repressione sessuale, un termine cosi’ altisonante, quasi uscito da un volantino propagandistico degli anni ‘70.. ma cos’e’ davvero?
cosi’ onnipresente che neanche sappiamo di esserci dentro (l’ultima cosa che un pesce scoprirebbe e’ l’acqua).
quelli che riporto qui sono episodi che affiorano alla memoria quando penso agli sforzi che dobbiamo fare ogni giorno per celare/nascondere/dimenticare/tappare tutto quello che ha a che fare col sesso.
raccontero’ tutto in prima persona – anche dove non sono il protagonista – cosi’ non si offende nessuno.
1.
sono lesbica, ma non lo dico a nessuno perche’ ho paura.
i miei secondo me lo sospettano, pero’ non devono sapere nulla.
lo dico a te che sei una persona fidata, ma tu mi raccomando non lo dire a nessuno.
2.
tutte le ragazze si masturbano, ma sono pochissime quelle che lo ammettono, persino al proprio partner.
3.
per anni il tormentone tra compagni di scuola e’ stato accusarsi a vicenda di essere gay.
da bambino ricordo che ti toccavano dietro l’orecchio, e tu dovevi toccarti subito la fronte, altrimenti voleva dire che eri gay.
la gente del sud e’ terrorizzata dall’essere gay, non si spiega altrimenti tanto accanimento.
4.
sono una ragazza, giovane.
sul mio blog scrivo -riferendomi ad altro- “sto godendo, non pensate a male!!”
risponderei: no cara amica, non penseremo male di te perche’ godere e’ un tuo diritto! da sola, con un uomo o con una donna!
5.
sono di nuovo una ragazza, 24 anni, e sul mio blog scrivo:
“penso che i genitori di oggi quando vedono la figlia uscire di casa mezza nuda dovrebbero dirle che anche se lei lo fa in buona fede, questo porta l’altro sesso a giudicarla un puro oggetto del sesso, e non dovrebbe farle molto piacere…oltre ad essere pericoloso in quanto, nei confronti di un oggetto, capita a volte di essere violenti e/o non curarsene minimamente“
se un ragazzetto tratta una ragazzetta come un oggetto.. e’ PURE colpa della ragazzetta?!
~
cinque storie per oggi bastano, e ora propongo un gioco:
riuscite a dare una definizione di “nudo” che non sia la negazione di qualcos’altro? (es. “senza vestiti”)









L’altra sera ero a Milano con un mio amico (barese) di 27 anni e mi diceva che quando vede le sedicenni di oggi “svestite” fa strani pensieri sul loro conto e deve ricordarsi della loro età per riprendersi. Tu diresti che tali pensieri sono del tutto naturali, che in Africa le ragazze hanno figli a 13 anni, ecc. Fatto sta che:
1) è naturale avere rapporti consenzienti, ma troppo spesso ormai gli uomini forzano tali rapporti (leggi “stupro”) e questo avveniva anche in passato solo che nessuno se ne curava anzi si mirava a nasconderlo;
2) gli uomini sono i primi a lamentarsi del fatto che le donne non vivano il sesso con naturalezza, ma come un peccato…però poi padri, fratelli, fidanzati o semplici spasimanti sono anche i primi quando si tratta di giudicare la condotta di una ragazza dai suoi “facili costumi” o presunti tali. Allora vi dico soltanto: decidetevi una buona volta.
3) non si puo’ negare che questo atteggiamento è dovuto alla società che ci circonda, infatti mi son sempre chiesta come mai un ragazzo che “se ne fa tante” si possa vantare di ciò, mentre una ragazza debba nasconderlo.
4) d’altra parte, un atteggiamento troppo libertino danneggerebbe la società stessa in primis, a causa del diffondersi delle malattie a trasmissione sessuale (tu dici: esistono le protezioni…ma sembra che il loro uso piu’ che aumentare stia diminuendo nel nostro Paese).
5) parliamo pure di gravidanze indesiderate. Quante di quelle sedicenni che escono vestite in quel modo (e rispettivi pretendenti di ogni età) sarebbero poi effettivamente pronti ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti del nascituro? Talvolta le protezioni possono non bastare, ne avevamo già parlato se non ricordo male. L’imprevisto è dietro l’angolo. Crescere un figlio richiede non solo una stabilità economica, ma anche dedicargli tempo e pazienza. Oggi mi sembra che tutti invece siano ossessionati dal sesso e non si preoccupino minimamente di ciò. Non si pongono neanche il problema: non puo’ capitare a loro, e se proprio dovesse capitare ammazzerebbero il figlio senza problemi.
Beh, io non sono d’accordo. Senz’altro bisogna vivere la sessualità come qualcosa di sano, senza troppe paranoie inutili – che nascono spesso dalla religione. Senz’altro gli omosessuali devono esser liberi di esperimersi (sai che se fosse per me permetterei loro anche di adottare bambini).
