Uno dei film più impressionanti che io abbia mai visto. Che significa “impressionante”? Che fa muovere il cervelletto, fa pensare, stimola..
Ti lancia nel bel mezzo di un’accozzaglia di temi e non sai come riattaccare i pezzi, non sai cosa voglia dire, non sai dove vuole arrivare.
Io l’ho rivisto un paio di volte, ed ecco i “temi” di cui parla: (solito disclaimer: se non vuoi sapere la trama non leggere oltre)
Consumismo
Sofferenza
Virilità
Marche
Solitudine
Autorità/obbedienza
Essere uomo-essere vivo
Nichilismo
Essere un illuminato
Stile di vita
Dio-religione
I figli di mezzo (classe media)
La grande guerra (non l’abbiamo)
Distruzione (“l’automiglioramento è masturbazione, l’autodistruzione?” è il dialogo sull’autobus. Anche la scena dell’asiatico minacciato con la pistola)
Lasciarsi andare
Toccare il fondo
Il Sistema e il Contro (Il sistema è brutto, ma il non-sistema è squallido e violento)
Il bene e il male dentro di noi (e il male è connesso al riscatto, al risollevarsi)
Che interpretazione darne? Io ho la mia, e la chiamo “fascio-nichilista“.
FASCIO. L’elemento della virilità è onnipresente. Il film inizia con il circolo di auto-aiuto per uomini evirati, e Bob con le sue tettone è una figura femminile. Proviamo pena per lui. Ma si riscatta, e lo fa quando inizia a lottare (“vai ancora al circolo? no, ho trovato qualcosa di molto meglio”)
Il capo della polizia rischia i testicoli, e come lui anche “Norton” -il protagonista che non rivela mai il proprio nome, la voce narrante.
I due protagonisti scherniscono i figaccioni delle pubblicità (“è così che dovrebbe essere un uomo?!”)
La seconda parte del film è il reclutamento dell’esercito. Già questo è molto militaresco. In più ai candidati viene chiesto esplicitamente se hanno con sè due camicie nere.
Gli adepti del progetto Mayhem vestono di nero (colore molto comune nei movimenti di opposizione radicale al sistema), si rasano i capelli, obbediscono ciecamente al fuhrer.. ehm.. al loro capo, dormono e lavorano in “squadre” e amano picchiarsi e picchiare, distruggere.
Il discorso giù nel locale è anch’esso esemplare. Viene rievocata con nostalgia la “grande guerra”, che purtroppo non abbiamo.
Inoltre c’è il desiderio di riscatto delle classi medie, frustrate. (“vedo un sacco di persone fortissime e coraggiosissime, e tutte sprecate a pompare benzina, a servire ad un ristorante, ecc..”)
Anche il fascismo -inteso non come quello che è stato nella storia, bensì come insieme di idee e valori, come atteggiamento del pensiero (o almeno alcuni rami di esso)- è fortemente contrario al neoliberismo, al capitalismo e soprattutto al consumismo.
NICHILISMO. Un tema portante del film è la distruzione -catartica-, strada maestra verso il risollevamento, e magari l’illuminazione (“sì, sono lividi da contusione, e mi va benissssimo. sono un illuminato io”)
La strada che Brad Pitt indica è cercare di toccare il fondo.
Il protagonista deve passare attraverso la distruzione del suo appartamento, l’ustione chimica, l’incidente automobilistico.. tutti stadi progressivi che nel film portano ad immediati miglioramenti dello spirito vitale. L’incidente automobilistico -che con gli occhi dell’uomo comune è atto d’incoscienza e quasi suicidio- è addirittura una “esperienza di quasi vita”. Viene esaltato il “lasciarsi andare”, ovviamente verso il basso.
La distruzione è portata anche al prossimo: vedi la scena dell’asiatico minacciato di morte con una pistola. L’idea è che quando la minaccia cessa egli riguadagna il gusto della vita (“domani lui mangerà il cibo più saporito che un uomo abbia mai mangiato”)
Contro la corruzione del sistema il rimedio architettato è far crollare, distruggere, riportare a zero.
Il piano Mayhem altro non è che la distruzione di tutte le banche, le grandi corporations e gli istituti finanziari. Il mondo “che immagino è quello in cui camminiamo sulle rovine del rockfeller center e stendiamo fettine di daino a cuocere sull’asfalto”.
Non è anarco-primitivismo, non è ritorno alla natura o ai boschi (avete sbagliato film, quello è Into the wild). Gli scenari del Brad Pitt visionario sono post-nucleari, o comunque post-moderni. Parla di selvatico, ma non è selvatico primigenio, bensì selvatico sulle rovine della città.
