contro il denaro (intro)

Un giorno apri il contenitore che tieni sempre in tasca e ci trovi dentro dei dischetti metallici, dal colore dorato, merlettati e luccicanti. Li vedi come mai li hai visti prima. Sono soldi, ma ti appaiono come l’elemento più estraneo che ci possa essere.

Eccolì lì, i tuoi euri, le tessere del sistema, i gettoni di Babilonia, le fiches di questo gioco.
Sono gettoni, perchè come nelle sale giochi si usano per le varie attrazioni, ma qui non hai il biliardino, il flipper, qui hai la macchina nuova, la macchina fotografica digitale, la cena al ristorante, il viaggio vacanze, tutti i tuoi desideri hanno un prezzo, e con i gettoni li puoi comprare.
Compri il sesso, compri il potere, compri i vestiti e la bellezza, compri la casa, compri anche il cibo e tutte le comodità. Vivere nel nostro mondo oggi significa comprare, significa dar via i gettoni per avere le cose.

E la cosa più buffa è che non tutti lo possono fare allo stesso modo: esistono i ricchi, che hanno molti più gettoni degli altri (e quindi possono mettere le mani su più attrazioni luccicanti), e ci stanno i poveri, che quelle cose non se le possono permettere, anzi, a volte neanche riescono a soddisfare i bisogni primari.
Perchè dovete sapere, anzi lo sapete già meglio di me, che dentro Babilonia non solo i lussi si pagano con i gettoni, ma anche le cose necessarie ed importanti, e dentro lo stesso parco divertimenti dove c’è abbondanza di ogni cosa c’è chi non ha ciò che gli serve per vivere perchè gli altri non glielo vogliono dare, perchè non ha i gettoni dorati ovviamente.

In più a Babilonia i gettoni stanno ovunque, anche nella testa delle persone. Anzi, si può dire che quasi non pensano ad altro. Affari, soldi, progetti, sogni, politici che parlano solo di economia, bimbi che pensano alla loro carriera, studenti che pensano ai loro sbocchi, tutto è un comprare e vendere, da quando ti svegli la mattina a quando passi le tue notti fuori, e anche la domenica si va in un posto con le vetrine e gli oggetti, un posto che è stato creato per dare i gettoni e prendere gli oggetti, solo che avrai sempre meno gettoni delle cose che vorresti prendere. La tv non parla di altro, e anche i giornali sono pieni di una cosa chiamata pubblicità, che è un invito a prendere oggetti di cui non hai bisogno con i gettoni che non hai.

Le cose da mangiare, per abitare, per fare le faccende quotidiane -insomma cose di cui tutti avremmo bisogno- finiscono nelle mani di chi ha più gettoni, e non di tutti.. che strano modo di far muovere le cose!!

Ho detto Babilonia?

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Pubblicato in: on 10 Aprile 2008 at 16:24 Commenti (2)
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2 Commenti Leave a comment.

  1. Hai ragione, c’è chi ha troppo e chi non ha nulla…e sicuramente gran parte della nostra vita è consacrata al lavoro, sin troppa, me ne sto accorgendo in questi giorni, tanto che poi non resta più tempo per vivere, per far le cose che vorremmo fare sul serio.
    Su una cosa però non posso che darti torto, più che altro per una questione di praticità: è vero che il reddito dovrebbe essere distribuito meglio, in modo che ognuno possa soddisfare almeno i propri bisogni primari, e che il denaro dà alla testa; ma di qui a dire che il denaro sia totalmente inutile ce ne passa.
    E’ utile come strumento di scambio che sostituisce il baratto, dato che il baratto non è piu’ praticabile in una società globalizzata (anzi a dire il vero non è più praticabile già in un villaggio di grandi dimensioni, in cui non tutti si conoscono), mentre il lavoro è necessario (in quantità accettabili) perchè senza di questo non si produrrebbe e nessuno mangerebbe. Cioè non dico che bisogna produrre necessariamente cellulari high-tech, ma anche coltivare, allevare il bestiame, costruire carrozze o non so che sono comunque forme di lavoro. E ovviamente chi lavora usufruisce dei frutti del proprio lavoro e del lavoro degli altri (anche se non sempre è così…i ricchi non faticano quanto uno scaricatore di porto). Però alla fine questo meccanismo lavoro->denaro è necessario, perché non è che puoi fidarti delle persone sulla parola, altrimenti non lavorerebbe nessuno e tutti verrebbero a chiederti gratuitamente i frutti del tuo lavoro (e non è detto cmq che tu voglia in cambio i prodotti che loro ti offrano, motivo per cui il baratto è andato via via scemando). Il problema fondamentale, secondo me, è che come in tutte le cose abbiamo perso il senso della misura.

  2. [...] ad un tratto ci sono arrivato: i soldi sono i gettoni di babilonia, date a babilonia quello che è di babilonia, restituite al gioco i suoi gettoni. I soldi fanno il [...]


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