi nel pesce degli oceani, o mercurio nella mozzarella di bufala campana, quando milioni di occidentali saranno alla fame perche’ non c’e’ piu’ il petrolio che porta il cibo dalla campagna alla citta’, e miliardi nel terzo mondo staranno in fin di vita per la nostra avidita’, quando avremo cacciato tutti i contadini dal brasile, per fare campi di colza per il nostro biodiesel, quando l’aria puzzera’ da far schifo, quando non ci saranno piu’ foreste a raccogliere la nostra anidride carbonica, quando i bimbi saranno tutti allergici ed asmatici, e sulla terra chilometri e chilometri quadri di cemento e asfalto..
..allora..
sara’ la norimberga del terzo millennio.
e ci chiederemo: come cazzo siamo arrivati a tutto cio’?
ci dicevamo piu’ intelligenti degli animali, ma prima abbiamo ucciso loro, e poi abbiamo ucciso noi stessi.
chi e’ responsabile di tutto questo?
l’impiegato dira’: io no, obbedivo. il muratore dira’: io no, avevo una famiglia da sfamare. il politico dira’: io ho fatto, ma la gente mi ha votato. l’azienda dira’: io non posso parlare perche’ non ho bocca, guarda dentro di me. il manager dira’: me l’ha detto il consiglio di amministrazione. il consiglio di amministrazione dira’: io rispondevo solo agli azionisti. e gli azionisti: noi non prendevamo le decisioni, avevamo solo pezzi di carta..

se io-attilio mancassi un solo giorno dal negozio (che ordina un prosciutto al giorno), in quel giorno il negozio si bloccherebbe. [il lavapiatti e’ un ruolo fondamentale, anche se e’ un lavoro a cervello zero, anche se sono l’ultima ruota del carro, ma la cucina dipende dagli attrezzi che io pulisco]
poi probabilmente il giorno dopo ci sarebbe un altro al mio posto. ma finche’ IO sono li’, quel lavoro in quel negozio (che ordina un prosciutto al giorno) lo sto facendo IO. finche’ ci sono io, sono io che supporto il sistema.

+ [una persona che si definisce ambientalista mi dice “Poi per motivi di lavoro, l’aereo lo prendo piu’ spesso, ma lì io non decido, e’ tutto gia’ prenotato.”]

allora? nessuno responsabile?
NO. TUTTI responsabili.

ognuno e’ colpevole di quanto ha danneggiato, e di quanto ha mancato di salvare.
ognuno ha contribuito col suo ruolo allo sfacelo. hai tagliato l’amazzonia? grande figlio di puttana. hai comprato lattine e bottiglie di plastica? piccolo figlio di puttana.
ma poi, chi ha tagliato l’amazzonia? chi l’ha ordinato o chi ha preso la motosega in mano?
e se chi ha preso la motosega lo ha fatto perche’ aveva bisogno di soldi per la propria famiglia?
e se chi lo ha ordinato e’ diventato capo perche’ non voleva prendere la motosega e rovinarsi la salute per una paga di merda?

perche’ bisogna fare cose cattive per procurarsi i soldi??

prima, non avevo l’ansia dei soldi (perche’ ce li avevo gia’ in tasca devo dire) e vivevo le mie giornate in un altro stato.
ora sono nel mondo di quelli che lavorano, e oscillo tra rabbia, tristezza, delusione e frustrazione.

-> la magia e’ andata via.. <-

mi chiedo: non staro’ seguendo una strada sbagliata? se questa e’ difficile, triste, grigia ed eticamente scorretta, non staro’ forse sbagliando qualcosa?

non ci sara’ forse “un’altra strada”?

tra il mio “prima” e l’ “adesso” c’e’ solo una differenza di lavoro/nonlavoro, soldi/nonsoldi, business/no-profit, nomadismo/stanzialita’ ?

non mi staro’ perdendo qualcosa?

