contro il denaro (sui commenti)

Una cosa mi è piaciuta in particolare dei tre commenti di Erica: il denaro potrebbe non essere la causa di tutto, la causa di tutto sono le persone che spesso lo gestiscono. Verissimo, si può fare benissimo anche col denaro e malissimo anche senza denaro. In fondo è solo uno strumento.. però nella nostra società non è solo uno strumento, è un simbolo, un valore, un obiettivo: è questo quello che crea danni!

(piccola precisazione: il secondo post non era una risposta al tuo commento, li avevo preparati tutti prima e li ho pubblicati un po’ alla volta)

Poi mi piacerebbe chiederti – e non è importante che tu mi risponda, l’importante è rifletterci su – ma è proprio vero che il denaro è misura del lavoro? quanta gente guadagna meno di ciò che lavora? ci sono posizioni di vertice che ti fanno guadagnare cifre spropositate?

Il discorso di Berlusconi è frutto della mentalità che ci domina e le tue obiezioni sono fondatissime, ma il resto del mondo sembra non ragionare nella stessa maniera. Altrimenti non si spiegherebbero i discorsi dei politici – da destra a sinistra – sulla crescita, il PIL, l’ossessione del lavoro, ecc..
Guardate che il lavoro non è importante: il lavoro stanca, è fatica, quello che ci serve sono i soldi, o meglio, le cose che si possono comprare, per rispondere ai bisogni che abbiamo.
Ma se bisogna creare occupazione, inventando impieghi e mettendo al lavoro persone a fare cose superflue, per poi metterle a consumare cose di cui non hanno bisogno.. allora qlc di sbagliato c’è! I bisogni in tutto questo dove sono andati a finire?

Ma il denaro è proprio necessario per spronare la gente al lavoro? pensi che se non ci fossero i soldi nessuno lavorerebbe? allora si lavora solo per soldi? siamo sicuri che un’economia senza denaro funzionerebbe SOLO in comunità piccole?

Perchè ci sono persone che guadagnano di più e altre che guadagnano di meno?


Pubblicato in:  on 12 Aprile 2008 at 18:27 Commenti (1)
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  1. Forse non mi son spiegata bene nei miei commenti precedenti: sono più che d’accordo sul fatto che c’è gente che si ammazza di fatica e guadagna meno di chi spesso decide senza muovere un dito. Questo è legato indubbiamente alla posizione di una persona, a quanto ha studiato o fatto gavetta per arrivarci, anche se spesso c’è chi è collocato in certe posizioni non per merito ma perché di buona famiglia o con gli agganci giusti.
    Credo che due azioni siano necessarie per correggere quest’ingiustizia:
    1) dare a tutti le stesse opportunità di studio (e di lavoro), come già succede nei Paesi nordici (i giovani che vanno via da casa hanno uno stipendio mensile per mantenersi finché sono all’università, oltre a poter svolgere lavoretti, l’università è gratuita…ovviamente queste agevolazioni devono esserci per i meritevoli…cioè se uno si laurea in 6 anni d’accordo, ma se si laurea in 20 no, a meno che non abbia avuto problemi di salute nel frattempo!)
    2)ci dovrebbe essere più equilibrio tra ciò che guadagna il “padrone” e ciò che dà ai dipendenti, cioè si dovrebbero stabilire delle percentuali. Sicuramente colui che investe il capitale si assume un rischio che gli altri non corrono, però i frutti del lavoro devono essere più o meno equamente suddivisi (e questo motiverebbe anche i sottoposti ad eccellere nelle performance).

    Ora, non voglio dire che il tempo e il lavoro di chi decide di lavorare anzicché studiare valga meno di quello di uno che ha fatto l’università e lavora “dietro la scrivania, senza sporcarsi le mani”, però bisogna riconoscere che un minimo di meritocrazia – su qualunque base, che non sia necessariamente quella del livello di studi conseguito – ci vuole, è quello che sprona la gente a darsi da fare più di quanto abitualmente farebbe. Per questo non sono d’accordo con il “marxismo” allo stato puro, con l’uguaglianza a tutti i costi. Indubbiamente tutti dovrebbero esser messi in condizione di soddisfare i propri bisogni primari, ma non tutti di accedere al superfluo – se così si può definire (anche se non sono d’accordo con il superfluo in senso stretto, ad esempio conservo da anni lo stesso cellulare moribondo finché non deciderà di abbandonarmi, finché funziona…però perché no, anche andare al ristorante di tanto in tanto o avere una casa più bella può essere considerato superfluo).

    Il punto è che il denaro, a causa dell’avidità delle persone e della smania di apparire, ha assunto sempre più importanza rispetto al lavoro stesso. E sì, forse qualcuno lavorerebbe pure se il denaro non ci fosse, ma il lavoro di queste poche persone non basterebbe a soddisfare i bisogni neanche del 20% della popolazione di questo Pianeta (proprio quel 20% di fortunati che oggi ha l’opportunità di soddisfarli).

    Il tuo discorso, Attilio, regge finché si parla a livello di utopia, ma la realtà è ben diversa, non si possono cambiare totalmente le cose dall’oggi al domani, soprattutto se il resto della gente dimostra di non volerle cambiare. Se tutti fossimo belli e buoni non ci sarebbero omicidi né guerre, il lavoro sarebbe fine a se stesso e così via, ma purtroppo non è così. Purtroppo persino nei lavori di gruppo a scuola c’è sempre chi se ne lava le mani e lascia lavorare gli altri: questo significa che la gente non è abbastanza matura e responsabile, è un dato di fatto. Pertanto ti invito a smetterla di rifugiarti in questo mondo fantastico, se vuoi davvero cambiare qualcosa in questo mondo, e a dedicarti a qualcosa di concreto, e probabilmente non vivrai esattamente nel mondo che avresti voluto, ma il tuo apporto potrà comunque migliorarlo di un millesimo. Non credevo che l’avrei mai detto, proprio io che vedo tutto bianco o tutto nero, ma la vita è fatta di compromessi. E’ triste da dire, ma meglio viverla così che non viverla affatto. E con questo non intendo dire che bisogna arrendersi all’evidenza dei fatti e fare il gioco di chi spinge il mondo in questa direzione, ma semplicemente fare la propria parte secondo coscienza, senza dannarsi l’anima, perchè volenti o nolenti, se le cose cambieranno lo faranno lentamente, e non soltanto per opera nostra.

    P.S. Ma sei Alessandro S.??? Ciaooo!!! Ihih!!! Come va?


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