se il Guatemala fosse una cosa allegra farei un libro di storie, con tutte le cose che sto vedendo:
storie di multinazionali dell’energia idroelettrica che arrivano con i loro progetti, i loro soldi e la loro arroganza, e pretendono di costruire dighe e centrali li’ in mezzo alle montagne dove vivono contadini da secoli e secoli. e a dispetto di ogni legge internazionale non consultano la gente, corrompono i sindaci, si appropriano della terra e perfino minacciano di morte quelli che si oppongono.
racconterei la complessita’ della situazione, in cui degli ecologisti “locali” si oppongono ai mega-progetti, pero’ cosi’ facendo ostacolano l’indipendenza energetica dalle fonti fossili: oggi Guatemala ricava il 47% dell’elettricita’ che utilizza da centrali idroelettriche, significa che con un po’ di sforzi in una decina d’anni potrebbe emanciparsi dalla combustione di petrolio e carbone.
.. e invece no: perche’ c’e’ chi si oppone. racconterei la differenza antropologica tra il mondo di citta’, che ha la mentalita’ di “progresso, lavoro, industrializzazione, modernità”, e il mondo di campagna che in europa gia’ non esiste piu’, fatto di case senza elettricita’ e gente con le rughe del sole che si sveglia alle 4 del mattino per lavorare la terra. sono loro che si oppongono ai mega-progetti perche’ la loro gente ha sempre vissuto cosi’ e non gli interessa di vivere come quelli di citta’. in piu’ sanno che da una centrale idroelettrica non avrebbero niente da guadagnare, e solo la loro terra da perdere.
risorse idriche pubbliche e profitti privati. gia’, perche’ se a costruire la diga fosse lo stato almeno farebbe un po’ di quattrini da poter spendere per scuole e ospedali (o per recuperare il controllo di certe zone in mano ai narcotrafficanti, ma questa e’ un’altra storia); e invece no: chi costruisce la “grande opera” e’ un’impresa con sede in Spagna, Canada o Giappone, ed e’ li’ che si porta tutti i profitti.
.. racconterei storie di regioni intere del paese in mano ai narcotrafficanti, contro i quali lo stato non ha alcun potere perche’ la mole stessa di soldi che maneggia la mafia e’ piu’ grande del bilancio statale.
.. storie di commercio di droga, di bambini, di corruzione politica, di criminali che comprano i voti e diventano sindaci, di intrecci tra il narco, le grandi imprese e gli eserciti privati. quando negli anni ‘50 comincio’ il conflitto armato i proprietari terrieri e gli industriali assoldavano dei mercenari per proteggere le loro proprieta’ e i loro interessi: erano i temibilissimi PAC, che negli anni si macchiarono di stermini, stupri etnici e fosse comuni.
ora quella sigla non esiste piu’ pero’ sono sempre le stesse persone che reggono le strutture del potere, che controllano gli affari e la politica in certe aree del paese dove lo stato non arriva. o meglio: sono loro stessi “lo stato”, dove per diventare sindaco si comprano i voti a poco meno di 10 euro ciascuno.
e’ la stessa gente che fa soldi con le opere pubbliche, e prende soldi dalle imprese per difendere i loro interessi: intimidazioni, minacce, a volte anche di piu’.
.. racconterei la vita quotidiana di cittadini che vivono in un paese che conta una media di quindici omicidi al giorno, in cui e’ normale fare tardi nel traffico e superare l’imbottigliamento guardando un corpo a terra, con i curiosi attorno e la camionetta dell’organo giudiziale affianco.
Guatemala e’ un paese difficile, e comunque la vita va avanti. tutto questo e’ piu’ che altro uno scenario, un sottofondo sopra il quale si sviluppano le vite quotidiane della gente, che sono uguali in tutti i posti del mondo.
sono contento di poter fare quest’esperienza, e poterla anche scrivere su questo blog, per instillare almeno una volta ogni tanto il dubbio che il mondo non e’ solo occidente, la bella, ricca e sicura europa, ricca sulle spalle degli altri.






























