coltivare la forza

Oggi si parla di un argomento del quale non esistono le parole per spiegarlo: potremmo tradurlo nel linguaggio corrente con “Autosufficienza, Determinazione oppure Empowering

Il succo è più o meno “guarda quello che c’è e non quello che manca”, oppure “non fermarti ai problemi esterni e lontani, ma edìfica la soluzione, che non è contrastare gli altri, ma promuovere la tua parte, l’alternativa, la soluzione.”

Non perdo altro tempo e voglio passare subito a degli esempi.

Viaggiare. Puoi lamentarti dei soldi che non hai, oppure puoi ricorrere all’autostop e alle reti di ospitalità gratuita. Piangersi addosso VS coraggio e fiducia.

TV. Puoi guardare alla mancanza di informazione, all’alluvione di pubblicità e alla quotidiana sfilata di cazzate, e struggerti per quanto fa schifo; eppure non sei obbligato a guardarla. Puoi spegnerla e liberarti dalla prima fonte di luoghi comuni e bisogni indotti.

Genitori e libertà. Ognuno è figlio del suo tempo, e della propria famiglia, e non la sceglie. Molto spesso i genitori reprimono desideri, ambizioni, libertà. Ma se ci pensi bene non hanno i mezzi per bloccarti. Esci di casa e guadagna la famosa indipendenza economica.. che potranno fare allora? solo legandoti al letto potranno impedirti di fare ciò che sogni davvero.
Le prime catene sono nella nostra testa. Diceva il vecchio Bob “emancipate yourself from mental slavery, ‘cos none but ourselves can free our minds” (lìberati, lìberati tu stesso dalla schiavitù mentale, perchè non c’è nessuno se non noi stessi che può liberare le nostre menti)

Aziende. Possiamo piangerci addosso per quanto sono potenti, per quanto stanno fottendo il mondo e quanto stanno controllando il potere e la guerra. Ma dall’altro lato possiamo realizzare che siamo noi a dare il potere alle aziende con il nostro denaro. Scopriamo di avere un’arma nella mano, che non avevamo visto prima, e facciamo consumo critico, scegliendo come indirizzare i nostri soldi, boicottando chi sfrutta, inquina e sporca le menti, e premiando chi merita o chi ha bisogno.

Capito più o meno cosa voglio dire? Siamo vittime della nostra debolezza. Inutile cercare di svuotare le bottiglie del potere altrui, su quelle non abbiamo accesso perchè dipendono dal “proprietario”. Meglio riempire la nostra! (v. qui)

Ancora qualche esempio:

Informazione. Possiamo focalizzare la nostra attenzione su due cose: o la distrazione generale, nel senso che i media non informano, la TV è controllata, non dice un cazzo di notizie anzi ci immerda le menti con reality shows, fictions, soap operas, ecc.. (chissà perchè tutti termini inglesi..)
Oppure adottare l’idea “chi cerca trova”: cercare noi stessi le notizie su internet, nelle biblioteche, cercare la verità, cercare nel mondo, informarsi sulle alternative..

Movimento. Un approccio è inseguire i G8, farci manganellare, o piangere sulle miserie del mondo, vedere tutto nero. L’altro approccio è costruire l’alternativa: in città, in campagna, e nello spirito.

Biblioteche, libri, internet, lezioni pubbliche all’università. Sono mezzi potentissimi e rivoluzionari “in potenza”. Occorre scoprirli e usarli al pieno. Ecco una storiella:

Secoli fa l’umanità viveva nella miseria, pochi conoscevano il sapere. Poi furono inventati i libri e la stampa, e tutti si rallegrarono perchè pensavano che le genti avrebbero potuto leggere ed imparare la medicina, la storia e le altre culture. Ma nessuno aveva voglia di leggere.
Poi furono inventate le biblioteche, e tutti si rallegrarono perchè ora l’umanità avrebbe potuto accedere al sapere gratuitamente, e ne avrebbe tratto giovamento e progresso. Alcuni -pochi- iniziarono ad usare le biblioteche, e ciò non bastò.
Poi si disse “che le lezioni all’università siano pubbliche”, e tutti si rallegrarono perchè finalmente anche i poveri e gli ignoranti avrebbero potuto accedere al massimo del sapere. Ma nessuno lo fece.
Poi fu inventato internet, e -questa volta davvero- tutti si rallegrarono perchè finalmente tutti avrebbero potuto scrivere le proprie idee, e leggere dall’altro capo del mondo, e reperire tutte le informazioni e diventare istruiti e sapienti. Quel che ne fu lo conosciamo tutti: c’è Indymedia e c’è Badoo, c’è Ecoalfabeta e c’è Youtube, c’è Couchsurfing e c’è Facebook.. Oggi come sempre la scelta è nelle nostre mani.