Ma d’altra parte se il “godere” è un tuo “diritto”, come dici tu (ma ciò non significa che tu possa andar in giro a violentare chi vuoi), come sempre questo implica anche un dovere, e ciò l’assunzione di responsabilità. Ricordo che mi avevi detto di esser a favore dell’aborto, anche in questi casi, ed io ti rispondo che no, non dovrebbe funzionare così, se sei tu che ti diverti non vedo perchè poi debba pagare qualcun altro (ad esempio il feto ammazzato, o la ragazza madre o i vostri genitori se voi non volete/potete mantere il figlio).
Ritengo che non si possa parlare di sessualità senza considerare questo aspetto così importante, anche quando il sesso non è finalizzato propriamente alla procreazione.
Per quanto riguarda il tuo punto 5: non è certamente PURE colpa della ragazzetta, ma dato che purtroppo certe cose succedono, la ragazzetta dovrebbe avere l’accortezza di evitarle per quanto possibile, al posto di piangere sul latte versato. Lo dico solo per lei, mica per qualcun altro.
siccome sono troppo stanca in questo periodo per connettere e mettere in fila frasi sensate (maledetti party natalizi!!!!!) dico solo che non è il sud ad essere ossessionato dai gay, ma il mondo intero.
la prima cosa che mi è stata chiesta quando sono arrivata qui è stata:”secondo te T è gay??”
la seconda è stata:
“ahahahah quel frocione di G.” (frocione detto proprio in italiano. belle cose che insegnamo!)
la terza:
” ooooooh K. ha detto di essere gay”.
la gente poi si arrabbia con me perchè puntualmente io rispondo che non me ne può fregar di meno degli orientamenti sessuali di quei tre!
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/spettacoli_e_cultura/censura-brokeback-mountain/censura-brokeback-mountain/censura-brokeback-mountain.html
che sfigati!
ciaoooo ^_^
anch’io vorrei che le cose cambiassero riguardo l’omosessualità, che viene sempre presa come pretesto di scherno/vergogna etc.
riguardo la donna che dice ’sto godendo ma non pensate al male’ mi fa venire in mente quando andavo alle medie e io come altre ragazze che c’eravamo sempre comportate spontaneamente, nn potevamo più, per nessun motivo, piegarci ‘a pecorella’ xchè altrimenti seguiva immediatamente la derisione di mezzo mondo. il quale oltre a deriderti, ti bollava immediatamente come ‘troia’. inutile dire che coloro che schernivano erano esseri umani maschi, come te. in questo concordo con erica e il suo ‘decidetevi’, in quanto moltissime repressioni nei confronti della donna nascono proprio dagli uomini (che siano repressioni sessuali, lavorative, morali, affettive e chi + ne ha + ne metta).
infine riguardo il punto 5.
se tutti potessero vestirsi davvero come stracavolo gli pare, probabilmente si andrebbe nudi almeno in estate, e nessuno si stupirebbe delle ultra-minigonne e delle scollature inguinali, xchè l’uomo fa l’abitudine a tutto. ma finchè così non sarà, una scollatura inguinale e una minigonna ascellare messe addosso perchè ‘vanno di moda’(una maglia non è femminile se non ha la scollatura, io sono una ragazza ed entrando nei negozi si nota bene, purtroppo), sono mirati a stimolare la sessualità maschile. ora: tutti sono liberi di s/vestirsi e comportarsi/stimolare la sessualità maschile come vogliono, ma mi rifiuto di credere che a una certa età si senta ‘geneticamente’ tutto questo bisogno di essere sessualmente desiderabili. secondo me la moda e i media mettono in testa alle ragazzine un prototipo di bellezza che va al di là del tuo concetto di ‘repressione sessuale’. è un prototipo in cui per valere devi denudarti, sculettare, e in cui per una ragazza non esiste altro che quello: niente impegno, niente competenza, niente studi scientifici, umanistici, niente studi in assoluto! solo tette e culi. se questo significa liberazione sessuale non mi piace. c’è altro nella vita ed essere considerati solo x quello non va affatto bene.
ciao myr! grazie del commento. leggerlo mi ha fatto venire in mente altre cose che si potrebbero dire.
partendo dal “decidetevi” mi viene da pensare che sta cazzo di repressione di merda non segue una linea dritta in cui ci sono gli uomini cattivi che maltrattano le donne oppresse. piuttosto siamo (entrambi i sessi) vittime di una cultura malata e perversa.
molte femministe (non ho idea se sia il tuo caso, pero’ leggendo il commento mi e’ venuta in mente sta cosa) pensano che solo perche’ le donne se la passano male allora gli uomini stanno benissimo. errato! la discriminazione sessuale non e’ una ricchezza sottratta ad alcuni per il beneficio di altri!! e’ piuttosto un difetto che colpisce tutti, che si tramanda di generazione in generazione ormai da secoli (o millenni), che col passare del tempo ha assunto toni diversi (religione, mercificazione, moda) ma che -ripeto- colpisce anche gli uomini e li rende incapaci di comportarsi genuinamente e spontaneamente.
non si spiegano altrimenti milioni di cazzi sempre in tiro pronti a puntare il primo oggetto sessuale (e dico Oggetto) che capita a tiro. non si spiega altrimenti l’aggressivita’ (che nasconde paura e frustrazione) verso i gay. non si spiegherebbero altrimenti le difficolta’ sessuali che milioni di coppie incontrano, e la mia cartella antispam e’ li’ a ricordarmi che milioni di uomini soffrono e cercano farmaci contro l’impotenza, l’eiaculazione precoce e sono terrorizzati dal pensiero di avercelo piccolo (come se poi fosse questo a fare la differenza in una coppia..)