APPELLO

a: tutti i maghi, fate, streghe e streghette,
fattucchiere, ciarlatani, sciamani e bonzi,
professoroni, sapienti, profeti e artisti,

“cercasi formula della magia perduta”

ne’ cicala ne’ formica, ma tutte e due le cose insieme..

.. senza che la formica devasti il mondo..
.. senza che la cicala sia improponibile..

~~ |.| ~~

per chi ha visto “il pianeta verde”:

qualcosa

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5 commentiLascia un commento

  1. ciao atti!
    mi spiace sentirti così negativo!!

    io sto oggi in una via di mezzo.
    per scelta non ho mai fatto domanda per lavorare in grosse multinazionali quali mcdonald o vodafone o robe simili…
    sono cmq finita in un albergo 4 stelle rosse, due rosette e qualcosaltro… e ogni volta che vedo del cibo finire nella spazzatura mi viene un groppo allo stomaco… e la cosa piĂą triste è che per gli altri è normale. a casa mia il cibo non è mai finito nella spazzatura, l’acqua non si è mai sprecata… io sono cresciuta così. ancora prima di capire che al mondo ci sono disparitĂ  assurde, che c’è chi mangia un po’ di pane una volta al giorno… ancora prima di tutto, il cibo a casa mia era sacro.
    e devo dire che nell’albergo in cui lavoravo in val gardena non c’erano grossissimi sprechi. ma qui è impressionante. la gente chiede chiede chiede… e poi non mangia. se solo non si riempissero il piatto inutilmente quel cibo non verrebbe buttato.
    ma tanto da qui passa solo gente con tanti soldi.. probabilmente sono abituati così. se possono permettersi di spendere 500 pound per due gocce di wisky (mi è venuto un colpo quando ho scoperto di aver appena servito un bicchiere quasi vuoto, dal valore di CINQUECENTO POUND.)
    il peggio è che questa mentalitĂ  poi si trasmette al personale dell’albergo.. proprio oggi discutevo con una collega, che vuole comprarsi una borsetta da 200 pound…
    per non parlare del fatto che qua siamo quasi tutti stranieri… il che potrebbe sembrare molto stimolante, ma poi senti dei discorsi assurdi tipo “i musulmani sono così”.. “oh mio dio ma è pieno di polacchi, ma perchè non rimangono a casa loro”, “i neri puzzano”.. etc etc.
    a me cadono le braccia e spesso mi sento fuori dal mondo.

    comunque per il fatto dell’obbedienza.. è ormai risaputo che “l’obbedienza non è piĂą una virtĂą”. è una scusa che non regge.

  2. Ciao Attilio, sapevo che questo momento sarebbe arrivato. Era ciò che provavo a dirti quando sei venuto a Lugano. E con questo non sto dicendo “te l’avevo detto”. Forse è stato un bene che tu abbia sperimentato da solo tutto questo per poi giungere alle mie stesse conclusioni, perchè mi rendo conto che ognuno deve fare il proprio percorso, mentale o materiale che sia, per comprendere realmente qualcosa. Tutto ciò che hai scritto in questo post è vero. E’ vero che noi tutti contribuiamo alla distruzione del pianeta (ho capito che il riferimento al volo aereo non era affatto casuale, ma puoi ancxhe scrivere il mio nome la prossima volta, non mi offendo)…non solo comprando bottiglie di plastica ma anche giĂ  respirando in un certo senso. Ma è anche vero che il cibo, in qualche modo, la gente dovrĂ  anche produrlo e guadagnarselo (hai ammesso anche tu che prima parlavi così perchè avevi giĂ  i soldi in tasca). Perchè NO, non ce n’è per tutti, e ce ne sarebbe ancora meno se qualcuno non lo producesse con il sudore della fronte. E non mi riferisco solo al cibo, ma a tutto ciò che serve per soddisfare i bisogni della nostra societĂ . Certo, al giorno d’oggi è considerato un “bisogno” anche e soprattutto il superfluo, e questo in molti casi non mi trova d’accordo. Come dice mio nonno: ora c’è tutto e manca tutto, prima non si aveva niente e non mancava niente.