Premesso che fa schifo il sistema, l’attuale assetto socio-economico, il consumismo, l’arredomania (la conversazione al bar, “sappiamo cos’è un piumino perchè siamo consumatori”, “le cose che possiedi ti possiedono”, “fanculo al tuo cazzo di divanetto a strisce dell’Ikea”); la reazione non è costruzione, non è mutazione nè cambiamento, bensì distruzione. Non è ritorno alla semplicità, non è azione politica, non è associazionismo, nulla di tutto ciò. Solo eversione violenta.
Allora che senso ha tutto il film? cosa ne assimiliamo? come va a modificare i nostri modi di pensare?
E’ in grado di influenzare in qualche modo il nostro atteggiamento nei confronti dei temi: violenza, sistema, consumismo, cambiamento? se sì, in che modo, in che direzione?
Quali reazioni provocherà sulle fasce della popolazione? cosa insegnerà all’impiegato? cosa ispirerà all’adolescente? che idea darà al dirigente? e al reietto? all’antagonista politico? all’uomo medio?
Come si forma la cultura popolare, l’immaginario collettivo, l’impianto di luoghi comuni?
Perchè pensiamo quello che pensiamo?









ma che film hai visto? fascio?
la classe si cui si parla non è la classe madia, ma gli operari e i nuovi sfruttati i giovani professionisti colti e sostanzialmente benestanti.
E se c’è politica è anarchica (il nero è prima il colore del nichilismo e dell’anarchia e lo usa il fascismo)e non si vedo nessuna esaltazione dello stato in stile fascista(tralascio le cos eche poi dici sul fascismo)
La violenza non è per fare i duri ma x ritrovare attraverso il dolore l’essenza della vita che non è il consumo e le proprie passioni animali(che centra il fascismo boh?)
E alla fine viene sconfitto in parte anche il nichilismo stesso xché ritrovando se stesso uccide il doppio nichilista, x vivere la sua passione
Dire che è un film fascista è una cavolata con i fiocchi
Sarà … io l’ho visto un paio di volte. Spinto da cotanto dibattito mi riprometto di guardarlo un’altra volta e tornare a farti visita.
Il matto
Fight Club deve essere criticato in relazione al contesto in cui si muove il suo autore. Il libro omonimo scritto da Palahniuk è stato riprodotto molto fedelmente in pellicola, ragion per cui ha avuto esiti scioccanti. Bisogna pensare a chi sia realmente Palahniuk e ai motivi che lo spingono a scrivere. L’autore ha attraversato una vita fatta di eccessi, episodi di grande violenza, e piccole cose che lo hanno tenuto legato alla vita, come gli amici e la scrittura. Fight Club è un condensato di dolore viscerale in cui si passa da un incubo all’altro, dalla vita grigia di un agente assicurativo alla totale eversione nichilista. La rinuncia e l’odio verso il sistema trova il proprio sfogo in una azione istintiva che non trova spiegazione in se stessa. L’individuo viene assorbito nella collettività del progetto Mayhem, le scimmie spaziali si preparano a scalare i grattacieli del potere senza avere la minima idea di cosa succederà dopo. Fight Club viene osannato da un vasto pubblico di destra perché nel suo appeal cinematografico richiama volutamente l’attenzione di un certo pubblico, ma i suoi contenuti sono ben altri. E’ come se dicessimo che American History-X è un film neonazista.
Sono stupito dalla facilità e dalla leggerezza con cui certi commentatori hanno rintracciato nel film (e nel libro) modi di pensiero fascisti o anche solo di destra. A parte le differenze ABISSALI che separano il nostro modo di pensare la politica e il modo americano, non credo sia possibile compiere un’operazione così vigliacca ed interessata verso un’opera così interessante.
“Fight Club” è un libro chiaramente anarchico, più distruttivo che propositivo, per il quale la sola lettura possibile è anarco-nichilista. non credo se ne possa trarre una morale pratica d’azione.
I personaggi sono contro la società, ma anche CONTRO LO STATO (mi chiedo come si possa leggere in chiave fascista). E non contro uno stato in generale, ma contro ogni forma di Stato, anche a venire. sono contro il lavoro, contro la subordinazione della propria vita ad un altro valore, eppure non fanno altro che subordinarsi alla distruzione, che sacrificarsi in qualche modo. Contro l’immagine, il consumo, eppure non fanno altro che perpetrare un consumo ancora più radicale, un’immagine ancora più estrema. Contro l’identità imposta dalla società, eppure ecco che compare la nuova identità di gruppo in cui il singolo è cancellato, negato, più ingranaggio di qualun
que ingranaggio. Penso che Fight Club mostri solo quello che una società capitalistica e spettacolare spinta all’estremo possa produrre come suo parto più prossimo. Ma non si può dire di essere usciti dal sistema, si sta solo spingendo più a fondo l’acceleratore… Nella stessa direzione.