Omosessualità. Possiamo maledire la chiesa con tutto il suo bigottismo, oppure i fascisti e le idee conservatrici. Possiamo litigare con noi stessi perchè siamo noi stessi i primi a non accettarci. Questo è l’approccio che va contro quelli che sono contro. Perchè perdere tempo in questo modo? non si può cambiare ciò che non vuole cambiare, meglio dare fiducia e coraggio alla parte oppressa! Intendo: accettarsi così come si è, trovare la forza di praticare l’omosessualità liberamente, “andare avanti nonostante tutto“.

Femminismo e condizione della donna (in senso “diffuso”, quotidiano).
La Costituzione è fatta! sancisce l’uguaglianza, evviva! eppure le cose non vanno così. Va bene lottare in parlamento, ma non aspettare che sia esso a risolvere i problemi! La partita si gioca in ogni casa ed ogni ufficio: occorre farsi rispettare. Direttamente! In ogni casa ed ogni ufficio, dove si possono ottenere ottime conquiste subito, senza aspettare parlamenti o collettivi; dove non mettono piede parlamenti, politici o gendarmi, e le tutele legali felicemente conquistate falliscono miseramente.

Un po’ più chiaro il concetto? E’ una diverso modo di pensare. Mi incaglio a pensare SE è possibile fare una cosa, o m’ingengo a pensare COME è possibile farla?
Non “piangere” sugli ostacoli, ma pensare a quello che si può fare NONOSTANTE questi.

E’ un guardare a quello che c’è e non quello che manca. O anche guardare a quello che posso costruire e non quello che vorrei distruggere.

[questo articolo continua qui]

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5 Commenti Leave a comment.

  1. Mi sembra un po il manuale delle Regole per essere felici nonostante tutto…..Ma certo sono regole d’oro!

  2. Ma fino a quando ti fermi a Bari? Io scendo sabato per due settimane.

  3. bella storia, ci rimango fino al 21, poi vado in francia e ritorno a bari il 31. ad agosto non so quanto mi fermo qui, penso di partire presto per londra..

  4. Condivido il principio, ovvero che non bisogna vedere quello che non c’è perchè è questo il segreto dell’infelicità, ma bisogna vedere quello che c’è e si può fare. Atti, hai omesso una cosa molto importante e apparentemente banale, l’individualità, ogni cosa va sempre fatta a seconda di come si è, del proprio sviluppo psicologico e di come ci si mette in gioco ibridativamente. Non dimenticare mai le differenze caratteriali, di tendenze psicologiche, di sfumature delle personalità e di conseguenza di tutto quello che crea i desideri e i bisogni. Non dimenticare mai le differenze di natura, le generalizzazioni sono pericolose nel senso che portano a schiacciare le differenze particolari che sono quelle che fanno unico un individuo. Ciao wagliò ;-)

  5. “Atti, hai omesso una cosa”
    .. mò, e mica solo una!! :D

    Capisco bene – e se dico bene intendo bene – il tuo intervento e non posso che darti ragione. Ognuno coi propri tempi, ognuno coi mezzi che ha (e soprattutto le energie, che non dobbiamo dare per scontate), ognuno nella forma che gli si adatta meglio.

    Ad ogni modo ritornerò a breve sul concetto, magari con una forma più teorica.. mi piaceva dare prima gli esempi.

    Le cose da dire ce le ho già, schizzate a muzzo su fogli di carta, una fraccata di idee a flusso continuo che mi è venuta in mente sul bus (25 ore!) svezia-francia..


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