Ripeto: e’ una questione di cultura, di gabbie mentali nella testa delle oppresse e degli oppressori, ammesso che questi esistano e che non siano oppressi anche loro.
~~
Il secondo punto che mi viene in mente e’ il ricordo di quando sono stato in una comune in cui quando faceva caldo chi voleva andava in giro nudo/a.
E’ successi che per i primi due giorni l’occhio cadeva li’, anche senza farlo a posta, sempre sulle parti che in genere non possiamo/dobbiamo vedere/mostrare.
Bene, dopo solo due giorni gia’ la mia testa era cambiata, e ci avevo fatto l’abitudine. Cosi’ tanto che mi sembrava una cosa assolutamente normale vedere il corpo di una donna o un uomo cosi’ come e’ al naturale, cosi’ come si presenta quando togli tutto il cotone e la lana che di solito ci stanno sopra.
Pazzesco! mi si e’ aperto un mondo e’ ho realizzato l’idiozia del concetto di costume da bagno! una cosa che non serve a tenere caldo (come fanno in genere gli altri vestiti) bensi’ a fare in modo che alcune parti del corpo e non altre siano invisibili. come se si potesse distinguere tra delle cose che in natura sono le une attaccate alle altre.
come se certi organi fossero piu’ “degni” di altri, mentre altri cosi’ immondi che se per sfiga ce li ritroviamo addosso, almeno dobbiamo avere la decenza di non farli vedere agli altri.
“toh, sono nato col pisello! ora lo copro ben bene.. non penserai mica che ne ho uno?! ma si’ che e’ uguale a quello di tutti gli altri! lo sai no?! pero’ non si deve vedere!!”
“ih ih indovina che c’ho sul petto? due tette! ma va che non te l’immaginavi?? metti via! metti via!! che la gente non deve sapere!!”
se ci pensate la nostra cultura e’ proprio questo! non e’ ridicolo questo modo di ragionare? sembra quello di un folle. eppure e’ quello che facciamo tutti noi ogni giorno.
ecco perche’ le spiagge nudiste fanno ridere.
a proposito del “decidetevi” aggiungo che in parte è colpa nostra. e con nostra, intendo di noi donne.
perchè una volta che diventiamo madri, tendiamo a ripetere sempre gli stessi errori..e tendiamo a crescere i nostri pargoli ingabbiandoli nei concetti di maschio e femmina.
quindi i maschi si vedranno regalare solo macchinine, fucili, costruzioni..
le femmine, bambole, lavatrici in miniatura, cucine in miniatura, etc… .
BAAAAASTAAAAAAA
e basta con le stupide frasi
“stai piangendo? sei una femminuccia!” dette ai bambini
“comportati bene, non fare il maschiaccio!” dette alle bambine.
i maschi hanno il diritto di piangere come e quando voglioni, e le femmine hanno il diritto di fare la lotta.
linko un articolo di qualche giorno fa
http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/08_dicembre_16/giochi_differenze_sesso_emanuela_di_pasqua_536e18e4-cb7d-11dd-839f-00144f02aabc.shtml
grazie simo, e’ esattamente quello che volevo dire!
c’e’ questa cavolo di cultura diffusa, e chi la mette in atto -anche inconsciamente- sono sia uomini che donne, sia padri che madri, e le vittime sono sia bambini che bambine, sia ragazzi che ragazze!
in my opinion c’e’ da:
- snidare i luoghi comuni e le abitudini sbagliate (es. i giochi dei bambini, le restrizioni sulle ragazzine/donne)
- reinventarsi la cultura e sperimentare un modo di vivere libero e non-bigotto
- pompare energia e coraggio nella parte (sociale) svantaggiata: difendere e incoraggiare le abitudini “libere”
quanto all’articolo, pfui!, mi sembra l’ennesima scoperta dell’acqua calda!
a te forse sembra la scoperta dell’acqua calda..
ma non sai quante persone conosco che sono convinte che i bambini siano aggressivi e facciano la lotta perchè sono maschi!!!
quante volte ho sentito dire a qualcuna incinta di una femmina
“oh che bello.. così sarà calmina, e ti aiuterà in casa.
i maschi son tremendi..”
Nudo -> Libero
concordo con simona
nudo = libero morbido sensuale