    Tornando a noi (che abbiamo idee molto simili, ma modi di agire diversi, come hai scritto in un commento qualche giorno fa), il punto è che se vogliamo migliorare il mondo, e non dico salvarlo, dobbiamo certamente aprire gli occhi e scendere a compromessi, dato che il mondo sembra andare nella direzione opposta. Non serve sognare se poi non si torna con i piedi per terra. Un anno fa ti invitavo ad agire, a partire ad esempio con qualche ONG. Ti accorgerai che anche lì non è tutto rosa e fiori (mi riferisco all’organizzazione), ma almeno farai un lavoro pulito (per la tua coscienza) e ti renderai utile a qualcuno. Guadagnerai dei soldi, e perchè no, viaggerai, conoscerai persone e realtĂ  diverse, che mi sembra di capire sia ciò che cerchi. Il progetto che ti ho inviato sul Brasile mi sembrava fatto a posta per te: perchĂ© non lo provi?

  3. A proposito di ciò che mi avevi chiesto, ti consiglio di provare con http://www.iboitalia.org/sve.asp oppure http://www.xena.it/sve.html o ancora http://www.afsai.it o anche l’associazione LINK YOUTH di ALTAMURA che giĂ  conosci per lo SVE. Alla fine il database a cui accedono sarĂ  sempre lo stesso, credo.

  4. Avevo scritto un commento lunghissimo a questa riflessione, ma il server del blog se lo è mangiato…
    Non ho la testa per mettermi a riscrivere tutto e dunque condenserò in pochi concetti:
    sono d’accordo con l’amara analisi di Attilio e condivido la sensazione crescente di prostituzione. Allo stesso tempo però credo che, stanti così le cose, impostando questo momento come “punto zero”, non ci si possa muovere in nessuna direzione senza sporcarsi un po’ le mani. E’ impossibile, a mio avviso, iniziare un cambiamento senza aggravare temporaneamente la situazione del pianeta. Dobbiamo accettare che un certo grado di danno sia inevitabile per giungere ad una nuova situazione. Forse non sarebbe stato necessario se i tratti caratterizzanti del “punto zero” fossero stati differenti, ma così non è… Queste le carte che abbiamo in mano e con queste dobbiamo giocare la migliore partita possibile. Siamo costretti (tenuti piĂą che altro) a turarci il naso, fare i conti con i danni che provocheremo per rimettere la situazione in sesto e ad impegnarci perchĂ© l’obiettivo sia raggiunto prima possibile. E’ ingenuo sperare che per portare cambiamento non saremo costretti a fare anche noi la nostra parte di casini: quello che conta veramente è di farne il minimo possibile puntando caparbiamente verso un “punto uno” in cui potremo continuare a costruire senza far danni ulteriori.
    L’idea di smettere di danneggiare adesso, subito, pur continuando a costruire e ricercare paradigmi piĂą “puliti” è un’utopia. Dato il punto zero, per raggiungere il punto uno faremo altri danni. Accettiamolo responsabilmente e continuiamo a lavorare sodo. Di “verginelle” non ha bisogno nessuno, tantomeno il pianeta!
    Quindi, tutti responsabili e tutti pronti a sporcarsi in prima persona per smettere di sporcare.

  5. Ciao Attilio,
    piacere di conoscerti, sto esplorando piano piano il tuo blog per leggere tutto quello che hai voluto condividere.
    Sono arrivato qui cercando su google “miglio croccante” e con una ricetta semplicissimo sei riuscito ad attrarre la mia attenzione.
    E’ stato per via della sezione sul denaro, sicuramente!
    Te ne accorgi dal website che ho inserito per lasciare il commento.
    Spero di non dimenticarmi di PiccoloElfoVerde così potremo discutere di qualche cosa.

    Intanto bravo!

    Ciao
    Cosimo


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