caro Ekeskog detto l’attaccabrighe, che hai da dire tu che arrivi sul mio blog digitando “fight club destra” e poi dici che non e’ di destra? te le vai proprio a cercare?!
forse c’e’ del vero nel fatto che non si possa dire che in fight club c’e’ una vena fascista, e infatti anch’io avrei da rivedere la mia recensione essenzialmente per un motivo: dire fascismo e’ dire nulla.
credo che il fascismo sia stato, almeno qui in italia, un correntone con una miriade di pensieri diversi al suo interno, e se guardando il film ho avuto l’impressione di questo accostamento esso e’ possibile solo con ALCUNI aspetti del fascismo.
dire “fascismo” e’ solo una semplificazione; ingenua e approssimativa se vogliamo.
e allora non se ne abbia a male chi e’ tanto affezionato a questa parola, e la si consideri solo come un exemplum, uno stendardo riassuntivo delle tendenze ideali verso virilita’, violenza, militarismo e ribellione.
Quel che avevo da dire è già scritto qui sopra. E, hai ragione, l’ho cercato intenzionalmente, sdegnato dall’uso fazioso che investe, da destra e da sinistra, certe opere letterarie e non. Fight Club è solo una. Prima di esso è stata, come ben saprai, l’opera di Nietzsche ad essere travisata e ripresa dalla destra in malo modo. Ad ogni modo, quel che ritengo inaccettabile è una lettura anche solo di destra, senza dover mettere in gioco parole scomode come “fascista”. Non credo vengano esaltati i valori che tu nomini, in opposizione ad altri. E’ solo che, dopotutto, essi stessi fanno parte a pieno titolo di quella società spettacolare che richiede un corpo prestante, aggressivo, uno spirito di gruppo, una forte identità, e non per ultimo il connubio tra una forte volontà e un forte desiderio.
Questi non sono vaccini, sono PRODOTTI dello spettacolo. E ciò che mostra Fight Club non è forse la ribellione al sistema, ma ancor più il compimento stesso di ciò che è già in gioco, il suo aspetto nichilista e distruttivo, in cui l’unico modo per salvare coincide col distruggere.
Capisco che la cosa è complessa, e che posso ben passare per “attaccabrighe”, ma cerco solo di discutere attorno a dei nodi inaggirabili, troppo spesso nascosti intenzionalmente.
Una lettura di destra di Fight Club? Dovrebbe allora motivare la futilità di ogni identità, di ogni persona, di ogni patria e di ogni ideologia.
Credo, dopotutto, che da Fight Club non si possa estrarre alcun insegnamento pratico. Credo che non vi sia nulla al suo interno da motivare qualcosa come un’azione, giustificabile, riprendibile e pianificale.
Sia chiaro, il mio commento non vuole essere l’ennesima difesa del film, e l’ennesima lettura faziosa. Fight Club è un film di rivolta, semplice, senza colori e senza bandiere. Tanto estraneo agli ideali di destra quanto a quelli di sinistra. Forse questo è il suo punto di forza: la sua radicalità sfuggente ad ogni interpretazione interessata.
Oggi ho trovato un video su youtube che indirettamente conferma la mia ipotesi: Fight Club piace ai fascisti. Questo non significa che nelle intenzioni del film c’era il fascismo, ne’ che il film rappresenta un’incitazione o alcuna inferenza del genere..
solo che alcuni tratti psicologici del film sono affini con quelli di quell’ideologia.
Date un’occhiata al video di Cinghiamattanza dei Zetazeroalfa:
http://uk.youtube.com/watch?v=CYwlptDYJGk&feature=related
Che Fight Club piacesse ai fascisti era fuori discussione. Che i fascisti avessero castrato il Fight Club secondo le proprie esigenze, anche questo era fuori discussione. Hai ragione, alcuni tratti sono affini, anche se il resto è una clamorosa smentita do ogni ideologia fascista.
Ultimamente la destra si è accorta di non avere – di non aver mai avuto – una base culturale, e quindi cerca di darsela più o meno forzatamente. E’ questa operazione di appropriazione, operazione violenta ed identitaria, che spaventa…
come la storia che il signore degli anelli sarebbe un libro di destra.
bah bah …
Non vedo perchè dobbiamo andare a sovrapporre una mentalità che vige in europa come quella del fascismo, con il fulcro capitalista della storia, che è un problema di fondo in america, soprattutto per il proletariato e peggio ancora per i senzatetto. Se c’è un ideale politico quello è l’anarchia